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Il ruolo del Bitcoin in portafoglio

Non ci nascondiamo dietro un dito: Bitcoin ormai è diventata una classe di investimento a tutti gli effetti ed è venuto il momento di chiedersi se e come può essere inserita nel nostro portafoglio e nella nostra asset allocation.

Il Bitcoin potrebbe assolvere a diverse funzioni, all’interno del nostro portafoglio, e, in base a queste, potremmo capire come inserirlo nella nostra asset allocation: ammesso che ormai il suo valore di “mezzo di scambio” stia venendo meno, rimane molto interessante il suo voler diventare bene rifugio alternativo all’oro.

 

1. Dove potrebbe arrivare $BTC

Qualche tempo fa, il miliardario americano John Paulson, famoso per aver fatto fortuna scommettendo contro i mutui subprime al culmine della bolla creditizia del 2007, ci disse di fare attenzione a non prediligere le cripto all’oro: le cripto, secondo Paulson, rimanevano “una fornitura limitata di nulla“.

Però, se dovessimo essere pienamente razionali, dovremmo riconoscere che la limitatezza del BTC è molto più certa dell’oro, che ogni anno riusciamo ad estrarre in quantità maggiori (anche se minimali) e che, un giorno, potremmo anche esportare da altre parti dell’universo.

E’ vero anche che la saturazione dell’offerta del BTC non è stata ancora raggiunta e, se la domanda della principale cripto non dovesse continuare a salire a ritmi sostenuti, la crescita dell’offerta impatterebbe sul prezzo, ma questa è una prospettiva poco probabile.

Come detto, questa prospettiva rimane poco rilevante per BTC, sia perché è verosimile che la domanda di $BTC dovrebbe aumentare nel tempo, sia perchè comunque parliamo di ancora pochi spazi aggregabili per continuare ad aumentare l’offerta del bene, considerato anche che il limite di 21 milioni di BTC in circolazione è un limite che, tra le altre cose, non verrà mai raggiunto (matematicamente, potrebbe dire che si tratta di un limite asintotico).

Dall’altra parte, consideriamo anche il livello di energia richiesto per entrare ancora più BTC oggi, il che rende l’aumento dell’offerta della criptovaluta sempre più complesso: a fronte di una sempre maggiore svalutazione delle monete fiat, Bitcoin, come l’oro, potrebbe essere quindi visto come una vera e propria ancora di salvezza contro la svalutazione monetaria, al netto dei rischi regolamentari insiti nel Bitcoin stesso.

 

2. Come inserirlo in portafoglio

Al momento, il problema più rilevante per considerare Bitcoin al pari (o addirittura migliore) dell’oro come asset rifugio è la sua altissima volatilità: non è ammissibile, infatti, che una valuta a cui destiniamo il compito di proteggere la nostra ricchezza nel tempo possa sostenere quei picchi di volatilità.

Però, il discorso sta tutto qua: se consideriamo il BTC asset rifugio da stati iperinflazionistici e se pensiamo che un domani la sua volatilità possa normalizzarsi, allora perchè non usarlo al pari dell’oro in portafoglio?

Ciò che veramente può impattare sul prezzo del Bitcoin, al momento, non è tanto l’aumento dell’offerta, ne la volatilità (sua caratteristica, per l momento): sul prezzo del $BTC potrebbe impattare, dal mio punto di vista, solo una forte regolamentazione delle autorità centrali, il che comporterebbe un crollo della domanda della criptovaluta.

Certo, direte voi, parliamo di asset decentralizzati, e quindi per antonomasia che sfuggono dal controllo delle autorità centrali: infatti, il rischio regolamentare che impatta su $BTC è indiretto, in quanto le autorità centrali potrebbero in qualche modo limitarne, o quantomeno, scoraggiarne l’utilizzo.

Al netto di tutto questo, come detto, Bitcoin potrebbe avere le carte in regola per essere una vera e propria ancora di salvezza contro la svalutazione monetaria, al pari (o comunque forse ancora in una posizione minoritaria) dell’oro.

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.