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Cosa significa che «l’acqua si è quotata in borsa»?

Avete presente che beni materiali come oro e petrolio possono essere negoziati in borsa tramite dei contratti derivati e, quindi, possono avere un prezzo ufficiale dato dalla domanda e dall’offerta di quel bene?

Ebbene, da oggi anche per l’acqua varrà la stessa cosa.


Cos’è successo in borsa

CME Group, società attiva nello scambio di future e derivati, ha creato e lanciato il primo contratto future collegato ai prezzi dei diritti sull’acqua in California.

L’indice di riferimento sarà il Nasdaq Veles California Water Index e fissa un prezzo spot di riferimento settimanale sui diritti sull’acqua in California, calcolato come media ponderata registrata su principali mercati.

In sostanza, si potranno ora aprire futures che avranno come sottostante l’acqua, speculando (potenzialmente) sul suo prezzo o, più semplicemente, coprendosi dal rischio delle fluttuazioni dei prezzi dell’acqua.

Un futures, infatti, permette di fissare ad oggi il prezzo a cui domani comprerò un dato sottostante: da oggi si potrà fare anche sull’acqua, con effetti però potenzialmente distorsivi.


Cosa si potrà fare adesso?

Gli speculatori potranno utilizzare questi futures per scommettere sul prezzo dell’acqua, operando oltretutto a leva, e alimentando potenzialmente bolle speculative sul bene più prezioso in natura per la vita umana. E’ ovvio che una corsa dei prezzi dell’acqua potrebbe, in caso, svantaggiare soprattutto le economie in via di sviluppo e i paesi poveri.

Il fatto che l’acqua stia diventando un bene sempre più scarso e non «infinito» (come poteva essere considerato centinaia di anni fa) ha permesso di «fissare un prezzo» al bene stesso: se prima dovevamo considerarlo come un bene alla portata di tutti, un domani l’acqua potrebbe avere un prezzo ufficiale.

Con questi strumenti, gli investitori sono ora in grado di scommettere sulla futura disponibilità di acqua in California. Ancora parliamo di un mercato molto ristretto per poter influenzare il prezzo «ufficiale» dell’acqua, ma forse siamo solo all’inizio di un processo che la porterà a diventare un vero e proprio bene negoziabile.

Questi strumenti sono pensati sia come copertura per i grandi consumatori di acqua, come i coltivatori e le aziende elettriche, contro le fluttuazioni dei prezzi dell’acqua, sia come indicatori di scarsità per gli investitori di tutto il mondo.

Ma, dall’altra parte, sono iniziate ad arrivare le prime critiche a questo processo di quotazione dell’acqua, che ora potrebbe essere vittima di speculazioni finanziarie.


Le critiche: un attacco ai diritti umani fondamentali

Se il CME Group continua a porre l’accento sulla possibilità data alle aziende di coprirsi dal rischio di future crisi idriche, l’ONU, per bocca di Pedro Arrojo-Agudo, la pensa diversamente: il prezzo dell’acqua nel mercato dei futures, come se fosse oro o petrolio, viola i diritti umani fondamentali e rende l’elemento vulnerabile a una possibile bolla speculativa.

Con una corsa dei prezzi che potrebbe svantaggiare soprattutto le economie povere, come detto.

«L’acqua è già minacciata dalla crescente popolazione, dalla crescente domanda e dal grave inquinamento provocato dall’agricoltura e dall’industria mineraria nel contesto del crescente impatto del cambiamento climatico: non può essere resa un bene commerciabile», sono gli avvertimenti dell’ONU dopo la quotazione al CME Group.

Chi avrò ragione?

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.