5 diversi portafogli per poter investire da 50k a 250k

Sai come si costruiscono i portafogli?

 

Saper costruire il proprio portafoglio è fondamentale per raggiungere i propri obiettivi. Perchè?

Capire ciò che si sta facendo, si sta portando avanti, è estremamente importante in qualsiasi campo, non credi?
Tanto più quando si tratta dei nostri sudati risparmi.

Non puoi quindi pensare di affidarti ciecamente a portafogli che vedi online o che ti hanno consigliato senza capirne il senso.
Se vuoi vivere in modo più sereno e consapevole il percorso d’investimento, è necessario che tu comprenda bene come costruire il tuo portafoglio.

Anche perchè è un progetto che dura molti anni. Va gestito nel tempo. Va gestita la tua parte emotiva, che, credimi, ha un enorme impatto sul portafoglio e sul modo in cui vivi l’investimento stesso.

Va gestito inoltre il portafoglio stesso attraverso ribilanciamenti e modifiche in funzione degli obiettivi che possono mutare nel tempo.
La vita è dinamica per fortuna e gli obiettivi possono cambiare.

Ma se ti ostini a copiare portafogli senza comprenderne la costruzione alla base ed il funzionamento delle asset class finirai per farti male. Ti ho avvisato.

Vediamo oggi alcuni esempi di portafoglio che potrebbero essere costruiti a partire da specifici obiettivi e peculiari caratteristiche di un investitore come puoi essere tu.

Parametri e variabili per il tuo portafoglio

 

Per costruire il tuo portafoglio di investimento, dobbiamo prima di tutto definire parametri e variabili alla base della costruzione.

I parametri alla base di una buona pianificazione non sono fissi. In questo caso utilizziamo:

  • Obiettivo finanziario (in termini qualitativi, ma anche quantitativi)
  • Capitale investito
  • Rendimento Minimo Necessario (RMN)
  • Massimo Rischio Sopportabile (MRS)

Ovviamente considera che l’RMN deriva dalla combinazione del capitale investito e quello obiettivo.

L’E(R), cioè il rendimento atteso, non rappresenta invece un parametro, ma piuttosto una conseguenza della pianificazione e della costruzione dell’asset allocation. Esso dovrà poi essere rapportato all’RMN per vedere se l’obiettivo può essere raggiunto.

A livello di variabili invece andiamo a considerare il tempo nei nostri esempi.

Non vi è una regola ferrea su cosa possa variare e cosa no. Ovviamente i parametri indicano cosa deve rimanere fisso nella pianificazione, e le variabili ciò che può cambiare.

Nei nostri esempi abbiamo considerato per semplicità di calcolo il tempo come variabile e RMN come parametro, ma potrebbero anche essere invertiti. Dipende sempre dalle esigenze.

Portafoglio 50K Primo Esempio

 

Ipotizziamo un investitore da 50K che abbia un RMN del 6,5% in base ai suoi obiettivi finanziari, ad esempio per la pensione anticipata.

Determiniamo i parametri e le variabili in gioco:

Obiettivo: 1 mln €
Capitale investito 50k + 1000€ / mese
RMN = 6,5%
MRS = DD 25%

VARIABILI
Tempo = 25 anni

E(r) = 5,9 – 6,9% RMN: 6,5%
RMN rientra nello spettro E(R).

Inserendo MSCI World e Momentum possiamo agire sulla parte di rendimento. Per smorzare il Drawdown e  quindi raggiungere anche l’obiettivo prefissato di un 25% di massima perdita, utilizziamo le componenti a minor volatilità, prestando sempre attenzione alla copertura dai vari scenari macro-economici.
In alternativa potremmo sostituire ILBS con BEIR per proteggere meglio l’elevata inflazione, a costo però di un calo negli scenari deflazionistici e sopportando un maggior costo opportunità.

Anche la componente azionaria potrebbe essere modificata, sostituendo l’MSCI World con un fattore decorrelato al Momentum magari.

Portafoglio 50K Secondo Esempio

 

Ipotizziamo ora, invece, un investitore da 50K che investe meno capitale, ma che comunque vuole raggiungere la stessa cifra. Dovrà agire soprattutto sul tempo, avendo un MRS solo leggermente superiore.

Determiniamo i parametri e le variabili in gioco:

PARAMETRI

Obiettivo: 1 mln €
Capitale investito 50k + 750€ / mese
RMN = 7%
MRS = DD 27%

VARIABILI
Tempo = 30 anni

E(r) = 5,8- 7,5% RMN: 7,0%
RMN rientra nello spettro E(R).
Il 7% è un RMN ambizioso e infatti le bande di tolleranza sono più larghe.

Parliamo di un progetto con più rischi. Lo dimostra la componente azionaria al 60%.
E’ vero che un 10% è stato assegnato all’Healthcare, settore difensivo, ma rimane pur sempre azionario.

L’affidabilità di raggiungere l’obiettivo prefissato si riduce quindi.

Portafoglio 150K Primo Esempio

 

Passiamo ad un investitore da 150K che non accumula denaro e che mostra una bassa tolleranza al rischio. Il suo obiettivo è avere domani un capitale di sicurezza per la vecchiaia.

Determiniamo i parametri e le variabili in gioco:

PARAMETRI
Obiettivo: Capitale di sicurezza
Capitale investito 150K
RMN = 5-6%
MRS = DD 15%

VARIABILI
Tempo = 30 anni

E(r) = 5,0- 6,3% RMN: 5,5%
RMN rientra nello spettro E(R).

Data la bassa tolleranza al rischio, ma l’orizzonte temporale comunque molto lungo, la componente azionaria risulta intorno al 40%, ma con azionario a basso Beta. Qui si possono ovviamente apportare modifiche a seconda di ciò che desidera l’investitore. Potrebbe decidere di ridurre maggiormente la quota azionaria, posizionandosi su azioni più aggressive ad esempio, oppure relegare la copertura e protezione alla restante parte del portafoglio, aumentando magari leggermente le asset class meno volatili.

Portafoglio 150K Secondo Esempio

 

Rimaniamo sempre nell’ottica di un investitore da 150K che non accumula denaro ma il suo obiettivo è integrare la pensione e che ha una tolleranza al rischio un po’ più alta, nella media.

PARAMETRI

Obiettivo: Pensione integrativa (1 mln)
Capitale investito 150K
RMN = 6.7%
MRS = DD 22%

VARIABILI
Tempo = 30 anni

E(r) = 5,8 – 7,1% RMN: 6,7%
RMN rientra nello spettro E(R).

Rispetto al primo esempio, abbiamo un RMN leggermente superiore proprio in virtù della propensione al rischio maggiore. Viene dunque aumentata la quota azionaria mantenendo azioni a basso Beta. Ma avremmo potuto agire diversamente, sia sulla quota azionaria sia sulla restante parte di portafoglio.

Il 25% di Bond governativi a lunga scadenza assicura una buona copertura da scenari depressivi andando a coprire dunque lunghi periodi di scarsa performance sull’azionario. D’altra parte, rispetto alla soluzione precedente, la copertura viene ridotta proprio per spingere sul rendimento.

Portafoglio 250K

 

Per ultimo, vediamo un investitore che parte con un capitale più cospicuo (250K) e che non accumula denaro. Il suo obiettivo è acquistare la seconda casa a 10 anni. L’orizzonte temporale dunque non si può certo definire lungo. La tolleranza al rischio per questo investitore risulta nella media.

PARAMETRI
Obiettivo: Seconda casa (400K)
Capitale investito 250K
RMN = 5,0%
MRS = DD 20%

VARIABILI
Tempo = 10 anni

E(r) = 4,2 – 6,5% RMN: 5%
RMN rientra nello spettro E(R).

Ovviamente l’RMN è piuttosto basso, ma per forza di cose dato il ridotto orizzonte temporale.
Bisogna ridurre il rischio di non raggiungere l’obiettivo con le giuste azioni, che possano sì dare rendimento, ma allo stesso tempo non soffrire eccessivamente in lunghi periodi di scarso rendimento sul mercato azionario.

In questo caso le bande di oscillazione saranno maggiori, proprio perchè non possiamo sapere verso quale scenario ci dirigiamo nei prossimi 10 anni.
Il rischio di non raggiungere l’obiettivo prefissato può essere più alto proprio per questo.
Se si volesse avere maggiore affidabilità nel rendimento atteso bisognerebbe andare a ridurre le ambizioni inserendo dunque l’RMN tra le variabili in gioco.

Alcune considerazioni

 

Il processo di costruzione del portafoglio è un processo molto complesso e strettamente personale, come ti sarai reso conto.

I fattori e le variabili in gioco sono molti e anche più complessi di quelli che abbiamo visto in questi esempi semplificati.

Non esistono portafogli “modello” applicabili a tutti e ognuno di noi ha esigenze diverse.

Non esistono tantomeno azioni applicabili a tutti, che vanno bene in ogni caso (es. azionario globale o S&P500). Certo, sono soluzioni semplici e possibili per un investitore alle prime armi. Ma esistono strategie più efficienti che richiedono l’applicazione di diverse tipologie di azioni.

Tutto dipende da come si vuole strutturare il proprio percorso, dalle proprie esigenze, dai propri obiettivi.

Le combinazioni possibili sono molteplici. Devi solo imparare a padroneggiarle.

 

In conclusione, come vedi, i portafogli si costruiscono a partire dai propri obiettivi. Sono essi che guidano la pianificazione e la costruzione dell’asset allocation.

Puntare eccessivamente sulle azioni per avere rendimenti maggiori senza poi avere la tenuta psicologica adeguata per sopportare i pesanti cali può essere deleterio, portandoti addirittura ad abbandonare il progetto di investimento con il rischio di non riprenderlo mai più.

E allora lì sì che avrai bruciato opportunità e la possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi!

Imparare a costruire il tuo personale portafoglio, specifico per le tue esigenze, e saperlo gestire nel tempo è fondamentale per arrivare al punto d’arrivo.

Per questo abbiamo creato percorsi strutturati di formazione finanziaria…per aiutarti a comprendere i mercati finanziari e poterli sfruttare a tuo vantaggio personalmente, senza alcun conflitto di interesse.

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A presto!

 

Gabriele Galletta
info@investimentocustodito.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.