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Comprare ora azioni cinesi? Ray Dalio ci dice la sua

Se dovessimo dire chi sia, tra gli investitori occidentali, il miglior conoscitore della Cina e delle sue dinamiche, molto probabilmente non avremmo alcun dubbio a dire che questo potrebbe essere Ray Dalio: ma cosa ne pensa Ray dell’attuale momento delle azioni cinesi?

 

1. L’analisi di Dalio

Sul suo profilo LinkedIn, partendo dagli ultimi episodi avvenuti in Cina, Dalio ha voluto dire la sua su un mondo che da tempo conosce bene, per poter rispondere alla domanda secondo cui le big company cinesi – soprattutto quelle quotate in USA – siano ancora buone possibilità di investimento.

I casi più eclatanti di azioni cinesi fortemente a sconto sono sicuramente Tencent (in calo di quasi il 40% dai massimi di febbraio scorso), Alibaba e DiDi, la cui quotazione in USA è stata recentemente stoppata: oggi, molti investitori prezzano un rischio regolatorio importante in Cina, che ha di fatto aumentato anche il cosiddetto Country Risk Premium.

Dalio inizia subito la sua analisi del mercato cinese ricordando ai suoi interlocutori come la Cina sia un mondo del tutto diverso da quello occidentale, dove prevale un sistema che lo stesso Dalio definisce capitalismo di Stato: il significato è che, secondo Dalio, “the state runs capitalism to serve the interests of most people and that policy makers won’t let the sensitivities of those in the capital markets and rich capitalists stand in the way of doing what they believe is best for the most people of the country“.

Il principio fondamentale che Dalio ricorda è che è vero che in Cina sono aumentati parecchio i “ricchi” capitalisti, che hanno potuto beneficiare dello sviluppo di questo capitalismo di Stato, ma è anche vero che gli interessi di questi rimangono subordinati a quelli dello Stato. E lo Stato puà intervenire per riequilibrare il tutto.

Rather, those in the capital markets and capitalists have to understand their subordinate places in the system or they will suffer the consequences of their mistakes”.

 

 

2. Il rischio (vero) di investire in Cina

Quello che prezzano gli investitori, oggi, è un aumentato rischio regolatorio che si va ad aggiungere alla maggiore volatilità tipica della Cina: ad esempio, lo stesso Damodoran ha aumentato il Country Risk Premium della Cina a 0,68%, addirittura superiore a paesi come le Isole Cayman o pari al Chile.

 

 

 

Lo stesso Dalio giusitifica però questo problema con il fatto che il mercato finanziario cinese stia crescendo e si stia sviluppando molto velocemente e ciò rende difficoltoso, per le stesse autorità cinesi, definire norme appropriate. Ma, nonostante tutto, “they both [China and USA] should be considered as important parts of one’s portfolio“.

 

 

 

 

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.



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