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Come manipolare il mercato con lo spoofing

L’anno scorso, Jp Morgan è stata condannata a pagare 920 milioni di dollari per operazioni di 15 suoi trader: le operazioni illegali consistevano in operazioni di spoofing.

 

1. Cos’è lo Spoofing?

Le operazioni, che hanno dato origine alla sentenza più dura della storia in tema di manipolazione di mercato, consistevano in manipolazioni del mercato dei metalli preziosi e dei Treasury che avevano lo scopo di ingannare i sistemi automatici di trading.
 
I trader della banca d’affari, infatti hanno”confessato”, in alcune intercettazioni, di stare manipolando il mercato e i books di negoziazione con pratiche che sarebbero diventate “a little razzle dazzle to joke the algos“, con l’obiettivo proprio di ingannare i sistemi automatici di trading.
 
Lo spoofing è un attico informatico hacker che ha come scopo principale la falsificazione dell’identità, come l’identità di un host all’interno di una rete o l’identità del mittente di un messaggio. In finanza, assume connotazioni diverse, ma sempre con l’obiettivo di ingannare qualcuno.
 
 

Fonte: Trading Order Flow

 
 
Lo scopo dello spoofing è quello di inserire, attraverso sistemi di tradig ad alta frequenza (HFT), una grande quantità di ordini su un dato strumento per determinati livelli di prezzo, senza che questi ordini vengano poi eseguiti, con lo scopo di alterare la percezione degli operatori sui livelli di domanda e offerta del titolo.
 
L’obiettivo del manipolatore è creare zone di prezzo dove sembra che il titolo possa andare, attraverso ordini che non varanno però mai eseguiti: infatti, una variante dello spoofing è il layering, dove gli ordini venogno canclelati poco prima di essere eseguiti.
 
 

2. Ma è un’attività illegale?

Questa tecnica “abbaglia” (come dicevamo i trader di JP Morgan) gli algos, i quali vedono un grande quantitativo di ordini ad un prezzo più alto o più basso e credono stia per partire un trend rialzista o ribassista: trend in realtà fittizio, perchè gli ordini non saranno mai eseguiti. C’è però un problema.

Lo spoofing si basa sul martellamento e sull’inondazione del book con migliaia di ordini che non saranno mai eseguiti. Ma, tecnicamente, nessuno vieta, ad un sistema di trading ad alta frequenza, di inserire migliaia di ordini ad un dato livello di prezzo, per poi cancellarli, perché magari non più interessanti o perchè il trader, nel frattempo, ha cambiato strategia.

Il discrimine sta proprio nella volontà di ingannare gli altri investitori, ovverosia nel “movente” (direbbero i giuristi) del trader, creando “a false and misleanding impression“, come recita l’Anti-Spoofing Law contenuta nel Dodd-Frank Act del 2010.

La famosa legge è intervenuta a regolamentare in modo più stringente Wall Street dopo i fatti del 2008 e si è interessata anche del problema dello spoofing: certo, rimane un discrimine quanto mai labile, quello visto sopra, in quanto è sempre necessario verificare l’effettivo intento del trader, che rischia di lasciare molti spazi, però, ad interpretazioni soggettive e non oggettive.

 

 

Note dell’autore: questo articolo è uscito, per la prima volta, l’8 febbraio del 2021, come si può notare sulla mia pagina instragram. Se fate un giro sul web cercando “Spoofing finanza“, noterete come in tanti hanno scopiazzato il mio post, senza mai citare la fonte. Come si suol dire, se ti copiano, vuol dire anche che ti apprezzano. Buon divertimento.

 
Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.