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La necessità di una nuova strategia per investire

In questo contesto turbolento, in cui i principali asset finanziari soffrono, è arrivato il momento di elaborare una nuova strategia per investire.

Mentre scriviamo questo articolo, siamo solo a metà marzo, ma molti avvenimenti hanno già segnato la cronaca di questo inizio anno: faremo adesso un rapido ripasso della situazione attuale, ma vogliamo prima sottolineare quanto segue.

Adesso, contestualizzeremo gli eventi che stiamo osservando, ma che quello che scriveremo sarà valido oggi come anche domani, in quanto i cicli economici e gli eventi storici, politici o finanziari si ripetono e si ripetono gli effetti che osserviamo sugli asset finanziari.

Pertanto, quello che leggerai lo potrai applicare oggi, ai tuoi investimenti, così come lo potrai applicare un domani, quando gli effetti specifici che tratteremo oggi saranno passati, perchè, nello stesso tempo, non saranno cambiati l’alternarsi dei cicli economici e la risposta, a questi, dei vari asset finanziari.

 

1. Un piccolo ripasso generale

La guerra in Ucraina prosegue e le intelligence affermano che questa potrebbe non finire in tempi brevi: qualcuno parla nel peggiore dei casi di altre 4-6 settimane, ma altri non escludono conflitti ben più lunghi.

Gli effetti delle sanzioni iniziano a intravedersi sulla Russia, ma anche sulle altre Nazioni e solo il tempo ci farà capire la loro vera portata.

L’inflazione, al momento, non pare dare segnali di rallentamento, anche se, come abbiamo più volte detto, una sua normalizzazione potrebbe non essere utopia, visti i suoi movimenti fatti di rapide salite e rapide discese.

Per cercare di dare alcuni numeri di questi primi 3 mesi controlliamo gli andamenti dei principali listini mondiali (i dati sono aggiornati alla chiusura di martedì): 

  • S&P 500: -13,05% da inizio anno;
  • Dow Jones: -10,80% da inizio anno;
  • Nasdaq100: -19,60% da inizio anno;
  • FTSE MIB: -19,45% da inizio anno;
  • CAC40: -17,38% da inizio anno;
  • DAX40 (ex DAX30): -19,91% da inizio anno;

 
Come si può vedere il mercato azionario a livello globale ha patito molto questo contesto di incertezza politica ed economica, con gran parte dei listini che perdono almeno il 5-10% e con gli investitori “only stocks” che in questo momento stanno andando incontro a importanti perdite: ma se si utilizzasse un’altra strategia? Anche solo un semplice 60/40?

 
 

2. Il 60/40: definizione, punti di forza, debolezze e qualche dato 

Il primo concetto che si impara, o che si sente, quando si inizia ad investire è che “bisogna diversificare il portafoglio” e, per fare ciò, si utilizza in primis la tecnica del 60/40 (o, alternativamente, quella del 40/60, se si vuole rischiare ancora meno).

E’ quello che fanno 9 italiani su 10, che investono solo in fondi bancari, polizze vita, fondi unit linked assicurativi o fondi pensione: metti un po’ di azioni, in base al tuo “profilo di rischio”, e poi aggiungi obbligazioni fin tanto che non pensi che il portafoglio sia equilibrato.

Ma, se da una parte è universalmente riconosciuto che un portafoglio solo azionario possa esporre l’investitore a sali e scendi troppo forti, che destabilizzano psicologicamente lo stesso investitore, la stessa cosa non è ben compresa della classica strategia 60/40, o 40/60 (se vuoi rischiare meno), attraverso cui sono investiti i soldi del 90% degli italiani, come detto.

Questa tecnica è molto semplice da imparare e implementare per i propri investimenti: l’obiettivo è comporre il proprio portafoglio con sole due asset class, l’azionario e l’obbligazionario, come anticipato.

Cosi come suggerisce il nome stesso della tecnica, i pesi da assegnare a ciascuna porzione del portafoglio sono 60% stock e 40% bond (o anche viceversa, se si vuole abbassare il rischio). Questa strategia ha quindi in teoria due punti di forza:

  1. Restituisce buoni rendimenti in quanto il 60% del portafoglio è incentrato sulle azioni;
  2. Ha un profilo di rischio più contenuto grazie al 40% della parte obbligazionaria.

 
Se ci si soffermasse solo a questa prima analisi, potremmo pensare che questa strategia sarebbe quasi perfetta, in quanto rispecchierebbe i giusti canoni della diversificazione e i giusti canoni del rendimento equilibrato per un rischio contenuto.

Purtroppo, questa tecnica di investimento ha una grave debolezza, che non sempre viene accuratamente sottolineata: entrambe le asset class soffrono in contesti di elevata inflazione

Quindi, se in un contesto con elevata inflazione, tutti i nostri investimenti soffrono, allora vuol dire che il portafoglio non è cosi ben diversificato come crediamo: ma perché questo avviene?

Il secondo concetto “tecnico” che spesso si sente in giro è questo: “le azioni e le obbligazioni sono decorrelate”.

Questo sarebbe il segreto della strategia e questo permetterebbe alla strategia 60/40 (o 40/60) di fare bene nel tempo.

Due strumenti sono decorellati, o correlati negativamente, quando hanno performance opposte: ovvero, se uno sale, l’altro scende. E viceversa. 

In linea di massima è vero, azioni e bond sono correlati negativamente, ma questa non è una legge matematica e queste relazioni cambiano nel tempo: ergo, le correlazioni non sono stabili e mutano al variare delle condizioni macro al contorno.

Molti studi in materia hanno mostrato che se l’andamento della correlazione tra le due asset class è positiva, con inflazione crescente, la strategia 60/40 restituisce pessimi rendimenti, perchè entrambe le asset class soffrono.

Quando invece la correlazione torna negativa, con tassi e inflazione in discesa, o quantomeno sotto le aspettative, la strategia 60/40 torna a performare bene.

 

Correlazione Bond/Azioni (Fonte: Cube Investimenti)



Le obbligazioni sono degli strumenti decorellanti ottimi in determinati contesti, ma da sole non bastano, perchè, quando le correlazioni con le azioni cambiano, allora la protezione e la diversificazione che offrono viene meno: le correlazioni variano in funzione dei vari scenari macro e, per tanto, un portafoglio 60/40, che si basa eccessivamente su questa dipendenza da scenari in cui la correlazione azioni-bonds deve essere bassa, non è una strategia resiliente ad ogni cambio di paradigma macro.

 

Drawdown Portafoglio 60/40


 
Nel grafico precedente, sono indicati i drawdowns di una strategia 60/40 durante gli ultimi venti anni ed  forse è qui che viene messo a nudo il principale punto debole della strategia. Infatti, si possono notare forti picchi negativi, a riprova del fatto che non sempre le obbligazioni sono bastate per limitare il rischio.

Senza obbligazioni, un portafoglio non resisterebbe a scenari deflativi, quando cioè tassi e inflazione (e crescita economica) non riescono a scollarsi dallo zero: ma non sempre sono un buon diversificatole.
 
 



3. La soluzione può essere All Weather?


La principale forza di All Weather è quella di essere resiliente in ogni contesto macroeconomico che si può presentare in futuro. 

Il voler essere resiliente in tutti i contesti macroeconomici è molto importante, perché permette all’investitore di rimanere molto più tranquillo e stabile psicologicamente in quei momenti che una strategia tradizionale non riesce a superare in modo efficace. Non solo, quando uno shock improvviso scuoterà i mercati, è stato dimostrato che questo tipo di portafoglio sarà meno colpito di altri.

Per rendersi realmente conto della forza di questo tipo di portafoglio bisogna studiare i suoi Draw Downs. E, come si può notare, le correzioni sono sempre state meno marcate rispetto al suo principale “competitor” 60/40:

 

DrowDowns delle diverse strategie (Fonte)

 



Questo come fa ad accadere?

Perchè All Weather è un portafoglio costruito per proliferare in ogni scenario macroeconomico e per essere immune a tutti gli shock macro che possiamo osservare in futuro: la strategia 60/40 soffre in determinati scenari macro – come quello attuale – mentre All Weather no, per la presenza di asset funzionali a questa “stagione”.

La strategia Only Stocks soffrirà in una stagione “depressa”, ma All Weather no, per la presenza di asset funzionali anche a quella stagione macro.

Ovviamente, questo suo punto di forza può anche essere considerato una debolezza, in quanto non vedremo mai l’intero nostro portafoglio “in verde” e ci sarà sempre una parte che perderà.
Questa circostanza potrebbe quindi portare All Weather ad essere meno remunerativo di una strategia All Stocks o di una strategia 60/40, che sono molto più concentrate in azioni, ma All Weather avrà sicuramente un andamento più tranquillo nel tempo e – come altre ricerche hanno mostrato – avrà sicuramente, a parità di rischio, un rendimento offerto maggiore.
  



4. Si può convertire un portafoglio 60/40 in un All Weather oggi?


In economia, e soprattutto in finanza, la risposta più gettonata in questi casi è sempre “dipende”, soprattutto perché non esiste una strategia perfetta a priori. 

Infatti, tutti i piani di investimento presentano dei pro e dei contro e sta all’investitore scegliere quello che più si addice alle proprie caratteristiche. 

Ma la domanda adesso è: conviene effettuare questa conversione del portafoglio 60/40 – o di un portafoglio 100% azioni – a un All Weather più classico?

Bisogna subito notare come i portafogli differiscono su tre piani differenti:

  • la quota azionario che ha un peso differente;
  • la quota obbligazionaria che ha un peso e una composizione differente;
  • ln All Weather sono presenti anche altre assets class come oro, liquidità e commodities;

 
Quindi, per implementare un portafoglio più diversificato bisogna vendere la quota azionaria eccedente e utilizzare la liquidità per le altre asset class.
Il principale problema è che, come abbiamo visto, le azioni hanno perso molto da inizio anno e quindi si rischia di vendere a sconto, mentre invece oro e commodities si sono apprezzate parecchio: è abbastanza noto, infatti, che gli aumenti delle materie prime sono stati molto marcati e in questo momento inserire in portafoglio tali assets class potrebbe comportare volatilità, visti i prezzi raggiunti.

Non sappiamo se abbiamo effettivamente raggiunto i massimi di periodo, se siamo solo all’inizio di un nuovo super ciclo o se domani le commodities ritracceranno del 60%, ma investire in piena FOMO piò essere sempre un rischio.

Questo aspetto però dovrebbe non spaventarci troppo se il nostro obbiettivo è di utilizzare tali strumenti come stabilizzatori di lungo periodo: inoltre, l’oro stesso è un bene che può realmente proteggerci da aumenti inaspettati dell’inflazione e quindi non dovrebbe preoccuparci più di troppo un suo prezzo attuale alto.

Anche perchè il suo ruolo non è prettamente speculativo, bensì protettivo: ergo, se domani oro e materie prime ritracciassero, perchè la guerra sarà finita o perchè l’inflazione sarà stata molto meno preoccupante del previsto, ci saranno le azioni – zoccolo duro del portafoglio – che daranno rendimento.

E’ questo il segreto vero di All Weather.

In conclusione, effettuare una conversione di portafoglio da 60/40 o da All Stocks ad All Weather nel brevissimo tempo potrebbe non mettere in mostra grandissimi cambiamenti ed esporci anche ad ulteriore volatilità.

Nel lungo periodo, però, è sicuramente una scelta che ci permetterà di investire più serenamente. 

Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

CEO di Investimento custodito, Risk Manager, Analista Finanziario, massimo esperto in Italia della filosofia All Weather. Seguitissimo sui social e sulle sue piattaforme, ha aiutato migliaia di persone a riprendere in mano il controllo dei propri soldi grazie ai suoi corsi e ai suoi libri.



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