Quando le borse scendono in modo vigoroso, l'investitore viene subito colpito dal più classico dei bias comportamentali: il panico (o, meglio, «panic selling). Mantenere la calma in queste circostanze è quindi fondamentale: ecco 3 cose da tenere a mente in questi momenti.
L'obbligazionario è stata sempre un asset class importante da inserire in portafoglio: l'avvento però dei tassi a zero (ZIRP), avvolte addirittura negativi (NIRP), che oggi rappresentano un unicum assoluto nella storia economica recente, ha modificato la percezione dell'investitore medio di questa asset class. Se non rende nulla, ha senso ancora inserirla in portafoglio e comprare ETFs obbligazionari?
Chi, fidandosi di un track record impressionante, ha deciso di puntare sui fondi H20, ha passato sicuramente un 2020 non proprio tranquillissimo. Questi fondi, vere e proprie star nel mercato nel 2019 grazie a performance da paura, si sono sciolti come neve al sole dopo che si è scoperto il loro «trucco» per fare numeri da capogiro.
E' ancora vero che quando le azioni vanno giù, l'oro sale e ci protegge dai crolli? Con questo articolo proviamo a indagare ancora se ciò è vero (anche alla luce degli ultimi avvenimenti) e a come usare questa caratteristica nei nostri investimenti.
I mega-trends sono dei cambiamenti epocali ai paradigmi sui è cotruita la nostra società, cambiamenti che con un adeguato progetto di investimento e strumenti idonei possono essere anche cavalcati.
Con questo articolo, proviamo ad analizzare tre grandi cambiamenti che interesseranno la nostra società e i relativi ETF per sfruttare questi cambiamenti.
Lunedì parte il collocamento del Titolo di Stato che dovrebbe permettere al Tesoro di finanziarie parte del suo debito cresciuto a dismisura per far fronte ala crisi Covid: anche questa volta, il lancio dei titoli sarà accompagnato da grandi frastuoni e sollecitazioni all'investimento, ma con ancora molta poca attenzione (come spesso accade) alla reale convenienza in termini rischio/rendimento per il risparmiatore.
Con questo articolo proviamo a capirne le caratteristiche e se al risparmiatore retail possa convenire oppure no.
Warren Buffett, che sempre viene citato da presunti investitori alle prime armi (salvo mai seguire le strada che il buon Warren ha già tracciato) suole spesso sottolineare come le tue strategie di investimento devono essere semplici, per essere efficaci.
(Efficaci nel senso di farti rendere il capitale).
Quanto più complesse diventano e quanto più cominciano a diventare dipendenti da una serie di variabili infinite, tanto più rischiano di fallire sotto i colpi continui del mercato e della sua volatilità: alla fine, il segreto è sempre quello di sbagliare meno, nel lungo periodo.
Ciononostante, sono ancora in molti a credere alla favola del trading nel breve periodo, all'analisi tecnica, ai gain di dieci punti percentuali in un giorno, vendendo e comprando webinar che ti insegnano a tracciare linee e curve sui grafici (un corso per geometri, in sostanza). Quando ormai qualsiasi paper scientifico scia sulla materia mostri come oggi fare trading con profitto nel breve termine sia impossibile.
In questo periodo dell'anno, complice anche le fiammate di settori particolarmente attraenti come l'e-commerce, il cloud computing o l'Health-Care, stanno lentamente tornando di moda gli ETF settoriali, strumenti di gestione che ci permettono di investire in azioni di uno specifico settore.
La logica di fondo per cui dovremmo scegliere un ETF settoriale anzichè un ETF non specializzato su uno specifico settore merceologico è la consapevolezza che nel mondo alcuni settori faranno meglio di altri e saranno più performanti in termini di rendimento: con questo articolo vediamo come fare e, soprattutto, se il gioco vale la candela.