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Cosa sta succedendo e a cosa è dovuto il crollo del Bitcoin

Bullet Point

  • Cosa sta spingendo verso il basso le quotazioni di $BTC?

  • Chi sono e qual è il peso delle Bitcoin Whales?

  • La sua eccessiva volatilità sarà un problema per il suo futuro da asset rifugio?

 

1. -35% dai massimi…

Se c’è una caratteristica che ormai abbiamo imparato ad “apprezzare” – volendo essere gentili – del Bitcoin, quella è sicuramente la sua elevatissima volatilità, sia al rialzo che  al ribasso, che oggi rappresenta, per molti, il suo più grande vantaggio rispetto ad altri asset finanziari, ma anche il suo più grande limite al momento per essere considerato bene rifugio.

Da un mese a questa parte, quindi dallo scorso 19 aprile, il Bitcoin ha perso la bellezza di 22 punti percentuali, mentre dai massimi di inizio aprile, la perdita è stata ancora più fragorosa, attorno ai 35 punti percentuali. Sul crollo del Bitcoin (perchè quando un asset perde più di un terzo del suo valore, si parla di crollo) sappiamo aver giocato diversi fattori, su cui però, come al solito, dobbiamo interrogarci per avere un quadro generale della situazione.

 



All’inizio, si era messo Elon Musk a minare le fondamenta il Bitcoin, con una serie di azioni che hanno spinto gli investitori ad alzare l’asticella dei loro short e hanno avviato le classiche vendite tipiche da “fat fingers”. Dalla scelta di non accettare più pagamenti in BTC per le Tesla, fino all’amore solo e soltanto per DOGE, a questo si è aggiunta anche la crociata della Cina contro il BTC.

La Cina ha effettivamente fatto quello che Ray Dalio, ad esempio, ha sempre pensato che i governi potessero fare in futuro sul Bitcoin, ovverosia vietarne l’utilizzo. La Cina, infatti, aveva dichiarato qualche giorno fa che i token digitali non potevano essere più utilizzati come forma di pagamento, dopo che gia nel 2007 la People Bank of China chiuse le piattaforme di criptovaluta, soffocando un mercato speculativo pari al 90% del commercio globale di Bitcoin.

Adesso cosa succede per i cripto-holders? Arriverà una ripresa o è solo l’inizio di un altro calo fragoroso in stile 2018?

 


I cripto holders ribadiscono che una perdita del 35%, dopo aver realizzato gain anche del 100/200% in poco tempo, è minimale e ininfluente. I problemi sono due riguardanti questo aspetto: in primis, il discorso non vale, come al solito, per chi ha comprato ai massimi e oggi si trova a dover realizzare una performance del +80% circa per recuperare le sole perdite e, in secondo luogo, questo discorso non tiene conto dei problemi rilevanti che stanno alla base di questa volatilità assurda del bitcoin, in primis il timore di molti circa la sua “manipolabilità”



2. E adesso cosa succederà?

Tempo fa, vi avevo già parlato del rischio che Bitcoin potesse essere un asset “manipolabile”, perché in mano a poche Bitcoin Whales, riportando le parole di Roubini circa questa caratteristica della cripto più famosa al mondo: secondo l’economista che predisse la crisi dei mutui subprime,  l’ascesa del Bitcoin (e la sua eventuale discesa) era solo manipolata da pochi soggetti.

Il mondo, adesso, si interroga su quale possa essere il futuro del BTC da qui ai prossimi mesi, considerata anche la sua funzione di bene rifugio contro l’inflazione e considerato, soprattutto, il rinnovato timore degli investitori circa una nuova fiammata dell’inflazione stessa.

Ma se davvero il Bitcoin è un asset manipolato da poche BTC Whales, come potrà assolvere alla sua funzione di bene rifugio con questa volatilità pazzesca?

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.