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ETF: come sceglierli partendo da 0

Nel mondo degli investimenti, uno degli strumenti più popolari sono senza dubbio gli Exchange-Traded Fund (ETF) che rappresentano una delle innovazioni più significative degli ultimi decenni. Questi strumenti hanno rivoluzionato il modo in cui gli investitori possono accedere e gestire il proprio portafoglio, offrendo una combinazione unica di diversificazione, liquidità e trasparenza.

Ma cosa sono nello specifico? E come funzionano?

Il nostro CEO, Gabriele Galletta, ha risposto in passato a quelle che sono le domande più frequenti sugli ETF che potete trovare in questo articolo.

Oggi, invece, scenderemo più nel dettaglio e cercheremo di capire cosa sono, come funzionano e quali sono i criteri per la scelta di quello giusto per le nostre esigenze.

Cosa sono gli ETF

Gli ETF sono fondi di investimento che seguono l’andamento di un indice sottostante, come ad esempio un indice azionario o obbligazionario, oppure possono essere legati a un settore specifico, a materie prime, o a un paniere di attività diverse.

Questi strumenti offrono diversificazione, poiché consentono agli investitori di detenere una vasta gamma di attività all’interno di un singolo strumento. Questo aiuta a mitigare il rischio associato a un’eventuale performance negativa di un’azienda o settore specifico, senza dover acquistare ciascuna singola attività rappresentata nell’indice.

Infatti, il funzionamento degli ETF è strettamente legato all’indice di riferimento che cercano di replicare. Ciò significa che se un ETF replica l’S&P 500 e l’indice aumenta del 2%, l’ETF dovrebbe aumentare in modo simile. A titolo esemplificativo, facciamo un confronto tra l’ETF emesso da Black Rock (iShares Core S&P 500 UCITS ETF USD) e l’indice S&P 500, ipotizzando di aver investito 10.000 dollari nel momento dell’emissione dello strumento.

Come si vede dal grafico, dal 2010 ad oggi, l’ETF ha replicato quasi alla perfezione l’indice S&P500, raggiungendo perfettamente lo scopo per il quale è stato creato.

Altra caratteristica di questi strumenti è che sono quotati e negoziabili in borsa, il che significa che gli investitori possono comprarli o venderli durante l’orario di trading, proprio come farebbero con le azioni di una società. Questa flessibilità offre liquidità immediata agli investitori, che possono gestire il proprio capitale in base alle proprie necessità; un vantaggio notevole rispetto ai fondi comuni che vengono valutati una volta al giorno alla chiusura del mercato.

Definito il loro funzionamento, vediamo tutte le tipologie di ETF disponibili sul mercato.

Tipologia di ETF

Come anticipato, esistono vari tipi di ETF, ognuno progettato per soddisfare esigenze specifiche degli investitori, principalmente classificati in base al tipo di asset sottostante. Vediamoli nel dettaglio:

    • Azionari: Seguono l’andamento di indici azionari come l’S&P 500, l’MSCI World o il NASDAQ, offrendo agli investitori un’esposizione alle azioni di un ampio numero di società.
    • Obbligazionari: Investono in obbligazioni governative o aziendali, consentendo agli investitori di accedere al mercato obbligazionario senza dover acquistare singoli titoli.
    • Settoriali: Concentrati su settori specifici dell’economia, come tecnologia, salute o energia, consentono agli investitori di focalizzarsi su aree di interesse o sui mega trend del momento.
    • Commodities: più precisamente ETC (Exchange-Traded Commodities). Sono legati a materie prime come oro, argento, petrolio o altri beni e offrono un’esposizione diretta ai movimenti dei prezzi delle commodities.

È essenziale distinguere gli ETF dagli ETC: infatti, mentre i primi seguono indici o paniere di attività, i secondi sono progettati per tracciare il prezzo di una singola materia prima o risorsa sottostante. Gli ETC sono particolarmente utili per gli investitori che desiderano esporre il loro portafoglio a specifiche commodities senza dover detenere fisicamente tali risorse.

ETP ETF ETC e ETN

A titolo di completezza, vale la pena menzionare anche gli Exchange-Traded Notes (ETN), ovvero strumenti obbligazionari emessi da istituzioni finanziarie, la cui performance è legata a un indice o strategia specifica. Le tre tipologie, insieme, possono essere definite come un unico prodotto finanziario: gli Exchange Traded Product (ETP).

Tornando all’oggetto del nostro articolo, abbiamo visto cos’è un ETF e tutti gli asset su cui possiamo investire tramite questo strumento. Come facciamo ora a capire come scegliere quello giusto?

Come scegliere un ETF

Esistono diversi siti che ci aiutano a scegliere l’ETF giusto, un esempio è justetf.com, ma altrettanto importanti sono i diversi fattori da considerare. Elenchiamo i principali e analizziamoli nei loro aspetti:

    • Sottostante: Gli investitori devono definire chiaramente i propri obiettivi finanziari, che possono includere la crescita del capitale, la generazione di reddito o la stabilità. Sulla base di questo possono scegliere gli asset sottostante l’ETF (azionario, obbligazionario, REITs o ETC).
    • Indice di Riferimento: ad esempio, l’MSCI World, lo S&P500 ecc.
    • Modalità di Replica: fisica e sintetica. Quelli a replica fisica detengono effettivamente le attività sottostanti dell’indice, cercando di replicarne il più fedelmente possibile l’andamento. Quelli a replica sintetica utilizzano invece derivati finanziari, come i contratti a termine, per ottenere l’esposizione all’indice di riferimento.
    • Total Expense Ratio (TER): Le spese di gestione e le commissioni di negoziazione possono incidere significativamente sul rendimento complessivo dell’ETF.
    • Liquidità e Volume di Scambio: Gli ETF più liquidi solitamente sono facilmente vendibili in caso di necessità e presentano uno spread minore tra il prezzo di acquisto e vendita, riducendo i costi di transazione. Il volume di scambio giornaliero è un indicatore della liquidità dell’ETF.
    • Performance Storica: Esaminare la performance passata dell’ETF può fornire indicazioni sulla sua capacità di seguire fedelmente l’andamento dell’indice sottostante.
    • Struttura di Distribuzione: Gli ETF possono essere classificati come ad accumulazione o a distribuzione. Quelli a distribuzione pagano periodicamente i dividendi generati dalle attività sottostanti, offrendo un flusso di reddito regolare agli investitori. Quelli ad accumulazione reinvestono automaticamente i dividendi nel fondo, contribuendo alla crescita complessiva dell’investimento.
ETF Acc vs Dist

Vale la pena approfondire quest’ultimo punto in particolare: i dividendi ottenuti da ETF a distribuzione sono soggetti a tassazione. Per cui l’investitore con un lungo orizzonte temporale e con una strategia d’investimento volta alla crescita del capitale prediligerà una soluzione ad accumulazione. Infatti, in questo caso i dividendi vengono reinvestiti e le tasse non vengono pagate, rendendo cosí più efficiente l’investimento fatto.

A titolo esemplificativo, abbiamo paragonato gli ETF iShares S&P500 ad Accumulazione e Distribuzione e, includendo anche i dividendi nel rendimento ottenuto, possiamo constatare che da maggio 2010 a novembre 2023, quello ad Accumulazione ha avuto un rendimento pari al 384,39% contro il 376,81% di quello a Distribuzione.

Il grafico in alto può confermare quanto detto in precedenza: la scelta di un ETF ad Accumulazione è più efficiente sul lungo periodo perché si evita il pagamento annuale delle tasse sui dividendi distribuiti.

Da un punto di vista fiscale, va precisato che il vantaggio di detenere ETF ad accumulazione è relativo anche alla domiciliazione del fondo (es., i fondi lussemburghesi, in dati casi, non pagano tasse sui dividendi distribuiti), oltre al fatto di non interrompere la capitalizzazione composta dell’investimento.

Inoltre, abbiamo effettuato il calcolo considerando i dividendi effettivi incassati: se avessimo escluso questi dal calcolo, la differenza di performance sarebbe stata ancora più forte.

Certo, qualcuno avrebbe potuto ipotizzare il reinvestimento dei dividendi incassati, ma in tal caso saremmo andati incontro sempre all’inefficienza fiscale dei dividendi e anche alla doppia imposizione sui dividendi esteri (approfondisci qui).

ETF: Pro & Contro

Siamo arrivati quasi alla fine di questo articolo, ma prima di riepilogare quanto detto e trarre delle conclusioni, è bene capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi nell’investire in questo tipo di strumento finanziario. Infatti, sebbene sia un prodotto molto popolare, non è sempre la scelta migliore: come sempre, tutto dipende dalla vostra strategia d’investimento!

Elenchiamo, dunque, i Pro & Contro.

Vantaggi:

    • Diversificazione: Consentono agli investitori di detenere una vasta gamma di attività in un unico strumento, riducendo il rischio associato a un singolo titolo o settore.
    • Liquidità: La loro quotazione in borsa offre liquidità immediata, consentendo agli investitori di comprare o vendere quote in qualsiasi momento durante le ore di trading.
    • Trasparenza: Gli investitori possono monitorare facilmente l’andamento dell’indice sottostante e la composizione del portafoglio del fondo.
    • Costi Ridotti: In generale, hanno spese di gestione inferiori rispetto ai fondi comuni di investimento tradizionali.

Svantaggi:

    • Commissioni di Negoziazione: L’acquisto e la vendita di ETF comportano commissioni di negoziazione, che possono incidere sul rendimento complessivo, specialmente per gli investitori che operano frequentemente.
    • Rischio di Mercato: Seguono l’andamento dell’indice di riferimento, esponendo gli investitori ai rischi di mercato, inclusi i periodi di ribasso. Inoltre, per lo stesso motivo, non sovra-performeranno mai l’indice di riferimento, per cui non sono adatti a chi vuole battere il mercato.
    • Errori di Tracciamento: Potrebbero non replicare esattamente l’andamento dell’indice sottostante a causa di errori di tracciamento o variazioni nei costi.
    • Concentrazione Settoriale: Alcuni ETF settoriali possono essere fortemente concentrati su specifici settori dell’economia, aumentando il rischio associato a quei settori.

In definitiva, è uno strumento adatto alla maggior parte degli investitori che vogliono adottare un approccio passivo agli investimenti, mentre potrebbe essere limitante per coloro che vogliono ottenere rendimenti superiori alla media di mercato.

Riepiloghiamo ora quanto ci siamo detti e cerchiamo di trarne delle conclusioni.

Conclusioni

Definita una propria strategia d’investimento, lo scopo di questo articolo era analizzare tutte le caratteristiche per una corretta scelta di un ETF.

Abbiamo visto che la loro capacità di offrire diversificazione, liquidità e trasparenza li rende attraenti per un’ampia gamma di investitori. Tuttavia, è cruciale comprendere appieno gli aspetti specifici di ciascun ETF, valutare attentamente i criteri di selezione e considerare attentamente i pro e contro associati a questo strumento finanziario.

Per gli investitori che cercano un modo efficiente per gestire il proprio portafoglio e ottenere esposizione a diversi mercati, gli ETF possono rappresentare una scelta strategica. Tuttavia, come qualsiasi tipo di investimento, è fondamentale condurre ricerche approfondite e sapere ciò che si sta facendo. Il nostro percorso FinStart, ad esempio, ha già aiutato molti investitori retail a prendere consapevolezza delle proprie scelte d’investimento, fornendo materiale che prepara lo studente ad essere autonomo sui mercati finanziari.

Possiamo concludere l’articolo asserendo che gli ETF ad oggi continuano a svolgere un ruolo significativo nell’evoluzione del panorama degli investimenti. La loro adattabilità e accessibilità li rendono un’opzione interessante per molte tipologie di investitori, dal piccolo risparmiatore che vuole investire 100€ al mese ai fondi d’investimento che gestiscono miliardi di euro. Ció nonostante, non è detto che in futuro il mercato non offra nuovi strumenti, ancora più efficienti di quelli attualmente in circolazione.

Lato nostro, quello che ci sentiamo di consigliare è che, al di là degli strumenti scelti (che appunto rimangono strumenti), è essenziale comprendere i mercati finanziari, avere una strategia d’investimento ben definita sulla base della propria propensione al rischio e sui propri obiettivi di vita. Fatto questo, gli investitori possono integrare con successo strumenti come ETF nelle proprie strategie finanziarie per un futuro più solido e diversificato.

Per oggi é tutto, al prossimo articolo!

Vittorio Moccia
vittoriomoccia91@gmail.com


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