30 Ott Composizione perfetta gratuita per i tuoi ETF obbligazionari
A che cosa servono gli ETF obbligazionari
Non ti capaciti della necessità di avere bonds in portafoglio quando il tuo orizzonte temporale è molto lungo? Innanzitutto cosa avere in portafoglio dipende dai nostri obiettivi e dalla nostra propensione al rischio. E poi al lungo periodo ci devi arrivare. In un portafoglio di lungo periodo allora, gli ETF obbligazionari dovrebbero svolgere una funzione essenziale: la protezione.
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Investire è un percorso che ti deve portare da A a B, dove in B si realizzano i tuoi obiettivi finanziari.
L’uso delle obbligazioni dovrebbe massimizzare la probabilità di raggiungere B.
Come ci ha insegnato la finanza comportamentale, il percorso di investimento è importante ai fini del raggiungimento dell’obiettivo. Un percorso altalenante potrebbe farci “saltare i nervi e le staffe”, ostacolando il nostro focus sull’obiettivo e remando contro le nostre ambizioni.
Allora ecco che i bonds diventano importanti anche in un orizzonte temporale di lungo termine.
Ma come scelgo le obbligazioni per il mio portafoglio, visto che ce ne sono davvero tante sul mercato?

Non possono dare performance?
Al contrario, hanno un premio per il rischio ben definito.
Le obbligazioni sono esposte principalmente a due forme di rischio dalle quali deriva la loro performance:
- Rischio Tasso (i bonds si apprezzano se i tassi scendono)
- Rischio Credito (più il rischio di fallimento è alto, maggiore sarà il premio per attrarre investitori)
Nel periodo che intercorre tra l’acquisto ed il rimborso, il prezzo dei Bonds oscilla in funzione della variazione dei tassi di interesse.
Ma se porti a scadenza i Bonds, il rischio tasso non agisce sul tuo YTM; ne conviene che il rendimento reale dipende dal rischio credito dei Bonds. Qui sotto, a tal proposito, puoi vedere la scala dei rating emessi dalle tre agenzie più importanti al mondo.
Attento, però…

Correlazione azioni e bonds
Se analizziamo i Bonds in una scala crescente in termini di rischio di credito, è ormai pacifico osservare una crescente correlazione tra quelli a più alto rischio di credito e le azioni.
Perchè?
Perchè sono entrambe legate all’andamento del ciclo economico, del vigore produttivo delle imprese.
Di conseguenza in momenti di recessione o depressione, quando gli investitori si spostano sui safe assets obbligazionari, contribuendo a farne salire il prezzo, i corporate bonds societari o quelli ancora più correlati alle azioni come i convertible bonds o gli high Yields, tendono a soffrire.
Per questo tipo di obbligazioni, infatti, conta maggiormente la crescita economica piuttosto che la variazione dei tassi di interesse, anche perchè, d’altro canto, presentano duration medio-brevi solitamente.
Addirittura, per le obbligazioni di questo tipo, entrano in gioco i classici fattori di rischio azionari. Quindi…

Bonds = Protezione
Se vogliamo avere performance dai Bonds, dobbiamo spostarci verso rischi di credito maggiori.
A meno che tu non voglia speculare sul ribasso dei tassi, ma qui stiamo parlando di investimenti, non di scommesse sul futuro.
Se ci spostiamo su Bonds con rischi di credito maggiori, però, aumentiamo la correlazione con le azioni e viene meno il senso stesso dei bonds.
Ricorda lo scopo per cui valuti l’inserimento dei Bonds in portafoglio: la protezione.
Dunque l’obiettivo primario dovrebbe essere scegliere i Bonds adatti a proteggere il portafoglio in determinati scenari macroeconomici che possono venire a crearsi.
Al rendimento ci pensi sul comparto azionario! Non farti accecare sempre dal rendimento.
Vedila come un’assicurazione. Non ti assicuri mica per ottenere maggiori guadagni, ma per evitare rischi gravosi sulla tua persona, sul tuo patrimonio, sulla tua casa e famiglia.
Allo stesso modo inserisci Bonds in portafoglio, consapevole di sostenere un costo opportunità, ma grato della protezione che ti offrono, rendendoti il percorso di investimento più sereno.
Vediamo, allora, questo metodo per capire la composizione perfetta del portafoglio…

Usa questo metodo
Ciò che impatta negativamente sulle azioni, e in generale sulle asset class, sono le variazioni negative inattese delle principali variabili macro, inflazione (CPI) e Prodotto Interno Lordo (GDP).
Siamo bombardati da informazioni riguardanti gli indicatori economici e vi è un’enorme proliferazione degli stessi.
Ma se vogliamo trarre il succo del discorso, queste due variabili vanno ad inglobare ogni singola informazione apportata da altri indicatori, portandoci a capire in che scenario ci troviamo e dove ci stiamo dirigendo, seppur con diverse sfumature.
Sottolineo a tal proposito che i passaggi da uno scenario all’altro sono sempre molto sfumati, altrimenti sarebbe possibile prevedere il mercato ed anticiparlo.
La aree evidenziate in rosso sono le aree problematiche per le azioni, con variazioni inattese positive dell’inflazione e variazioni inattese negative del PIL. Come puoi difenderti da queste?

Copertura dagli scenari negativi
Se copriamo i vari scenari negativi che potremmo affrontare nel tempo, sicuramente avremmo un percorso di investimento più dolce.
E dato che investiamo nel lungo periodo, è altamente probabile affrontarli. Non possiamo pensare di vivere nel mondo delle favole senza alcuna crisi. La crisi prima o poi arriverà e se ti proteggi bene sarai in grado di affrontarla, di qualunque natura essa sia. Altrimenti passerai notti insonne, col rischio di annullare tutti i benefici dell’investimento.
Procediamo. Andando a selezionare i vari assets con un premio per il rischio positivo in questi scenari negativi, possiamo trovare un criterio selettivo per il portafoglio. Ma in che percentuale inseriamo gli assets che abbiamo selezionato?

Probabilità degli scenari macro
Dobbiamo trovare un criterio allocativo per rispondere alla domanda.
Noi, e i nostri clienti, utilizziamo diversi metodi per calcolare la giusta percentuale degli asset a protezione del portafoglio, data una certa quota di azioni. Uno di questi è il seguente:
Stimare la probabilità dei vari scenari economici ed assegnare a ciascuno di essi un coefficiente di ponderazione dato.
La quota di azioni invece può essere generalmente definita attraverso il metodo del Rapporto di costruzione R(c) = RMN / E(r). Per avere un portafoglio efficiente devi sempre cercare di portare il tuo Rapporto di costruzione verso l’unità. Se ti discosti da esso, sia verso l’alto che verso il basso, ti esponi a sacche di inefficienza.

Esempio di allocazione
Tornando al metodo per stimare la quota di bonds, per fare un esempio, gli scenari con crescita economica sotto le attese sono i più probabili, in diverse sfaccettature, e quindi la presenza di Bonds nominali a breve scadenza è maggiore, se si utilizza questo criterio.
D’altra parte però, non possiamo ignorare la pesantezza delle recessioni. Dunque i bonds a lunga durata tornano ad essere importanti in funzione proprio dell’impatto che lo scenario può avere sul portafoglio, più che per la probabilità che si verifichi.
Inserendo anche l’oro potremmo giungere ad un portafoglio ancora più efficiente conferendo maggiore decorrelazione e quindi stabilità.
Per completezza e chiarezza della trattazione, gli altri metodi che utilizziamo sono il Risk Parity, la Relaxed Risk Parity, il metodo della scala dei Drawdown ed il metodo ITBC, con lo scopo di rendere il nostro portafoglio resiliente ad ogni scenario macroeconomico.
I miei clienti conoscono bene il funzionamento delle varie asset class e sanno come difendersi dalle evoluzioni future, senza fare gli indovini, senza previsioni strampalate, semplicemente assicurandosi contro ogni evenienza.
Il prezzo da pagare è il rendimento minore rispetto a quello che potrebbe avere un 100% azionario, certo.
Ma veramente ti senti in grado di sopportare tale incertezza investendo i tuoi sudati risparmi?
A te la scelta…

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In conclusione, se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi nel lungo periodo non puoi prescindere dalle azioni, il vero motore del tuo portafoglio.
Ma d’altra parte, pochissimi investitori riescono a sopportare la volatilità ed i Drawdown tipici delle azioni sull’intero portafoglio.
Dai, sii sincero, nemmeno tu.
Allora i Bonds diventano essenziali per costruire un progetto di investimento sostenibile e duraturo nel tempo.
Ne esistono varie categorie certo, e proprio per questo devi conoscerle ed imparare a trattarle.
Lo devi a te stesso ed alla tua famiglia.
Investire 100% azionario finchè i mercati vanno bene, per poi ritrovarsi a vendere quando calano a picco, ti rende un trader senza alcuna competenza. Niente di più lontano da un buon investitore di lungo periodo, credimi.
Investire con consapevolezza è un’altra cosa.
Impara una volta per tutte a gestire le tue finanze con un percorso strutturato di educazione finanziaria.
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Investire è per tutti, e tutti possiamo e dobbiamo imparare a farlo in modo efficiente per il nostro bene.
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A presto!