14 Ott Quale quota di azioni avere in portafoglio? Usa il metodo RMN
Come stabilire la giusta quota di azioni?
Come stabilisci la percentuale esatta di azioni da avere in portafoglio?
Non puoi investire una percentuale a caso, la quota giusta è quella che si adatta ai tuoi obiettivi, o meglio, che deriva dagli stessi.
Devi allora apprendere ed applicare un metodo che ti porti a determinare questa percentuale. Un metodo come l’RMN.
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RMN è il metodo che abbiamo sviluppato proprio per calcolare questa percentuale, di fondamentale importanza per il raggiungimento dei nostri traguardi pianificati.
La procedura da seguire per giungere al all’identificazione della quota da destinare alle azioni si articola in questi passaggi:
1. Stabilisci il premio delle tue azioni
2. Stabilisci il premio della parte extra-equity
3. Rapporta il premio al tuo RMN
Attenzione, perchè il calcolo differisce per la tipologia di azioni scelte.
Ma prima di tutto, capiamo cosa si intende per RMN…

Cos’è il tuo RMN?
Il tuo RMN è il Rendimento Minimo Necessario di cui hai bisogno per raggiungere i tuoi obiettivi di capitale.
Il passo preliminare consiste dunque nel calcolare il tuo capitale obiettivo. Esso deriva da una corretta pianificazione finanziaria.
Devi sapere ed interiorizzare bene il motivo per cui investi. Devi identificare un obiettivo non solo in termini qualitativi, ma anche quantitativi. E’ fondamentale per evitare di investire a caso esponendosi a rischi inutili o a costi opportunità che ostacolano il tuo raggiungimento dell’obiettivo.
Purtroppo questo è un passaggio sottovalutato da molti che pensano di investire senza obiettivi. Il capitale però ci servirà a qualcosa, altrimenti diventa un accumulo fine a sè stesso di cui non godremo mai.
Così facendo sosterremmo un costo opportunità in termini di soddisfacimento della nostra vita.
Dobbiamo allora trovare il giusto equilibrio tra accrescimento ed utilizzo del proprio capitale.
Questo che vedi qui sotto è l’esempio di un nostro cliente che ha un RMN del 6,2%.
Ovviamente il suo RMN deriva dal calcolo preliminare del capitale che si è prefissato di raggiungere.

1#: Definire l’obiettivo e calcolare l’RMN
Fissando un certo capitale da raggiungere, avrai a disposizione tutti i dati necessari a calcolare il tuo RMN.
Infatti, il tuo capitale attuale, combinato al capitale finale ed al periodo che ti sei dato per raggiungere l’obiettivo, ti permette di trovare proprio il risultato che ti interessa: il rendimento da raggiungere.
Facciamo allora degli esempi di calcolo di RMN, in base a differenti obiettivi di capitale:
Obiettivo: Pensiona Integrativa
Capitale: 850K
RMN: 5,5%
Obiettivo: Università Figli
Capitale: 300K
RMN: 5,9%
Vediamo ora come andare a stimare i rendimenti attesi delle nostre asset class…

2#: Componente non Equity del portafoglio
Il secondo passaggio è stabilire il premio della parte del portafoglio estranea all’azionario. Un passaggio delicato…
Se hai un classico portafoglio Equity/Bonds, puoi approssimare questo con l’YTM della parte bonds.
Se hai un portafoglio più strutturato, con cash, oro, materie prime, REITs o altro ancora, il calcolo diventa più complesso.
Ricorda che la stima del premio offerto da materie prime e oro è complessa, essendo assets non finanziari.
L’affidabilità che possiamo avere sul rendimento atteso di azioni e bonds è molto più alta rispetto a quella relativa ad asset reali come questi.
Oro e materie prime, infatti, sono asset improduttivi. Non producono reddito ed hanno un valore solamente in quanto noi investitori lo attribuiamo loro.

#3: Componente Equity del portafoglio
La terza parte è stimare il premio della parte azionaria.
Se hai il classico azionario globale e investi per almeno 30 anni, puoi fare riferimento al classico ERP previsto dal CAPM. Nel lungo periodo, infatti, le valutazioni azionarie sono irrilevanti.
Il premio che puoi attenderti allora può attestarsi intorno all’8%-9%.
Qui sotto puoi vedere l’evoluzione dell’Equity Risk Premium nel tempo. Tenendo sempre conto del ritorno alla media, nel lungo periodo un rendimento di questo tipo è preventivabile con un buon grado di confidenza.
Ma se hai fattoriali in portafoglio o un orizzonte temporale inferiore ai 30 anni il calcolo può diventare più complesso.
E’ fondamentale tenerlo presente…

Impatto delle valutazioni attuali sui mercati
Se hai un orizzonte temporale inferiore ai 25-30 anni, dovresti tenere conto anche delle valutazioni attuali dei mercati.
Non si tratta di fare market timing logicamente, ma di essere realisti.
In un medio periodo sui mercati, puoi tranquillamente attraversare recessioni che impattano sul rendimento del tuo portafoglio, ed il fatto di acquistare oggi a prezzi elevati va tenuto presente.
Considera questo: il CAPE dell’S&P500, come puoi vedere dal grafico qui sotto, è pari a 35x.
Ergo, calcolandone l’inverso, otteniamo il suo rendimento atteso che è solamente del 2,8%! Meno di un BTP!
Questo può impattare in modo importante sul tuo Expected Return.
Nel lungo periodo, però, questo effetto valutazioni viene smussato fino a scomparire.
Fai molta attenzione dunque ad investire in azioni se hai un breve orizzonte temporale!
Arriviamo quindi alla stima della quota da investire in azioni…

Calcolo della quota di Equity
Andiamo a calcolare la giusta % di azioni sulla base del metodo dell’RMN, utilizzando gli esempi di prima.
Obiettivo: Pensiona Integrativa
Capitale: 850K
RMN: 5,5%
E(r) componente Equity: 8,0%
E(r) componente non Equity: 3,0%
% azioni da avere in portafoglio: 50%
Obiettivo: Università Figli
Capitale: 300K
RMN: 5,9%
E(r) componente Equity: 7,0%
E(r) componente non Equity: 4,5%
% azioni da avere in portafoglio: 56%

Utilizzare diverse tipologie di azioni
Attenzione, perchè, come si è notato, l’E(r) della parte Equity e non Equity differisce nei due casi.
Gli orizzonti temporali differenti impattano sul calcolo degli E(r).
Avevamo visto precedentemente come le valutazioni attuali potessero andare ad incidere sull’E(r) delle azioni in orizzonti inferiori ai 25-30 anni.
Questo però avviene anche sulle obbligazioni.
Oggi, dato il contesto di tassi elevati in cui ci troviamo, possiamo attenderci un E(r) più alto nel breve-medio periodo rispetto a quello storico.
Inoltre, avendo un orizzonte temporale medio, potremmo dover selezionare determinate tipologie di azioni che non rischino di farci acquistare a prezzi troppo elevati o che ci proteggano da scenari recessivi come i settori difensivi.
Ma in ogni caso, la definizione delle azioni migliori per noi, dipende dalla nostra strategia, anche nel lungo termine.
Potremmo volerci coprire da determinati rischi o prendercene ulteriori per aumentare l’attesa di rendimento.
Come sempre detto, non esiste un unico azionario che vada bene per tutti (es. MSCI World), ma un mix di azioni ideali alla tua specifica situazione.

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In conclusione, definire il proprio rendimento necessario per il raggiungimento dell’obiettivo è fondamentale in un progetto di investimento consapevole.
Altrimenti rischi di investire a caso senza sapere il perchè.
La definizione dell’obiettivo resta sempre il passo preliminare per la costruzione del portafoglio.
Ogni portafoglio è personale, specifico per le peculiarità di ogni persona, per la sua propensione al rischio ed i suoi obiettivi.
La costruzione della tua asset allocation viene solo dopo questo passaggio di vitale importanza!
Ma resta comunque una parte rilevantissima per la costruzione del tuo progetto di investimento.
Investire in modo corretto e consapevole vuol dire anche conoscere il funzionamento delle varie asset class e definire accuratamente la percentuale del proprio portafoglio da destinare alle azioni e quella da assegnare alle altre componenti.
Devi quindi imparare ad investire se vuoi costruire la soluzione più adatta a te, che si sposi meglio con le tue caratteristiche e le tue esigenze, liberandoti al contempo dai conflitti di interesse tipici di banche e promotori finanziari.
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