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E’ arrivato il momento di shortare Tesla?

Bullet Point

  • A cosa è dovuto il «plunge» delle azioni $TSLA da inizio anno?

  • Quali sono i fattori negativi che potrebbero portare gli investitori a shortare ancora?

  • E quelli invece a sostegno di $TSLA?

 

 

1. Buy the Dip or Short Again?

Dopo aver toccato un minimo a -36% rispetto ai massimi toccati a gennaio 2020 a 883 $ per share, le azioni Tesla sono risalita a circa 620 $ per share, ma rimangono quasi il 30% sotto la capitalizzazione di borsa raggiunta dall’azienda di Musk.

Cosa sta succedendo alle azioni di Tesla? E’ un rintracciamento benefico, oppure il mercato non crede più nelle sue prospettive future rosee, tanto da essere arrivato il momento di shortare le sue azioni?

Il discorso sul possibile Short di Tesla è tornato in auge quando Mike Burry, avendolo anche confermato con un tweet, ha deciso di shortare le azioni dell’azienda di Musk, in quanto, a suo dire, il prezzo delle azioni di Tesla, ancora oggi, sarebbe «ridicolo»

“So, @elonmusk, yes, I’m short TSLA, but some free advice for a good guy… Seriouosly, issue 25-50% of your shares at the current ridiculous price”

Alla base delle sofferenze delle azioni Tesla ci sarebbero una serie di fattori, da analizzare per capire se questi possano essere strutturali, e quindi portare in futuro a nuovi cali, oppure passeggeri e superabili per la compagnia, e quindi portare ad un recupero generale delle sue quotazioni.

 

 

Source: The MotleyFool.com

 

 

In primis, la situazione per Tesla ha cominciato a farsi «pesante» dopo la pubblicazione dei dati reddituali del primo trimestre.


2. Pro e contro delle azioni $TSLA

In primis, gli investitori stanno cominciando a dare un maggiore peso alla rilevanza della vendita dei regulatory credits nel bilancio di Tesla: nel primo trimestre, gli utili dell’azienda di Musk hanno segnato un nuovo record, ma questo è stato dovuto non tanto alle vendite di automobili, quanto alle performance sul Bitcoin e alle vendite di Certificati Verdi ad altre compagnie.

Anche se Tesla ha visto aumentare il suo margine operativo, la marginalità che hanno garantito i regulatory credtis andrà nel tempo scomparendo, ipotizzando che le altre case automotive riusciranno nel tempo ad essere autonome.

 

 

Source: Stock Dividend Screener

 



«Tesla historically has racked up around $1.6 billion in regulatory energy credits, primarily zero emission vehicle credits, which helped the company report more than four consecutive quarters of profitability, qualifying the automaker for addition to the S&P 500 index» (Source: CNBC).

In secondo luogo, Tesla sta facendo i conti anche con una penetrazione più lenta in altri mercati: in Cina, mercato importante per la compagnia, da cui derivano quasi il 30% delle vendite, Tesla sta riscontrando dei cali generali, mentre, in Europa il blocco dell’apertura dello stabilimento di Berlino ha creato altre problematiche all’azienda, che comunque sta vedendo una decrescita della sua forza di mercato ogni volta che nuovi competitors entrano nel mercato EV.

Dall’altro lato, c’è da dire, comunque, che i prezzi di Tesla non scontano e non considerano ancora l’enorme vantaggio competitivo che l’azienda ha nel campo della guida autonoma, su cui Tesla sembra essere in vantaggio di molti anni su gli altri competitors.

Inoltre, il Price to Sales di Tesla è passato da 30x a 18x, per un combinato disposto di aumento vendite generali e riduzione dei prezzi: considerato che le vendite di Tesla aumentano ogni anno quasi del 50%, e gli analisti sono sommariamente concordi nel pensare che questo trend possa continuare, il prezzo potrebbe non sembrare elevatissimo..

Quindi, buy the dip or short again?

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.