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Perchè non usare ETF per investire in Bitcoin

Il lancio di $BITO, l’ETF emesso da Proshares sul Bitcoin, il primo ammesso a Wall Street direttamente sulla cripto, ha rappresentato il primo vero grande lancio di un prodotto di risparmio gestito sulla criptovaluta. Ma davvero è utile per investire in Bitcoin?

 

1. Strumenti gestiti per il Bitcoin?

Partiamo subito col ricordare che $BITO, al momento, non è negoziabile e acquistabile da investitori europei, in quanto non rispetta la normativa UCTS, che vuole che ogni ETF abbia almeno un sottostante sufficientemente diversificato.

Gli investitori europei, comunque, possono da tempo già comprare prodotti simili, ma diversi, dagli ETF sul Bitcoin, ovvero i già quotati ETN (Exchange Trade Notes) e ETC (Exchange Trade, Commodities), come già fanno per esporsi direttamente sulle materie prime: ma conviene investire in BTC attraverso ETC o ETN?

Sia l’ETF di ProShares che gli ETC già in circolazione funzionano alla stessa maniera, non comprando direttamente il Bitcoin, ma i futures alla scadenza più prossima, per approssimare quanto più possibile il prezzo della criptovaluta.

Il problema di questi strumenti sta nel fatto che i futures scadono e devono essere rinnovati: questo meccanismo è noto come rolling dei contratti e, quando il prezzo di ciò che vogliamo replicare (il Bitcoin) cresce, il rolling dei contratti comporta sempre una perdita in conto capitale (perchè acquistiamo una cosa che a termine sta costando di più).

 

2. Mercati in CONTANGO, problemi per i futures

Il meccanismo appena evidenziato è detto CONTANGO, meccanismo per il quale qualsiasi ETF/ETC/ETN “brucerà” parte della plusvalenza generata durante l’anno: Bitwise Invest, ad esempio, stima che, ogni anno, si potrebbe lasciare sul parterre una plusvalenza compresa tra l’8% e il 16%.

 

Source: SD Bullion

 

Specifichiamo che mercati dei futures in CONTANGO non sono le uniche strutture di mercato tipiche e non è detto che il mercato dei futures su Bitcoin si trovi per forza di cose in Contango: infatti, è possibile anche che il prezzo a termine sia più basso del prezzo a pronti e che il Rolling del contratto future generi addirittura più plusvalenze.

Strutture di mercato del genere sono dette BACKWARDATION e sono opposte ai mercati in CONTANGO: in quel caso, conviene operare tramite futures, in quanto, durante il rolling, si generano maggiori plusvalenze.

Ma un mercato a termine più basso di un mercato a pronti è, strutturalmente e statisticamente, molto meno comune di un mercato in CONTANGO, specie su asset attesi in grande rialzo come le crypto: ergo, specie se ci attendiamo grandi gain dai Bitcoin, sarà molto facile avere a che fare con mercati in CONTANGO.

Mercati in BACKWARDATION possono venire a formarsi per medio/brevi periodi su alcune materie prime, ma sulle cripto, a parte sparuti momenti di elevata volatilità, è difficile che si vengano a formare.

 

3. Anche la questione costi è problematica

Anche la questione costi è abbastanza complicata, se volete investire in Bitcoin tramite ETF/ETC/ETN: se è vero che siamo abituati alla convenienza degli ETF e al fatto che questi strumenti costino in media non più dello 0,4-0,5% del capitale, nel caso degli ETC/ETN sul Bitcoin si arriva facilmente all’1,0% del capitale, fino ai più costosi ETP di ProShares, con costi dell’1,5% annui.

Utilizzare questi prodotti, in luogo dei vari Exchange su cui acquistare $BTC, permette anche ad investitori meno “giovani” ed esperti di esporsi alle criptovalute, con un senso anche di maggiroe sicurezza (e migliore gestione anche delle posizioni, fiscali).

Al netto di ciò, però, ci sono diverse limitazioni finanziarie che dobbiamo considerare molto a fondo.

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.