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Quant’è importante investire in oro?

Quanto è importante investire in oro e averlo in portafoglio?

Quant’è importante il suo ruolo di  asset che equilibra e rende il portafoglio molto più efficiente?

In che percentuale inserirlo e come gestire il fatto che, comunque, il suo prezzo sia cresciuto parecchio?

 


1. La funzione dell’oro in portafoglio

Molto spesso, siamo alla ricerca, nella nostra attività di investitori e risparmiatori, di strumenti finanziari che possano riuscire a “de-correlare” il mercato azionario.

Detto in parole povere, siamo sempre alla ricerca di avere in mano “qualcosa che salga”, quando invece tutto il resto scende.

Detto in parole ancora più povere, visto e considerato che rimaniamo animali fortemente influenzabili psicologicamente e animali fortemente avversi alle perdite (venitemi ancora a dire che esiste il lungo periodo in cui riusciamo a sopportare portafogli in rosso), vorremo sempre avere portafogli de-correlati, dove, se, da una parte, qualcosa sta crollando, come le azioni, dall’altra parte qualcosa sta salendo.

In una crisi di liquidità, come ho spesso scritto e ripetuto ai miei clienti nei miei vari percorsi, ovvero in quello che viene chiamato “crollo del mercato” misto a Panic Selling (non quello che abbiamo avuto a gennaio 2022, per intenderci), niente si salva e dobbiamo accettare che il nostro portafoglio, per quanto ben diversificato e ben equilibrato, periodicamente subisca dei cali: ma, alcuni asset, riuscendo a diversificare il rischio, permettono a) di ridurre questi cali, b) di riportarci più velocemente verso la strada del rendimento positivo e c) di alleviare le nostre sofferenze psicologiche.

Ricordate, l’obiettivo di un investitore efficiente ed accorto è, tramite la diversificazione, ridurre il rischio, senza ridurre (troppo) il rendimento.

Uno degli strumenti che assolvono a questa funzione essenziale e che ancora mostra una de-correlazione con le azioni rimane l’oro.

Fonte: FIDA WorkStation


Se analizziamo le performance dell’oro, rispetto all’andamento del mercato azionario (S&P500) in questo primo periodo dell’anno, notiamo una nettissima de-correlazione, grazie alla quale i portafogli degli investitori che avevano risposto speranza e fiducia nel metallo giallo hanno potuto respirare.

Ovviamente, il lasso temporale è troppo breve per condurre un’analisi accurata di quanto l’oro sia importante in portafoglio e di come assolva a quella funzione che mostravamo nell’incipit: ciononostante, come facciamo nei nostri percorsi, specie in All Weather, e come faremo anche in quelli che stiamo lanciando, come MacroTrends, abbiamo spesso analizzato una lunga letteratura in materia che mostra e certifica come l’oro renda più efficiente ed equilibrato qualsiasi tipo di portafoglio.

Ad esempio, per citarne alcune, come quelle di Bridgewater (Some Perspective on Gold), l’aggiunta anche solo di un 10% di oro in portafoglio genera un aumento dell’indice di Sharpe da 0.3 punti a 0.4.

Fonte: Bridgewater

 

 

2. Quanto oro in portafoglio

Altre ricerche (Schorders, S&P Global, PIMCO, ecc.) mostrano quello che dicevamo poc’anzi, il che porta a chiederci “ma quanto oro sarebbe efficiente mettere in portafoglio?“.

Oppure “ma conviene ancora comprare oro, visto che comunque il suo prezzo è cresciuto in modo rilevante?“.

La percentuale ideale di oro in portafoglio dipende da diversi fattori, che fanno si che questa possa variare in un range compreso tra il 10 e il 20%, ma, come detto, ogni portafoglio ha la sua percentuale ideale di oro: strategie seguita. presenza di altri asset con funzioni simili, contesto economico nel quale ci troviamo e così via.

L’oro è un asset che dipende da moltissimi fattori economici, ma soprattutto (come per l’appunto ho approfondito molto in MacroTrends) dai tassi di interesse reali, essendo l’oro un asset di per sé improduttivo: non comprendere la stretta relazione che esiste tra questo parametro e l’oro significa non comprenderne i movimenti a fondo.

L’oro, poi, è il primario asset di protezione contro la svalutazione monetaria e contro la reflazione / stagflazione, come mostrano sempre le ricerche che vi citavo.

 

Fonte: Bridgewater


Attenzione a queste parole, adesso:

“Il rialzo osservato dell’oro è ancora molto modesto se confrontato a ciò che abbiamo visto nei passati periodi reflazionistici e, dati i livelli di inflazione ancora bassi a livello globale, la necessità di mantenere in atto politiche reflazionistiche persisterà per qualche tempo.

E l’oro è una delle poche risorse che possono performare bene anche in un mondo caratterizzato da inflazione medio-alta.

Un ambiente stagflazionistico metterebbe i Policy Makers in grossa difficoltà, soprattutto se la ripresa dell’inflazione dovesse essere più che moderata, lasciando le attività finanziarie classiche (cash, bond, azioni) vulnerabili al deprezzamento: in questo scenario, l’oro sarebbe probabilmente una preziosa fonte di diversificazione”

Tutto giusto?
Bene, peccato che queste cose le scrivevo ad inizio 2020, quando ancora l’inflazione era un problema solo nei libri di storia e quando ancora mi si chiedeva se l’oro potesse essere un buon asset da avere in portafoglio.

Potete verificare quanto detto in questo report, pubblicato ad inizio 2020.

A presto!

Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.



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