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Tesla sta clamorosamente perdendo mercato?

Bullet Point

  • Per anni Tesla è stata considerata come il leader indiscusso del mercato EV e il superamento di questo settore a discapito delle auto “ICE” avrebbe dovuto segnare il dominio di Tesla nel comparto auto;

  • Gli investitori hanno sempre chiuso un’occhio sulla scarsa redditività di Tesla, in attesa proprio che la compagnia di Musk diventasse la nuova Apple del settore Auto;

  • Il vantaggio competitivo di Musk, però, oggi non sembra più inattaccabile come una volta;

  • Se gli investitori cominceranno a scontare la possibilità che Tesla perda quote di mercato sempre più rilevanti in futuro e non sarà il player dominante, che effetti avremo sul prezzo?

 

Fonte: UBS

 

1. Il sentiment sta cambiando?

Quando un’azienda vale circa 5 volte i suoi principali e potenziali competitors, pur realizzando alcune volte un decimo dei ricavi o degli utili di queste aziende, vuol dire soltanto una cosa: che il mercato si attende, per il prossimo futuro, che quell’azienda di cui sta pompando le quotazioni possa diventare il leader indiscusso di quello specifico mercato, alla fine della transizione lasciando agli altri le briciole.

Per anni Tesla è stato il leader indiscusso nell’innovazione e nella produzione degli EV  (electric vehicles), che sembravano lontani anni luce da quelli prodotti dalle altre case automobilistiche.  

Per anni, tutti i tentativi di creare un “Tesla Killer” si sono conclusi in modo imbarazzante. E questo ha portato molti a credere che il vantaggio competitivo di Tesla fosse effettivamente inattaccabile e che il nuovo produttore di veicoli elettrici fosse destinato a diventare il player dominante in un settore automobilistico completamente sconvolto. Ma cosa sta succedendo oggi?

Secondo gli analisti di LMC, il Gruppo Volkswagen supererà Tesla e diventerà il più grande costruttore di auto elettriche al mondo nel 2025: secondo LMC, Tesla passerà dall’attuale quota del 20% al 10% del mercato nel 2025, mentre Volkswagen progredirà dall’attuale 10% al 15%. UBS è molto più ottimistica invece, prevedendo il sorpasso già nel 2023. E dietro il marchio tedesco sta arrivando molta altra concorrenza, tra cui BMW, Mercedes, Ford e tanti altri.

 

 

Fonte: UBS

 

2. Gli investitori cambiano humor su Tesla?

Come riporta anche il noto Seeking Alpha, la quota di mercati di Tesla “is already declining in every major EV market on the planet“. Se ad esempio in Europa Tesla ha già una quota di mercato molto inferiore a Volkswagen e Renault, in Cina, con la crescita di NIO e Xpeng, la quota di mercato di Tesla sulle vendite mensili di veicoli elettrici è crollata da quasi il 20% a meno del 10% nel gennaio scorso e  il trend pare in rafforzamento.

 

Fonte: Schmidt Automotive

 

Gennaio è un mese particolarmente difficile per le vendite di Tesla in Europa, in quanto le stesse dipendono molto dalle esportazioni di veicoli prodotti in USA  e in Cine, mancando completamente un polo produttivo in Europa: ciononostante, Tesla ha venduto solo il 3,5% dei veicoli elettrici in Europa a Gennaio 2021. Ma anche negli USA, il mercato principale per Tesla, la situazione non è migliore: l’anno scorso, Tesla ha visto uno stallo della crescita delle vendite in ben 22 stati.

Il sentiment sta ovviamente cambiando e, come nota UBS, Tesla si troverà a dover difendere la sua quota di mercato facendo leva solo su quelle famose aspettative che spingono la quotazione del titolo, ma senza veri flussi di cassa (FCF) prodotti dai veicoli elettrici, ne tantomeno ne da altre vendite di auto, come invece possono fare gli altri produttori. E questo, già da da qualche mese, sta pesando sui prezzi di Tesla, sotto il 25% dai massimi di gennaio scorso.

 

Fonte: UBS

 

Per quanto possa essere sembrato scontato fino a ieri, il grafico appena mostrato potrebbe rappresentare un bagno d’acqua fredda per gli investitori e le loro aspettative su Tesla: come detto, chi acquistava azioni della casa di Musk non lo faceva perchè spinto da una redditività forte, in continua ascesa, con un mercato sempre maggiore da conquistare e aggredire, ma lo faceva perchè il vantaggio competitivo di Tesla sembrava inattaccabile e, pertanto, non appena quel vantaggio competitivo si fosse riversato su un maggiore numero di consumatori potenziali (non appena quindi il settore EV avesse soppiantato quello ICE), allora la redditività sarebbe magicamente spuntata fuori, dopo anni e anni di magra. 

Nel momento in cui, invece, non è poi così certo che questo vantaggio competitivo sia così immutabile e perdurante, l’investitore potrebbe dare peso al grafico di cui sopra e raffreddare in modo forte le proprie aspettative sul titolo in questione: e visto che sappiamo bene che le azioni crescono e salgono non perchè gli utili diminuiscono o crescono, ma perchè questi lo fanno sopra o sotto le aspettative degli investitori, un crollo delle aspettative stesse potrebbe ridimensionare i prezzi obiettivo di Tesla e le aspirazioni di chi, come Cathie Wood, vorrebbe la compagnia californiana a3.000 $ entro il 2025.

Questo nuovo sentiment potrebbe impattare a medio periodo sulle azioni di Tesla?

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.