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I mega-trends sono dei cambiamenti epocali ai paradigmi sui è cotruita la nostra società, cambiamenti che con un adeguato progetto di investimento e strumenti idonei possono essere anche cavalcati.

Con questo articolo, proviamo ad analizzare tre grandi cambiamenti che interesseranno la nostra società e i relativi ETF per sfruttare questi cambiamenti.

I mercati finanziari e «l'arte» di far rendere i propri soldi investendoli in modo efficiente sono caratterizzati da una serie di elementi e fattori contro-intuitivi che spesso stanno alla base delle scarse performance di chi investe. 

Una di queste è che investire con rendimenti positivi sia molto difficile e complicato e solo chi ha grandi "cognitive skills" riesce a farlo in modo profittevole.

Con questo articolo proviamo invece a vedere che chi ha maggiori competenze economiche e finanziarie, spesso, fa peggio sulle borse.

L’arte della maieutica è a fondamento della visione filosofica di Socrate e si basa sui seguenti paradigmi:

  • Uomo conosci te stesso: la verità è già dentro di te non serve cercarla altrove.
  • Sapere di non sapere: non esiste un sapere assoluto.

Queste affermazioni hanno cambiato il metodo di fare ricerca filosofica e hanno travalicato le dimensioni dello spazio e del tempo giungendo a noi con un’immutata freschezza concettuale. A partire soprattutto dal principio socratico del οιδα ουκ ειδως, quando definiamo le nostre strategie di investimento e quando decidiamo quale seguire, lo facciamo secondo analisi e studi di back-testing che possano dirci che quella è veramente la strategia migliore. Senza pregiudizi e partendo sempre dal presupposto che sappiamo di non sapere.

Lunedì parte il collocamento del Titolo di Stato che dovrebbe permettere al Tesoro di finanziarie parte del suo debito cresciuto a dismisura per far fronte ala crisi Covid: anche questa volta, il lancio dei titoli sarà accompagnato da grandi frastuoni e sollecitazioni all'investimento, ma con ancora molta poca attenzione (come spesso accade) alla reale convenienza in termini rischio/rendimento per il risparmiatore.

Con questo articolo proviamo a capirne le caratteristiche e se al risparmiatore retail possa convenire oppure no.

L'asset allocation di un portafoglio riflette gli obiettivi e la propensione al rischio di un investitore: nel tempo, un portafoglio può assumere esposizioni non coerenti con il rischio e il rendimento obiettivo dell'investitore, oppure si possono creare delle opportunità di mercato da cogliere: questi aspetti possono essere controllati con una strategia di ribilanciamento precisa e definita ex-ante, che possa guidare i comportamenti dell’investitore nel tempo.

Con questo articolo, vogliamo esaminare insieme i vantaggi del ribilanciamento, analizzare l'impatto delle diverse frequenze di riequilibrio ed evidenziare le strategie per ridurre al minimo i costi di riequilibrio.

Questo articolo nasce da un dubbio che i nostri parenti meno evoluti finanziariamente (tipo, una zia un po' vecchiotta) ci hanno inculcato.

Perchè i veri dubbi non ve li pongono gli "esperti" o chi la pensa come voi: i veri dubbi ve li pongono sempre i meno esperti e chi ha una visione del mondo diversa dalla vostra.

Di che dubbi parliamo?
Del fatto che i nostri parenti - sapendo che lavoriamo nel campo della finanza - ad ogni pranzo domenicale insieme ci continuano a ripetere sempre il solito mantra: "eeeh, ho sentito al TG che la borsa è crollata, non è un buon momento per investire, no?"

Quindi, ci siamo chiesti, considerato che la borsa americana ha segnato circa il 300% negli ultimi dieci anni e che i nostri clienti realizzano mediamente il 5-5,5% annuo di rendimento, da dove nasce questo bias cognitivo della zia?

La liquidità sul conto corrente diventa spesso una necessità (per spese future o per altre circostanze), che però espone il risparmiatore al rischio (specie per patrimoni sopra una certa soglia) bail-in nel caso in cui questa liquidità superi i cento mila euro. Allo stesso tempo, la liquidità sul conto corrente viene spesso accantonata per futuri investimenti o per sfruttare cali periodici del mercato in un’ottica di gestione “dinamica£ del portafoglio.

Se però questa liquidità è consistente (si pensi che per portafogli superiori al mezzo milioni di euro può tranquillamente superare i cento mila euro) espone nuovamente il risparmiatore al rischio bail-in.

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