4 ETF che voglio mantenere per tutta la vita

Un ETF è per sempre

 

Ci sono degli ETFs che, nella pianificazione finanziaria di un investitore, potrebbero trovare spazio per tutta la vita. Oggi, vedremo quelli che ho scelto io.

Quando andiamo a pianificare il nostro futuro per obiettivi, andiamo a definire quali strumenti utilizzare in funzione del tempo di cui disponiamo prima di prelevare il capitale dai nostri investimenti.

Ma ci sono anche strumenti che possono essere utili durante l’intero arco di vita e potenzialmente non essere venduti mai.

Essi dipendono chiaramente dalla strategia che si utilizza, e dalla propensione al rischio.

Ma l’idea di avere un orizzonte temporale perpetuo non è da sottovalutare.

Perchè dovremmo disinvestire il nostro capitale una volta che ha raggiunto un certo ammontare obiettivo?
Perchè non continuare a farlo crescere rimanendo investiti e sfruttando i vantaggi dei prelievi periodici?

L’orizzonte temporale perpetuo, allora, si può sposare bene con alcuni asset che riteniamo estremamente importanti nel nostro portafoglio e che non venderemo mai.

ETF #1: XEON

 

Nella mia personale strategia, un ETF monetario svolge diverse funzioni in portafoglio.

Si occupa infatti di smorzare la volatilità del portafoglio, ma anche di proteggere dal rialzo dei tassi o meglio dall’aspettativa che ciò si verifichi nel momento in cui aumenta l’inflazione.

Inoltre svolge una fondamentale funzione di fondo emergenza.
Tutti noi dovremmo investire i risparmi destinati alle emergenze per evitare che il loro valore diminuisca progressivamente nel tempo a causa dell’inflazione.

Tuttavia è importante valutare che l’inserimento di un ETF monetario presenta enormi costi opportunità. Quindi è bene valutare accuratamente la percentuale da destinarvi, senza eccedere con esso.

Inoltre, se togliamo il fondo emergenza, per il resto questo ETF non entra di certo in tutti i portafogli.
Per molti investitori si può trattare semplicemente di opportunità sprecate.
Fai attenzione!

Obbligazioni a lunga scadenza?

 

Ci sono portafogli, che, appunto, potrebbero non prevedere affatto una componente cash.

In un classico portafoglio 60/40, ad esempio, le obbligazioni a lunga scadenza potrebbero essere un evergreen.

Qui, la componente cash potrebbe essere completamente eliminata, con minori costi opportunità.

Tuttavia il portafoglio tradizionale può soffrire parecchio in determinati scenari economici. Devi essere consapevole di questo prima di esporti ai rischi del mercato obbligazionario.

Tutto dipende sempre da che portafoglio stai costruendo e da che strategia di diversificazione vuoi attuare.

ETF #2: SGLD

 

Nella mia personale strategia, l’oro non andrebbe mai eliminato, né in fase di costruzione, né in fase di decumulo.

L’oro ha un potenziale di diversificazione che non ha eguali in portafoglio, sia nei confronti dei bonds, che nei confronti delle azioni.

Infatti garantisce una protezione dalla svalutazione monetaria che spesso si accompagna all’aumento dell’inflazione. In questo senso va a decorrelare il movimento che osserviamo su azioni e bonds.

Perchè non ci investirei invece?

L’oro non ha un premio reale. Non produce nulla. Dunque non puoi attenderti un premio per il rischio affidabile come per bonds ed azioni.

Oltretutto, resta un asset altamente volatile. Se hai un ridotto orizzonte temporale, pensaci bene.
Se al contrario sei interessato a massimizzare il rendimento, l’oro potrebbe rappresentare un forte costo opportunità.

ETF #3: INFL

 

I portafogli tradizionali hanno un problema: non sono resilienti all’avvento dell’inflazione.

Di converso, anche l’inserimento degli Inflation Linked non supera questo problema, per i quali possono intervenire i BEIR.
Questo perchè gli Inflation Linked sono emessi a lunghe scadenze e quindi soffrono il rialzo dei tassi che arriva con una crisi inflattiva.

Gli inflation linked dunque, possono performare bene in fase reflattiva, ma se l’inflazione comincia ad essere troppo elevata, vanno in crisi, come si è potuto notare nel 2022.

I BEIR possono dunque proteggere meglio l’investitore dalla crisi inflattiva, grazie alla loro corta duration. Ma c’è sempre il rovescio della medaglia. Proprio a causa della corta duration espongono ad alti costi opportunità.

ETF #4: IWMO

 

La teoria dei fattori di rischio ci ha spiegato che il Momentum è un “rischio” robusto e premiato dal mercato.

Nel lunghissimo periodo, il suo premio dovrebbe essere importante, a patto che, però, si rispettino delle condizioni.

Il Momentum va ad amplificare implicitamente ciò che già avviene sul mercato, andando a sovrappesare sempre di più i titoli che crescono maggiormente. In sostanza si può considerare come un effetto leva implicito che nel lungo periodo genera benefici all’investitore.

Il problema è che non tutti gli investitori sono pronti o adatti alla volatilità insita in questo tipo di indice.
Chiaramente per garantire una buona extra-performance deve necessariamente esporsi a rischi maggiori.

Il rischio sta proprio nel comprare azioni a prezzi sempre più elevati e, dunque, con rendimenti attesi più bassi.
Attuare una strategia del genere ha un grosso problema…

Soffrire per lunghi periodi

 

La stragrande maggioranza degli investitori non dovrebbe utilizzare un ETF del genere, per un semplice motivo.

Strategie del genere espongono sempre l’investitore a lunghi periodi di sottoperformance.

Pochissimi investitori resistono sui mercati un tempo sufficientemente lungo per generare una performance adeguata.
E parlando di orizzonte sufficientemente lungo mi riferisco a 30 anni o più.
Scordati di pensare al lungo periodo come 10 anni. Non è realistico. Il decennio perduto insegna!

Ma vediamo quale sarebbe il rendimento atteso del Momentum ad oggi, con queste valutazioni:

CAPE Momentum 30X.

Di conseguenza E(r) = 3,33%

Capisci perchè non è una strategia adatta a tutti?
Il rendimento che si attende offra in un arco di medio termine è inferiore a quello dell’azionario globale!
Ma nel lunghissimo periodo la ricerca sui fattoriali ci dimostra quanto possa essere una soluzione vincente.

Non usare fattoriali se prima non hai studiato bene la materia. Potresti prenderti rischi che non sai gestire.

 

 

In conclusione, costruire il portafoglio è solo l’ultimo passo di un processo di consapevolezza finanziaria, che deve necessariamente passare dalla comprensione delle caratteristiche delle diverse asset class.

Alcuni ETF possono rimanere nel nostro portafoglio per una vita intera, se non tramandarsi di generazione in generazione, perchè no?

Ma è fondamentale conoscerne le caratteristiche peculiari per comprendere quali si sposino meglio con la propria strategia.

Devi capire allora quali sono i tuoi obiettivi e formarti per raggiungerli.

La tua pianificazione finanziaria ti deve guidare alla scelta del migliore investimento. Non c’è una soluzione univoca, ma esiste la migliore per le tue caratteristiche e i tuoi obiettivi.

Per questo è fondamentale formarsi, acquisire le competenze finanziarie per muoversi in autonomia e costruire finalmente il proprio portafoglio titoli in modo sensato e liberi da qualsiasi condizionamento e conflitto di interesse!

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A presto!

 

Gabriele Galletta
info@investimentocustodito.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.