Non comprare questo ETF: troppo rischio, poco ritorno

Perchè non comprare questo ETF? L’idea di base

 

Un classico nei portafogli dei risparmiatori è l’ETF obbligazionario governativo a 7-10 anni.
Ma andiamo ad analizzarlo per bene e vediamo cosa emerge.

Molti investitori usano questo ETF per “stabilizzare” il portafoglio, limitando il rischio azionario.
Spesso però non si tiene conto dei rischi insiti in questa asset class, considerando il fatto che limiti la volatilità, quando in realtà in alcuni casi può soffrire parecchio e subire pesanti Drawdown.

La vera domanda allora è:

Che tipo di stabilità stiamo davvero comprando?
Riesce effettivamente a proteggerci? E soprattutto quali rischi ci assumiamo?

Rischio nascosto #1

 

Questi ETFs spesso offrono rendimenti attesi molto modesti, in funzione del rischio di credito molto basso.
Si tratta di Titoli Governativi, assimilabili dunque al risk free.

L’unico premio al rischio è dato dal vincolo per un lungo periodo di tempo. Infatti stiamo prestando i soldi allo Stato a medio/lungo termine, e per questo dovremmo ricevere una remunerazione maggiore.

Difatti il rendimento dei bonds dipende dalle seguenti componenti:

r = rf + credit risk + term premium

Ma nonostante questo ETF abbia rendimenti molto bassi, il suo rischio di prezzo rimane comunque molto elevato.
Un piccolo aumento dei tassi può produrre perdite significative sul NAV. Perchè?

Rischio nascosto #2

 

Con una duration di circa 7,5 anni, abbiamo che una minima variazione dei tassi può generare variazioni di prezzo importanti.

La sensibilità alla variazione dei tassi è legata proprio alla duration. Più allunghiamo la duration, più rischio di mercato ci assumiamo.

Un aumento del +1% dei tassi può comportare anche cali del 7/8%.

E se si manifestano rialzi repentini come nel 2022, dovuti alla fiammata inflazionistica improvvisa, il Drawdown può essere anche molto pesante, superando il 20%.
In questo caso, a dire il vero, entra in gioco anche la convessità che mitiga in parte la perdita nei grandi scostamenti, perchè la relazione che lega duration e variazione dei tassi non è lineare.

Ma c’è un altro problema, ancora più grave…

Capacità di recupero

 

Quando un ETF obbligazionario del genere va incontro a forti perdite, il recupero è molto lento.
In altri termini, i bonds a lungo termine hanno un Ulcer Index davvero importante.
Le obbligazioni sono tra le asset class a più lento recupero in assoluto.

Le azioni, invece, hanno capacità di recupero molto forti e questo dovrebbe essere un monito importante per chi costruisce portafogli con soli Bonds.

Il problema è rilevante anche perchè il fenomeno stagflazionistico non è detto che sia temporaneo. Può essere molto più probabile e duraturo di quanto non si creda. Ne abbiamo avuto dimostrazione negli anni ’70/’80.

E oggi comunque vediamo ancora i Bonds depressi dalle perdite subite nel 2022, quando le altre asset class si sono riprese poderosamente da tempo.

Drawdown sottostimati

 

Un altro problema sottovalutato è questo:
molti pensano che, essendo obbligazioni, siano immuni dai Drawdown nelle crisi. Quando il rischio percepito diventa molto elevato, tutti dovrebbero fiondarsi ad acquistare obbligazioni perchè asset sicuri.

“Se l’azionario crolla, le mie obbligazioni mi proteggono”

In realtà no: anche le obbligazioni, con minore magnitudo, tendono a crollare nelle crisi.

Una crisi di liquidità sui mercati colpisce tutti gli asset (con proporzioni differenti ovviamente).
Il famoso crash di mercato colpisce tutti i titoli.

Solo il Dollaro rimane immune, e tende anzi ad apprezzarsi in forza alla crescente domanda di liquidità.

Quindi?

 

Se analizziamo questo ETF in termini di:

  • Volatilità / premio atteso
  • VaR e Capacità di recupero
  • DrawDown nei periodi di crisi

…capiamo che esistono portafogli che ne possono fare a meno.

D’altra parte la vera utilità di questo ETF sta nella protezione dalle forti e durature recessioni, o depressioni. Nei lunghi periodi a scarso rendimento sulle azioni, offre una decorrelazione importante con apprezzamenti dovuti alla lunga duration che permettono di vivere più serenamente il periodo depresso.

Ma allora come poterlo sostituire in portafoglio? Ecco alcune soluzioni per te:

  • Crea un portafoglio 80-20 (azioni + fondo di emergenza in cash)
  • Raggiungi una maggiore stabilità del premio delle azioni con approccio fattoriale
  • Introduci, ad esempio, azioni Value o azioni di Qualità, che svolgono ruoli simili a questo ETF
  • Riduci i Drawdown dell’azionario con settori difensivi, non con obbligazioni

La domanda che ti devi sempre porre è:
Quanta efficienza aggiungo per ogni punto di rendimento a cui rinuncio?
Se la risposta non ti convince, cambia ETF.

Gabriele Galletta
info@investimentocustodito.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.