10 Feb Come individuo gli ETF in cui investire: 7 domande chiave
Scegli gli ETF in cui investire secondo i tuoi obiettivi
Quando inserisci ETF in portafoglio devi sempre chiederti il motivo per cui lo fai.
Se sbagli a selezionarli, perderai tempo, opportunità e metterai in pericolo il raggiungimento dei tuoi obiettivi.
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Ci sono diversi modelli di portafoglio che puoi costruire ed ognuno di essi risponde a specifiche esigenze, di rendimento, protezione dalla volatilità, dai Drawdown e va inserito ovviamente in relazione al proprio orizzonte temporale.
I modelli di portafoglio che puoi costruire sono i seguenti :
- 100% Equity
- Equity Bonds classico
- Multi assets
- Multi Asset All Weather
- Multi Asset All Weather con Factor
- Core-Satellite
La stessa scelta del modello di portafoglio deve partire dai tuoi obiettivi e desideri di protezione.
A seconda del modello che sceglierai, andrai a stabilire come strutturare la tua asset allocation, e ti accingerai a rispondere ad alcune domande fondamentali…

N. di ETFs: da 5 a 10
Vai da un minimo di 4 ETFs per un portafoglio 100% equity ad un massimo di 10 ETFs per un Multi Asset con Factor.
Non andare oltre, perchè il contributo marginale dell’aggiunta di altri ETF diventa irrisorio.
Non apporteresti alcun beneficio di diversificazione, ma al contrario complicheresti il portafoglio anche per la sua analisi e gestione nel tempo.
L’aggiunta dei primi 4-5 ETFs ha i maggiori impatti positivi sullo Sharpe di portafoglio.
Ricorda bene questo aspetto senza riempirti di ETF causando solo grande confusione.

Quali ETFs? Dipende
La scelta dell’ETF giusto per te dipende sempre dalla strategia che vuoi sviluppare.
Non esiste l’ETF migliore in assoluto, così come non esiste l’investimento migliore in assoluto.
Ad esempio, è chiaro che le azioni siano il migliore asset da detenere nel lungo periodo, ma di certo se non riesci a sopportare una forte volatilità e Drawdown che arrivano anche al 50%, non potrai mai fare un 100% Equity.
A tal proposito, stai tranquillo che quasi nessuno ci riesce, e chi ti dice il contrario probabilmente sta mentendo e ha una grande fetta del suo patrimonio tenuta cash.
In ogni caso, la scelta dell’ETFs è solo l’ultimo tassello della tua pianificazione e progettazione di investimento.
Prima si scelgono le asset class in portafoglio, dopo, per ogni singolo indice, si sceglie un ETF.

Ecco le 7 domande chiave che faccio sviluppare
Tutti i miei clienti definiscono innanzitutto l’obiettivo, sia in termini qualitativi che quantitativi.
Bisogna necessariamente partire da un dato oggettivo.
Definito qualitativamente il proprio obiettivo, come può essere la programmazione della rendita, la seconda casa o un pre-pensionamento, l’aiuto dei figli etc…, la prima domanda che si pongono sarà:
- Qual’è il mio capitale obiettivo? Quanto capitale mi serve per raggiungere i miei goals?
Poi, per definire la loro strategia di investimento proseguono passo passo a rispondersi a queste altre domande:
- Qual’è il mio RMN?
Calcolo il mio RMN partendo da capitale iniziale, capitale finale e versamenti periodici
- Quali sono i rischi che sono in grado di sostenere?
Faccio una valutazione circa la mia propensione al rischio considerando alcuni parametri di riferimento fondamentali: Ulcer Index, Serenity Ratio Obiettivo, VAR e cVAR.
- Qual’è il mio TC?
Se TC < 1 devo tenere conto dell’impatto delle valutazioni attuali sui miei rendimenti attesi.
- Come compongo l’asset allocation strategica?
Utilizzo parametri di riferimento su cui basarmi per poi ottimizzare in base alle mie esigenze.
- Scelta degli ETFs: quali?
Una volta definita l’asset allocation e concluso il processo di pianificazione, posso andare a stabilire quali ETF acquistare.
Come vedi la scelta dell’ETF conclude il processo, andando a posizionarsi all’ultimo step.
Ma come scegliamo il nostro ETF? Vediamo quali criteri utilizzare e cosa considerare nella scelta…

La dimensione conta?
La dimensione non impatta sulla liquidabilità delle quote, ma solo sulla probabilità che un ETF possa essere chiuso o fuso in futuro.
Questo perchè le società di gestione potrebbero ritenere non conveniente mantenere in vita un ETF con una piccola massa in gestione non riuscendo a spalmarne adeguatamente i costi.
Il pericolo è legato soprattutto al fatto che potrebbero liquidare il tuo investimento ed andresti così a pagare la tassazione sulla plusvalenza.
La liquidabilità di questi due ETFs è la medesima, perchè hanno lo stesso sottostante, pur avendo dimensioni nettamente diverse. La liquidità dell’ETF dipende esclusivamente dal sottostante.
E’ essa che permette al Partecipante Autorizzato di creare e distruggere quote di ETF.
E cosa dire del TER? Scegliamo l’ETF col TER più basso?

Il TER conta?
Quando utilizziamo ETF a gestione passiva, il TER non ha impatto sui rendimenti. Scegliere ETF a TER minore non ha senso. Se il TER impattasse sul rendimento, lo strumento creerebbe un Alfa arbitraggiabile.
Il mercato si accorgerebbe di questa opportunità e la andrebbe immediatamente a colmare.
Tra due ETFs, spesso si può benissimo scegliere quello a TER maggiore.
ETF a TER maggiore possono dare maggiori rendimenti di ETF a TER minore.
Questo perchè la differenza di performance, seppur minima nel lungo periodo, dato che parliamo di ETF a replica passiva, è imprevedibile, non puoi stabilirla a priori sulla base del TER, nè su altri parametri.
Il discorso cambierebbe ovviamente se investissimo in ETF a gestione attiva, perchè in quel caso non avremmo esattamente la stessa replica dell’indice su entrambi gli ETF.
Cosa puoi valutare allora per scegliere il tuo ETF?

Scelta di un ETF: cosa guardare e cosa no
Concentriamoci su ciò che conta davvero:
- La definizione della tua asset allocation
- La definizione dei tuoi parametri
- La scelta degli indici in cui investire
Tralasciamo aspetti inutili su cui molti investitori si concentrano in modo errato:
- Il TER
- L’emittente e il potenziale rischio di credito
- La Borsa dove negozi l’ETF
Vi sono alcuni aspetti secondari che possono invece essere considerati in alcuni casi:
- La dimensione dell’ETF
- Lo Spread Bid-Ask
- Il Tracking Error
In particolare presta maggiore attenzione su mercati di nicchia. In questi casi diventa più importante valutare anche questi aspetti secondari.

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In conclusione, come hai capito, la scelta dell’ETF costituisce solo l’ultimo tassello del puzzle.
Il processo di pianificazione e progettazione del tuo portafoglio parte dai tuoi obiettivi e attraverso parametri oggettivi ti porta a stabilire la miglior asset allocation per te.
Questi passaggi sono fondamentali, ma c’è qualcosa che viene ancor prima:
per non rischiare di fare danni enormi, devi avere le giuste conoscenze e competenze che ti permettono di navigare nel mondo degli investimenti, pianificare e gestire con cura il tuo progetto d’investimento.
I mercati finanziari e la finanza personale sono un mondo affascinante e incredibilmente ricco di opportunità che bisogna però saper sfruttare.
Per farlo devi conoscere in modo approfondito i mercati e saper costruire il tuo portafoglio in modo efficiente, perchè questa è la base del tuo piano d’investimento.
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