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Il prezzo dell’Uranio continuerà a crescere?

Una delle materie prime che sta veicolando sempre maggiore interesse negli investitori, viste anche le sue performance, è l’uranio: sembra essere diventare una specie di pietra miracolosa per costruire lauti guadagni e la domanda che ci si pone è: ma il prezzo continuerà a crescere?

Il prezzo dell’Uranio è cresciuto enormemente nell’ultimo anno, fino a raggiungere un massimo prima inimmaginabile a 50 dollari per libra circa, per poi ritracciare fortemente a 38 dollari per libra: è finito il ciclo rialzista dell’uranio o questa è solo una pausa?

 

Source: tradingeconomics

 

 

 

1. Cosa spinge il prezzo dell’Uranio?

Il maggior catalizzatore dell’Uranio a medio termine è certamente la domanda di energia nucleare, che al momento rimane l’unica fonte di energia pulita non fossile in grado di soddisfare i nostri crescenti consumi energetici.

Nel breve periodo, però, la quotazione del fondo Sprott Physical Uranium Trust ha giocato un ruolo fondamentale nel rialzo del prezzo della materia prima: non appena il fondo, emesso dalla casa d’investimento Sprott, ha fatto il sue debito sul mercato, il prezzo della materia prima è cresciuto enormemente, sia per gli acquisti stessi della materia prima da parte del fondo, sia per il maggiore interesse degli investitori veicolati adesso da un prodotto di risparmio gestito.

Come riporta il WSJ, l’interesse per l’Uranio ha avuto sia un’origine mediatica, veicolata come al solito dai post speculativi di Wall Street Bets, sia un’origine “fondamentale”, guidata dalla maggiore domanda di investimenti che soddisfano i criteri ambientali, sociali e di governance. In questi, molti hanno visto nel nucleare di quarta generazione una soluzione duratura al problema.

Tra i sostenitori dell’Uranio, c’è chi sostiene che la sua domanda crescerà di circa il 3,1% all’anno fino al 2025, per poi salire ancora con l’aumento delle centrali nucleari in programma di costruzione: secondo RedCloud Securities, ciò creerà un aumento importante di domanda sulla materia prima.

 

 

 

Sempre tra i sostenitori, c’è chi ricorda come sono i procinto una serie di “rinnovi” dei reattori di vecchie generazioni verso reattori di quarta generazione, che spingeranno sempre più in alto la domanda di Uranio.

Inoltre, gli Usa stessi starebbero cercando di aumentare la produzione di Uranio “interna” e di dipendere sempre meno dalle esportazioni esterne.

 

 

 

Insomma, è chiaro a tutti come il catalizzatore principale della materia prima uranio, a medio termine, sia l’espansione dell’energia nucleare nel mondo e il superamento degli scetticismi che la circondano: ma succederà davvero?

 

 

2. Investire in Uranio

Anche il prezzo dei minatori di Uranio è cresciuto molto, come ad esempio quello di Cameco: è bene ricordare, però, che i fondi che investono in Uranio non investono nei minatori, che potrebbero essere colpiti non solo in modo positivo dall’aumento del prezzo della materia prima, ma anche in modo negativo.

Un prezzo più alto dell’uranio potrebbe voler dire maggiore domanda della materia prima e quindi maggiori estrazioni per i minatori, ma anche maggiori difficoltà di sostenere costi maggiori (soprattutto se poi la domanda di nucleare non crescerà in modo elevato)

A medio periodo, al netto della speculazione di breve periodo, chi crede fortemente che l’energia nucleare di quarta generazione sarà l’unico futuro green sostenibile ha buone ragioni per credere che il trend rialzista dell’uranio sia solo all’inizio, considerando anche l’ovvio squilibrio attuale tra domanda e offerta.

 

 

Ma, al netto di tutto, a meno che non abbiate un milioni di euro da investire e vogliate dedicare l’ 0,5% del portafoglio a questo asset, focalizzarsi così tanto su una specifica materia prima è sbagliato.

Va bene inserire le commodities in portafoglio, come asset rifugio, ma cercate di evitare i vari fenomeni di FOMO presenti sul mercato.

Il prezzo dell’uranio, a medio periodo, dipenderà dalla domanda di nucleare che sperimenteremo e se questa riuscirà davvero (ma sono pessimista) a superare gli scetticismi che l’hanno sempre accompagnata: il vostro portafoglio però non può essere focalizzato così tanto su una singola materia prima e, sopratutto, nessuno diventerà mai ricco con l’Uranio.

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.