Hai iniziato un PAC ma con ETF sbagliati? Ti spiego come sceglierli

Perchè la strada del 100% azioni è errata

 

Cerchiamo di capire perchè il classico PAC che fan tutti suS&P500 o MSCI World, è sbagliato.

Tantissimi investitori pensano di iniziare ad investire con un 100% azionario, perchè “tanto facendo un PAC medio i prezzi di acquisto grazie agli accumuli”.
Pensano così di andare ad ottenere maggior rendimento, ma ciò dipende da come verrà gestito il portafoglio in futuro.

Questa scelta è fondamentalmente errata, se si ragiona nell’ottica della mediazione dei prezzi di acquisto.

Oggi sveliamo le insidie dietro questa scelta e perchè al netto di questo paper, questa non sia la strada giusta per costruire il tuo capitale futuro.

Puntare tutto sulle azioni

 

Nel lungo periodo, ci attendiamo che le azioni diano un rendimento maggiore delle obbligazioni.
È il famoso premio per il rischio: più rischio sostieni, più premio avrai.

Se così non fosse, nessuno più investirebbe in imprese, capitale di rischio o altro e lo sviluppo si fermerebbe.

Assumendoci un rischio aggiuntivo, quindi, sappiamo di venir ripagati maggiormente con elevata affidabilità.
E’ bene ricordare, comunque, che più aumentiamo il rischio, meno rendimento incrementale otteniamo, come puoi vedere qui sotto. Questo perchè i rendimenti marginali sono decrescenti.

In ogni caso, investire 100% azionario presuppone una forte volatilità. Ed ecco che arriva la soluzione PAC…

“Fai il PAC e passa la paura”

 

Grazie al famoso Piano di Accumulo, secondo alcuni, possiamo investire 100% azioni e risolvere il problema, perchè riusciamo a mediare i prezzi e smorzare la volatilità.

Se i mercati scendono, il tuo accumulo va a mediare il prezzo di carico, riducendo volatilità e perdite.

Ma, attenzione, perchè questo effetto dura poco, come puoi verificare effettuando delle simulazioni su dati reali MSCI World con un PAC 100% Equity.

Come vedi, dopo un tot di anni, la volatilità si fa sentire comunque. Perchè?

Il capitale cresce e l’effetto svanisce

 

Più il capitale cresce e più la rata del PAC non funziona più. Perchè sarà sempre meno rilevante rispetto al tuo capitale, senza riuscire più a mediare i prezzi e quindi ridurre la volatilità.

In sostanza, l’effetto del PAC tende a finire e tu sarai di nuovo sottoposto alla normale volatilità di un 100% azionario.

Quindi, hai solo spostato in avanti il rischio, non lo hai ridotto.

Iniziare quindi un classico PAC con SP500 o MSCI World al 100%, è un errore concettuale, se non sai gestire successivamente un 100% azionario.

Se la tua strategia prevede un 100% azionario da mantenere nel lungo periodo, ovviamente puoi perseguirla, ma non ha nessun senso iniziare con un PAC 100% azioni, per poi diversificare…

100% Azioni + Diversifico dopo

 

C’è chi si convince, che sia giusto iniziare con un 100% azionario e diversificare dopo.
Finchè si riesce a mediare i prezzi in sostanza, si punta ad un rendimento più elevato. Quando il capitale diventa rilevante ed entrano in gioco anche maggiori esigenze di protezione, si passa ad un portafoglio diversificato.

Ma questa è una soluzione irrilevante a causa della distribuzione asimmetrica dei rendimenti.

Ciò che guadagnerai quando il capitale sarà elevato avrà molto più effetto sul tuo capitale di quanto guadagni ora che inizi ad accumulare.

Facciamo una simulazione:

  • Come vedi, il grafico mostra la distribuzione dei risultati finali di un PAC da 500 €/mese per 30 anni. Il portafoglio con switch graduale non offre un vantaggio rilevante rispetto al portafoglio diversificato fin da subito, e introduce un’instabilità iniziale senza un ritorno proporzionato

Iniziare direttamente con un portafoglio diversificato non penalizza il risultato finale, proprio perché nei primi anni il capitale investito è ancora modesto.

Inoltre non è detto che nei primi anni tu abbia effettivamente rendimenti maggiori, potresti averne anche di minori. Perchè l’affidabilità e confidenza sull’ERP l’abbiamo nel lungo periodo, non nel breve.

Diversifica fin da subito

 

Partire con un solo ETF azionario (ad esempio, su MSCI World o S&P500), quindi, non ha senso.

Inoltre, ciò ti porterà a problemi in futuro, perchè sarai sempre viziato da Market Timing implicito.
Ti chiederai sempre quale possa essere il momento giusto per iniziare a diversificare, andando, alla fine, a ritrovarti spesso con un portafoglio che non sai gestire.

La soluzione? Costruire un portafoglio diversificato sin da subito e accumulare periodicamente sui diversi ETFs, abituandoti a quella che è la reale volatilità della tua asset allocation.

Esempio: costruiamo un portafoglio

 

Ipotizziamo un investitore che abbia un RMN del 6,5% in base ai suoi obiettivi finanziari..
Supponiamo ad esempio che voglia ritirarsi anticipatamente dal mondo del lavoro.

PARAMETRI

  • Obiettivo: Retirement
  • Capitale Investito 1000€ / mese
  • RMN = 6,5%
  • Expected DD = 25%

VARIABILI

  • Tempo = 25 anni

Costruiamo un portafoglio diversificato che ci porti ad avere un E(r) in linea all’RMN.
Vediamo come l’RMN rientri nello spettro E(R), con una tolleranza del 49% (escludendo i casi in cui non dovesse rientrare).

Introduciamo asset class a copertura dei vari scenari macroeconomici seguendo un approccio All Weather, ma introduciamo un fattore Momentum per aumentare il rendimento atteso.
Potremmo anche pensare di sostituire MSCI World con un altro fattoriale che vada a decorrelare il Momentum stesso.

Il nostro investitore creerà il suo PAC accumulando mensilmente sui vari ETFs.
Inutile attendere per acquistarli tutti, spingendo solo sugli asset rischiosi. All’inizio l’importante è accumulare, come detto.

Vediamo un altro esempio…

Secondo esempio: 50K iniziali + PAC 750€

 

Ipotizziamo un investitore da 50K che investe meno capitale, ma che comunque vuole raggiungere la stessa cifra. Dovrà agire soprattutto sul tempo, avendo un Expected DD solo poco superiore, e quindi non potendo permettersi ulteriori rischi.

PARAMETRI

  • Obiettivo: 1 mln €
  • Capitale Investito 50k + 750€ / mese
  • RMN = 7%
  • Expected DD 27%

VARIABILI

  • Tempo = 30 anni

In questo caso aggiungiamo un po’ di azioni per raggiungere un obiettivo più ambizioso.
Data l’elevata quota azionaria, può essere utile introdurre un settore difensivo, volto a limitare il Drawdown (vincolo da rispettare) in fasi di crisi.

Abbiamo quindi un E(r) = 5,8- 7,5%.

L’RMN rientra nello spettro E(R), con una tolleranza del 35% (escludendo i casi in cui non dovesse rientrare).

Il 7% è un RMN ambizioso e infatti le bande di tolleranza sono più larghe. Parliamo di un progetto con più rischi.

Quel che è certo, però, è che la differenza non risiede nella decisione di fare prima un PAC azionario per poi modificare il portafoglio, ma solo nell’asset allocation target che verrà mantenuta negli anni a seguire.

Alcune considerazioni

 

Il processo di costruzione del portafoglio è un processo molto complesso e strettamente personale, come ti sarai reso conto.

Non esistono portafogli “modello” applicabili a tutti e ognuno di noi ha esigenze diverse.

Non esistono tantomeno azioni applicabili a tutti, che vanno bene in ogni caso (ad es. azionario globale o S&P500).
Viviamo in un modo multifattoriale, e possiamo utilizzare i diversi fattori di rischio per strutturare una strategia che sia più congeniale a noi, che si adatti ai nostri obiettivi ed esigenze.

Inoltre, non è detto che parametri e variabili non possano cambiare. Ad esempio, tu puoi anche impostare il tempo come parametro e il tuo RMN come variabile.

Le combinazioni sono molteplici. Devi solo imparare a padroneggiarle, e per farlo devi conoscere i mercati e le tecniche di costruzione di portafoglio. La pianificazione è necessaria, ma richiede competenza e consapevolezza.

Gabriele Galletta
info@investimentocustodito.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.