No, il PAC non è una buona idea per investire

Perchè il PAC non è una strategia corretta?

 

Ti hanno sempre detto che il modo migliore per investire sui mercati è fare un PAC con un semplice ETF o fondo azionario?

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Molti pensano che strutturare un PAC sia la scelta migliore per investire sui mercati, in particolare su quello azionario, l’unico modo per smorzare la volatilità.
“Se ho un orizzonte temporale lungo, medio i prezzi grazie agli accumuli”.

Soprattutto ai più giovani, quindi, che hanno davanti a sè un periodo di investimento davvero lungo e duraturo, viene consigliato di strutturare un PAC, spacciandola come una strategia di Risk Management.
Ma non lo è affatto!

Vedremo il perchè…

Puntare tutto sulle azioni?

 

Nel lungo periodo, ci attendiamo che le azioni diano un rendimento molto maggiore delle obbligazioni.

Ciò accade perchè chi investe in attività più rischiose, otterrà più rendimento.

Se così non fosse, nessuno più investirebbe in imprese, capitale di rischio o altro e lo sviluppo si fermerebbe.

Però, investire al 100% sull’azionario presuppone appunto il rischio di vedere il proprio portafoglio scendere vertiginosamente in fase di correzione del mercato o di crisi economico-finanziaria.
Un 100% azionario diventa allora un portafoglio sopportabile e gestibile da veramente pochi investitori, nemmeno i più navigati spesso si espongono a questi rischi.

Tralasciando poi il fatto che un vero 100% azionario nessuno lo fa veramente, a meno che non sia proprio pazzo…infatti almeno una componente di cash per le emergenze viene sempre mantenuta.
Quando qualcuno ti dice di fare 100% azioni, dovresti indagare sulla liquidità che ha da parte. Anche quella fa parte del patrimonio!

Abbiamo capito quindi che investire tutto in azioni, oltre che improbabile, è anche molto rischioso: ma ecco che arriva la medicina preconfezionata del PAC…una soluzione a tutti i mali…

Fai un PAC e passa la paura

 

Solo con un PAC riuscirai ad investire 100% azioni. O comunque ad avvicinarti ad esso.

Perchè se i mercati scendono, tu riesci a “mediare la volatilità” e ridurre le perdite.

Proviamo a fare una simulazione di un PAC 100% Equity.

In effetti, notiamo una volatilità ridotta, rispetto ad investire tutto il capitale in azioni in una volta: ma, attenzione, perchè questo effetto dura poco…

Il capitale cresce e l’effetto svanisce

 

Se all’inizio del tuo percorso la volatilità è praticamente assente, andando avanti questa si fa sentire sempre di più.

Questo accade perchè più il capitale cresce e più la rata del PAC non riesce più ad essere impattante sulla mitigazione del prezzo medio di carico. Perchè la rata tende a decrescere in relazione al capitale accumulato, fino ad essere irrisoria.

In sostanza, l’effetto del PAC tende a finire e tu sarai di nuovo sottoposto alla normale volatilità azionaria.

In sostanza avrai solo spostato il rischio più avanti nel tempo. Semplicemente non sei esposto alla volatilità azionaria oggi, ma quando il capitale sarà cresciuto sarai punto e a capo.

Senza contare che proprio nel momento più critico, quando il capitale è diventato rilevante, ti troverai a non essere abituato a quel tipo di volatilità, mettendo a dura prova i tuoi nervi e di conseguenza il tuo percorso di investimento.

Che fare allora? La soluzione potrebbe essere partire 100% azioni e diversificare solo dopo?

Parto con un 100% azioni e diversifico dopo

 

Questa soluzione è in realtà irrilevante a causa della distribuzione asimmetrica dei rendimenti.

Se simuliamo due PAC, uno subito diversificato e uno 100% azionario e diversificato dal 8° anno in poi, notiamo quanto segue:

  1. Anche nell’ipotesi di riuscire a trovare mercati crescenti nei primi anni di investimenti (il che non è affatto detto) il risultato alla fine della fiera è praticamente identico;
  2. Cambia leggermente il rendimento atteso: nella soluzione 2, il rendimento del primo periodo è maggiore del rendimento del secondo

Il problema è che se nei primi anni di investimento trovassi mercati decrescenti, allora sarebbe stato più conveniente diversificare sin da subito.

Ma non è tanto questa la questione. Quanto invece il fatto che diversificando sin da subito avrai un percorso di investimento che ti abitua sin dal principio alla volatilità della tua asset allocation. Quella che poi dovrai sostenere per tutto l’arco dell’investimento.

Distribuzione asimmetrica

 

Questo fenomeno accade per un semplice motivo, ovverosia che i rendimenti in termini assoluti, e non in termini percentuali, dipendono dal capitale investito.

I rendimenti maggiori che eventualmente riusciresti ad avere nella fase 100% azioni sono poco rilevanti, perchè calcolati su un capitale ancora molto basso, rispetto al tuo capitale futuro.

Ecco perchè all’inizio del tuo percorso non conta tanto il rendimento, quanto invece il risparmio: ma c’è dell’altro, che vorrei mostrarti, sul PAC..

Il PAC non è una strategia

 

Il PAC non è una strategia di investimento o di Risk Management, perchè, nel lungo periodo, rischio e rendimento non variano al variare del PAC.

Posso anche accumulare una volta l’anno, i risultati non cambiano.

Il PAC mi aiuta solo a risparmiare con metodo, ma non ad investire meglio.
Infatti non dico assolutamente che non debba essere costruito per il proprio futuro. Anzi!
Tutti noi dovremmo imparare a risparmiare ed accumulare sui mercati per garantirci il raggiungimento dei nostri obiettivi e dunque la nostra felicità.

Certo però che le due cose non possono essere confuse.
E’ importante investire sui mercati e riservare una parte dello stipendio proprio all’accumulo sugli stessi.
Ma da qui a dire che il PAC sia una tecnica di gestione del rischio, ne passa!

Senza contare che poi alcuni investitori, osannando la tecnica del PAC, pensano addirittura di applicarla anche quando hanno già un capitale da parte, perdendo così una marea di rendimenti!

Ma allora come si struttura un PAC?

100% MSCI World o S&P500? No, diversifica

 

Partire con un solo ETF azionario (ad esempio, su MSCI World o S&P500) non ha senso.

Inoltre, ciò ti porterà a problemi in futuro, perchè sarai sempre viziato da Market Timing implicito.
Non saprai mai quando iniziare a diversificare, iniziando a fare i più strampalati ragionamenti e le più iperuraniche ipotesi su quando e quanto possa scendere o salire il mercato nel prossimo futuro.

Sarai quindi sempre portato a chiederti quale sarà il momento giusto per iniziare a diversificare, andando, alla fine, a ritrovarti spesso con un portafoglio che non sai gestire.

La soluzione? Costruire un portafoglio diversificato sin da subito e accumulare periodicamente su diversi ETFs.

 

 

In conclusione, come hai capito, impostare un piano di investimento duraturo nel tempo è di fondamentale importanza per il tuo futuro. Di conseguenza riservare una quota del tuo stipendio alla costruzione di un PAC è importante, ma ciò non significa che il PAC sia la soluzione a tutti i mali.

Ci tengo a ribadire che il PAC non è una strategia di Risk Management!

Tienilo ben presente, per mitigare la volatilità devi strutturare un portafoglio coerente con la tua propensione al rischio. Fare un PAC 100% azionario ti porterebbe solo ad aumentare i bias finanziari nella tua testa.

Di conseguenza la soluzione rimane la diversificazione. Come vale per la componente azionaria, vale anche per l’intero portafoglio.

Per farlo devi capire come trattare le asset class, quale sia il loro funzionamento all’interno del portafoglio. Di conseguenza è necessaria una formazione che ti permetta finalmente di prendere in mano in modo efficiente la gestione delle tue finanze.

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A presto!

 

Gabriele Galletta
info@investimentocustodito.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.