Perchè devi eliminare il tuo ETF sull’indice S&P500

Davvero dobbiamo arrivare a eliminare l’S&P500?

 

L’S&P500 è l’indice azionario più importante al mondo ed è super utilizzato nei portafogli di tutti voi.

Le azioni americane hanno guidato la performance del mercato negli ultimi anni ma non solo.
Da inizio ‘900 gli investitori guardano con grande interesse il mercato finanziario statunitense per la sua rilevanza a livello internazionale.

L’importanza acquisita dagli USA a livello finanziario è tale che avrai spesso sentito dire che “se l’America starnutisce, il mondo si prende un bel raffreddore”.
Questo perchè l’influenza dell’economia americana è incredibile nel mondo globalizzato di oggi.

Ma investire nell’S&P500, con una forza e rilevanza tale e con il dominio USA a livello finanziario, è sbagliato?
Il problema è che, benchè sia molto semplice investire così, ci sono delle inefficienze che è bene conoscere e che gli investitori maturi devono saper padroneggiare.

Prima, però, facciamo dei “disclaimer” su questa mia affermazione..

Meglio S&P500 di altro

 

Capiamoci bene: investire in un ETF su S&P500 non è “sbagliato”, come può esserlo investire su un fondo della tua banca o su azioni scelte a caso.

Molto meglio seguire la prima strada sicuramente!

Rispetto a un fondo del genere non c’è alcun confronto, nè in termini di costi, nè a livello di gestione, perchè la gestione attiva nel lungo periodo è fallimentare. I gestori fanno una fatica enorme a battere il benchmark. Solo pochi ci riescono, ma quasi nessuno con costanza.

I rari casi sono frutto della fortuna più che di una strategia strutturata a priori in grado di farlo.

Dunque sperare di riuscire a beccare il fondo che batterà il bechmark a priori diventa piuttosto ridicolo. Una scommessa appunto.

Dunque, come detto, molto meglio un ETF sull’S&P500, senza sapere nè leggere nè scrivere, che fondi attivi. Per non parlare di azioni singole scelte a caso, su cui tra l’altro vi sono ulteriori problemi.

Ma ciò non significa che un investitore più avanzato ed evoluto non debba fare valutazioni più approfondite…

S&P500 è una specie di indice globale

 

Non è neanche vera l’idea secondo la quale chi investe in S&P500 sia focalizzato solo sugli USA.

Il mercato globale è praticamente composto dal 70% da azioni americane.
Dunque dovremmo presumere che pure un investitore che compra MSCI World sia estremamente concentrato sugli USA.

Ma le azioni americane comprese all’interno dell’S&P500 e dell’MSCI World sono emesse da enormi aziende che hanno clienti in tutto il mondo, non sono legate solo agli USA.

Si tratta di colossi che hanno diversificato il loro business in tutto il mondo grazie alla loro enorme espansione. I ricavi e gli utili di questi “giganti finanziari” si ripartiscono su tutte le aree del globo, relegarli solo agli USA sarebbe alquanto riduttivo.

Qualche esempio?
Coca Cola, Microsoft, Apple, Amazon, Pfizer, Disney, Mastercard, Netflix, Google…solo per citare alcune delle più famose società…

Tecnicamente, l’S&P500, quindi, è una “specie” di azionario globale, ad oggi, globalmente diversificato. Però, attenzione, perchè ci sono dei problemi…

Non scommettere contro gli USA?

 

Allo stesso tempo, è verissimo ciò che dice Buffett, relativamente al non scommettere contro gli USA.

È molto probabile che, tra 50 anni, gli USA guideranno ancora il mondo, sfruttando il ruolo predominante che sono riusciti a crearsi negli anni grazie ad aziende in grado di crescere in maniera imponente.

Di conseguenza sarà molto probabile che, tra 50 anni, un indice globale sia a prevalenza USA.
Magari non sarà più al 70%, ma “solo” al 50%, perchè ci sarà un altro paese che crescerà a ritmi superiori? Comunque sarebbe una fetta rilevantissima dell’indice.

E’ proprio su questi principi allora che si basa la mia idea di fondo del rischio calcolato USA.

Rischio calcolato USA

 

Se è vero che è molto probabile che il dominio USA continui nei prossimi 50 anni, allora:

  • Un MSCI World sarà ancora a trazione USA, nei prossimi 50 anni
  • Le aziende USA daranno ancora i maggiori ritorni

Attenzione che non abbiamo detto che gli USA cresceranno di più degli altri paesi, ma che le aziende USA saranno ancora le più performanti. Occhio a questa differenza…

Limiti delle esposizioni geografiche

 

Nonostante le aziende USA abbiano dato i migliori rendimenti, non è stata l’America ad essere cresciuta di più negli ultimi vent’anni.

Altri paesi, come l’India, hanno osservato una crescita economica maggiore.

Nonostante ciò, le aziende USA hanno realizzato performance maggiori.
Questo perchè non esiste correlazione tra crescita di un paese e performance del mercato azionario.

Infatti ciò che veramente conta ai fini dei rendimenti sul mercato azionario, sono i risultati delle aziende, non la crescita del Paese.
Se l’azienda aumenta i suoi utili e ricavi e aggiorna le prospettive di espansione del business, riuscirà ad attrarre investitori portando al rialzo le sue quotazioni, altrimenti verrà ignorata o scartata.

Il fatto che un Paese cresca di più non implica una maggiore crescita dell’azienda. Anzi, spesso il proliferare di un gran numero di aziende dovuto alla crescita della popolazione le mette in competizione fra loro, impedendo che ne emergano alcune palesemente vittoriose.

Dunque pensare di investire in un determinato Paese perchè si pensa crescerà di più è insensato.
Ecco i limiti della diversificazione geografica…

Zero rischi specifici

 

Ci sono due aspetti centrali, in merito, che un investitore maturo dovrebbe approfondire:

  • I rendimenti sono spiegati dai fattori di rischio
  • La diversificazione e l’esposizione geografica non spiegano nulla come sostiene anche questa autorevole ricerca di Credit Suisse  del 2014

Qualsiasi forma di rischio specifico è allora inefficiente. Diventa una scommessa alla ricerca del Paese che mostrerà maggiori performance azionarie senza alcun fondamento scientifico alla base.

I rendimenti appunto sono spiegati dall’esposizione a specifiche tipologie di azioni con determinate caratteristiche, i fattori di rischio appunto.

Il fatto di diversificare geograficamente ti fa solo scommettere sulla crescita di specifici Paesi. Ma nemmeno sulla loro crescita economica su cui si possono fare comunque delle stime, ma su quella azionaria, impossibile da prevedere.

Quindi, ecco la conclusione alla quale possiamo arrivare per un ETF sull’S&P500 nel nostro portafoglio…

S&P500 meno efficiente, ma..

 

Un investitore alle prime armi, che investe guardando video su YT magari i suoi primi 100€, ci sta compri a caso un ETF del genere e farebbe sicuramente meglio di tanti altri.

Da un investitore maturo, che gestisce capitali importanti, mi aspetto invece valutazioni più evolute, che considerino l’opportunità di investire su fattori di rischio più efficienti per la propria strategia di investimento.

E sono queste le valutazioni che faccio fare ai miei clienti più avanzati.
Poi non è detto che tutti debbano virare su fattori di rischio diversi dal Beta, perchè appunto magari alcuni non vogliono prendersi alcuni rischi.

Ma saper valutare in modo ragionato l’opportunità, l’alternativa, rende l’investitore evoluto.
I miei clienti che conoscono la teoria dei fattori di rischio hanno capito i vantaggi che può offrire in termini di diversificazione per cicli economici.

Poi sta al singolo investitore decidere se prendersi un rischio aggiuntivo, consapevole però della maggiore efficienza, o restare investito su MSCI World o S&P500…

 

In conclusione, come detto, un ETF sull’S&P500 è sicuramente una soluzione semplice che può andar bene per un investitore alle prime armi.

Ma un investitore evoluto non può prescindere dalla conoscenza ed approfondimento dei fattori di rischio, i veri elementi che spiegano il rendimento sulle Borse.

I fattori di rischio sono un mondo affascinante e ricco di opportunità per personalizzare e rendere più efficiente il proprio portafoglio.

Ma se ti approcci nel modo sbagliato, senza comprenderli a fondo e senza sapere a cosa vai incontro, rischi di farti davvero male. Potresti optare per una soluzione che per la tua propensione al rischio e per i tuoi obiettivi è completamente errata.

La via maestra è quella della formazione.
Solo la formazione può portarti a comprendere cosa sia effettivamente meglio per te.

Ma ricordati che devi cambiare approccio, passare ad un investimento per obiettivi, non per sentito dire o relativo alle tue previsioni o quelle di qualcun altro.

Si possono fare mille discorsi su chi performerà meglio in futuro, ma alla fine è tutto fumo. Ciò che conta è dove vuoi arrivare!

Per aiutarti a comprendere il funzionamento dei mercati e ad impostare un mindset orientato al raggiungimento degli obiettivi abbiamo creato diversi percorsi di enorme valore.

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A presto!

 

Gabriele Galletta
info@investimentocustodito.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.