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Il Portafoglio Permanente: iniziare a investire con 4 ETF

Se sei alle prime armi, oppure se stai cercando un modo per iniziare ad investire i tuoi soldi in semplicità, il Portafoglio Permanente è sicuramente una strategia che può fare per te.

Il momento storico, sui mercati finanziari, resta molto complesso, così come rimane molto complesso strutturare una strategia di investimento in autonomia, viste le complessità dei mercati finanziari e dei vari strumenti in cui puoi investire.

Esistono, però, strategie di investimento – come quella di cui parleremo oggi – che ti permettono di iniziare sin da subito in semplicità, contenendo i rischi e puntando comunque a rendimenti interessanti, utilizzabili anche in un momento di difficoltà da chi ha paura dei cali dei mercati.

Una strategia- quella del Portafoglio Permanente – facilmente costruibile con soli 4 ETF, anche da chi, quindi, inizia ad investire da zero e ricerca semplicità per implementare subito il proprio portafoglio.

I vantaggi del Portafoglio Permanente

La forza di alcune strategie di investimento, oltre che dal loro profilo di rischio/rendimento, sta anche nella loro semplicità di attuazione e di implementazione.

Tra queste, non possiamo non annoverare la strategia di investimento che ha reso famoso Harry Browne, nota col nome di Permanent Portfolio: da cosa è composta e come la puoi attuare?

Il Portafoglio Permanente è una strategia che mira ad essere “permanente” per l’investitore, da usare per sempre, in ogni scenario economico, senza necessità di preoccuparsi del domani o di quello che accadrà sulle borse.

Uno degli aspetti che più preoccupa gli investitori è infatti quello riguardante il futuro sulle borse, cosa succederà un domani o cosa potrebbe succedere agli strumenti finanziari che si hanno in portafoglio.

Ci sarà crescita economica e prosperità?

Ci sarà depressione e stagnazione economica?

Oppure osserveremo ingenti e importanti crisi inflazionistiche?

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Investire con la strategia del Permanent Portfolio che, per questo motivi, si avvicina molto alla strategia All Weather, permette di non preoccuparsi di quello che succederà in futuro, essendo pronti per qualsiasi grande scenario economico vivremo in futuro.

La caratteristiche del Permanent Portfolio sono:

  • Semplicità
  • Basso Lavoro di Ribilanciamento
  • Buoni rendimenti
  • Rischio contenuto

Da cosa è composto è il Portafoglio Permanente?

Browne suggeriva che gli individui avrebbero dovuto allocare i loro investimenti in proporzioni uguali in azioni, obbligazioni, oro e contanti.

Il principio dell’investimento nel portafoglio permanente ha attirato l’attenzione di molti e l’avvento degli ETF ha reso molto semplice la sua implementazione: il portafoglio Permanente è composto da 4 asset class principali e, quindi, come nelle premesse, è facilmente realizzabile con 4 ETF.

La nostra analisi  anche da molti articoli in in letteratura che tentano di verificare la performance di questa strategia di investimento per la prima volta, come Jegadeesh e Titmam (1993), Bouman e Jacobsen (2002) e Cooper et al. (2006).

Tornando a noi, le asset class che compongono il Portafoglio Permanente sono poco correlate nei vari paradigmi di mercato e danno all’investitore buoni rendimenti con rischi ridotti, riducendo anche il problema del ribilanciamento: è quindi una strategia lazy e evergreen (anche oggi!).

Il 25% del portafoglio viene investito in azioni, che saranno il motore della performance dei tuoi investimenti: la soluzione migliore per allocare questa parte di portafoglio resta un ETF su azionario globale.

Come ben sappiamo, gli ETF sono interscambiabili tra di loro e, scelta la tipologia di sottostante da replicare, potremo selezionare un dato ETF qualsiasi dei vari emittenti esistenti (Amundi, iShares, Lyxor, ecc.): sceglieremmo, come detto, un’azionario globale, senza copertura valutaria (approfondisci il tema della copertura qui), possibilmente ad accumulazione e possibilmente in dollari, così da avvantaggiarci dall’uso del dollaro in determinati contesti di mercato difficili.

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L’oro e gli Asset alternativi alle azioni

Il bene rifugio per eccellenza, capace di costituire un contraltare importante alle azioni, è, storicamente, l’asset meno correlato con le azioni stesse e permette di rendere il portafoglio molto più diversificato e stabile (puoi approfondire il tema in questo nostro paper)

Per investire in oro si usano generalmente ETC, parenti stretti degli ETF, ma con alcune differenze: un ETC è un Exchange Trade Commodities, mentre un ETF è un Exchange Trade Fund.

Ergo, il primo strumento non è propriamente un fondo, bensì una “notes“, una specie di obbligazione emessa dallo stesso soggetto che emette lo strumento.

L’ETF è invece un OICR (Organismo di Investimento Collettivo del Risparmio) vero e proprio, un fondo d’investimento classico in cui puoi riporre i tuoi soldi: la differenza sostanziale è che negli ETF non sei esposto verso chi emette il fondo, mentre nell’ETC si.

Non avere paura, per eventuali perdite o rischi se l’emittente dell’ETC fallisce: infatti, la tua posizione in oro sarà completamente coperta dall’oro stesso che l’emittente usa come copertura (puoi approfondire il tema qui).

Gli ETC più utilizzati sono il WisdomTree Physical Gold e l’ETC di Invesco sull’oro e, a livello pratico, nulla cambia rispetto all’acquisto di un ETF: anche qui, consigliamo vivamente di non appesantire il portafoglio con coperture valutarie varie e di scegliere strumenti già denominati in dollari.

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La restante parte del portafoglio viene investita per il 25% in obbligazioni a lungo termine e per il 25% in obbligazioni a breve termine: le prime, per sostenere il portafoglio in fasi di depressione e bassa crescita, le seconde, invece in fasi di forte incertezza.

Per semplicità, anche se la componente obbligazionaria meriterebbe importanti approfondimenti, si possono usare un ETF obbligazionario globale (es. AGGG) e un ETF su bond euro a breve termine (es. ERNE).

Questi asset permettono di gestire meglio un portafoglio nel tempo e di ridurre complessivamente la volatilità tipica di un portafoglio più aggressivo: ovviamente, la componente obbligazionaria potrebbe essere strutturata meglio e si potrebbe giungere ad allocazioni più complesse, specie utilizzando altri asset, ma, per iniziare, questa potrebbe essere una buona soluzione.

I risultati del Portafoglio Permanente

Come abbiamo anche scritto in questo documento molto più tecnico e approfondito sul Portafoglio Permanente, che ti invitiamo ad approfondire, la strategia del Permanent Portoflio genera rendimenti inferiori non solo all’approccio “Stock Only”, ma generalmente anche agli approcci misti azioni/obbligazioni.

Non potremmo aspettarci altro, da un portafoglio che, comunque, presenta solo il 25% investito in azioni.

D’altra parte, però, la capacità del Permanent Portfolio di ridurre la volatilità di un investimento e il rischio complessivo permettono all’investitore avverso al rischio per sua natura di raggiungere in modo più dolce i suoi obiettivi finanziari: ergo, il Permanent Portfolio, presentando Indici di Sharpe e Alfa di Jensen più elevati, non “sacrifica” troppo rendimento per rinunciare ad un rischio troppo elevato, come invece succederebbe per un investimento totalmente obbligazionario.

Inoltre, essendo settato per performare in ogni scenario, riesce anche a superare alcuni limiti dei classici portafogli azioni/obbligazioni (80/20 o 60/40 o 40/60, declinati quindi in diverse allocazioni, staretgie seguite dal 99% degli italiani), che risultano molto più rischiosi di quanto si possa pensare, poiché, in determinati contesti (specie inflazionistici, come ad inizio 2022), la correlazione azioni e bond aumenta esponenzialmente.

Questo vantaggio del Permanent Portfolio deriva dal considerare in portafoglio asset che riescono a decorrelare lo stesso portafoglio, come oro e obbligazioni a breve termine, asset che sarebbero esclusi dalla finanza tradizionale.

E, in ciò, in questo passo oltre che viene compiuto, il Portafoglio Permanente si avvicina molto alla strategia All Weather.

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4. Le differenze con il portafoglio All Weather

Come abbiamo avuto modo di sottolineare più e più volte, il Portafoglio Permanente segue una filosofia molto simile ad All Weather e, nei suoi asset principali, ne è abbastanza similare (tanto che, spesso, i meno accorti tendono a confonderli).

I due portafogli sono però diversi, soprattutto nelle strategie allocative e nei risultati che mirano a raggiugnere, come viene evidenziato nel grafico precedente: in estrema sintesi, il Portafoglio Permanente sembra restituire rendimenti storici minori di AW, ma tende ad avere una minore volatilità complessiva. Sicuramente, sembra essere un portafoglio ideale per chi ha una bassa propensione al rischio e necessita comunque di una maggiore facilità di gestione.

In termini tecnici, come sa chi segue i nostri corsi, All Weather si basa anche sulla ricerca del non essere troppo concentrato in specifici asset e/o specifici contesti macro, problema che, però, il Permanent Portfolio non pare riuscire a superare, essendo comunque molto concentrato in asset specifici, facendo derivare questo problema dal fatto di equi-ripartire il capitale tra gli asset.

In sintesi, il Portafoglio Permanente è un portafoglio molto semplice da costruire, anche per i neofiti, facilmente gestibile e che può portarci buoni rendimenti con rischi ridotti: ma portafogli migliori possono essere sicuramente costruiti.

Conclusioni

Il Permanent Portfolio si presenta certamente come la strategia ideale per un investitore con profilo di rischio molto basso, ma non solo.

Infatti, può essere adottato e modellato anche per investitori con propensioni al rischio maggiori, ad esempio aumentando la quota azionaria nel tempo (a discapito delle altre asset class) quando i prezzi scendono sotto livelli prestabiliti.

In questo modo, l’investitore meno avverso al rischio può costruire a step portafogli più efficienti che addirittura, comprando azionario a prezzi bassi, sovra-performino il mercato, senza accollarsi però il rischio di un normale investimento totalmente azionario.

Ovviamente, in questo caso ci si muoverebbe verso soluzioni più complesse e strutturate, come ad esempio, la strategia All Weather, fermo restando, però, che il Portafoglio Permanente possa essere una buona via di mezzo per i neofiti per avviare il proprio percorso.

Antonio Mautone
a.mautone@investimentocustodito.com

Antonio, Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie Internazionali presso l’Università degli Studi di Napoli – Parthenope, specializzato in “Mercati e strumenti finanziari” con approfondite conoscenze in Scenari Macroeconomici, Politica Economica Internazionale, Management Internazionale e Diritto Internazionale, studia e analizza contesti macroeconomici e dei mercati finanziari per modellare in modo efficiente le strategie di Asset Allocation e scelte di Portafoglio. E' analista e editor di Investimento Custodito.



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