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Collasso Evergrande: cosa sta succedendo?

Generalmente, il settore immobiliare è il settore che sperimenta i più alti tassi di crescita in un’economia in fase di sviluppo ed è il settore che, anzi, contribuisce al rapido sviluppo del paese: d’altronde, la crescita demografica di una popolazione è il promo fattore da analizzare quando si parla di crescita economica e più persone implicano, di conseguenza, più costruzioni civili per le stesse persone che sempre più occupano e vivono in quel paese.

Il settore immobiliare, però, è anche il primario settore dove possono innescarsi bolle finanziarie e crisi economiche che poi, a macchia d’olio, possono poi riversarsi sugli altri settori dell’economia di un paese: è successo in Europa, è successo in USA e potrebbe succedere anche in Cina. 

Il gigante immobiliare cinese Evergrande Group ha ammesso martedì di essere sotto “tremenda pressione finanziaria” e potrebbe non essere in grado di far fronte ai suoi paralizzanti obblighi di debito: il titolo, ad un anno, segna una perdita monstre del -84.61% e le probabilità che possa dichiarare default sono adesso non basse.

1. Cosa sta succedendo?

Negli ultimi due giorni, manifestanti inferociti si sono radunati davanti alla sede della società, chiedendo di conoscere il futuro dell’azienda e dei loro soldi: si stima che 1,5 milioni di cinesi abbiano investito nelle costruzioni future di Evergrande, costruzioni che ancora non sono state neanche iniziate e che potrebbero non vedere mai la luce se l’azienda dovesse dichiarare default.

Bloomberg ha scritto martedì che la provincia cinese di Guandong aveva assunto un team di commercialisti ed esperti legali per studiare possibili ristrutturazioni di Evergrande, sebbene il governo regionale avesse rifiutato una richiesta di salvataggio. Alcuni analisti, ad esempio Sinoinsider, ritengono però che Pechino “non lascerà che Evergrande vada in bancarotta” poiché minerebbe la stabilità del regime. Ed il mercato, al momento, non sembra prezzare un rischio contagio.

Ma, si sa, all’inizio si è sempre ottimisti sul fallimento di un’unica azienda.

2. Da dove nasce la crisi?

Evergrande è cresciuto enormemente grazie allo spettacolare boom immobiliare cinese, nel quale l’azienda ha potuto completare qualcosa come 1.300 progetti commerciali, residenziali e infrastrutturali. 
Progetti finanziati, però, con una fortissima leva finanziaria, che ho portato Evergrande ha contrarre, nel tempo, qualcosa come 300 miliardi circa di dollari di prestiti.

Quando un’azienda contrae un forte indebitamento, si sa, entra in un vicolo di crescita elevata fin tanto che la sua redditività è maggiore del costo del debito e fin tanto che l’utile operativo copre abbondantemente l’onere del debito (servizio del debito). Quando però, da un parte, la redditività operativa cala e, dall’altra, l’onere del debito aumenta, le aziende con una forte leva finanziaria crollano come un castello di carta.

Evergrande ha iniziato a vacillare dopo che Pechino ha introdotto nuove misure nell’agosto 2020 per monitorare e controllare da vicino il livello del debito totale dei principali promotori immobiliari. L’azienda ha fatto affidamento sulle prevendite di immobili per finanziarsi e mantenere a galla le sue attività e la repressione ha costretto il gruppo a scaricare proprietà a sconti sempre più elevati.

La redditività (Operating Income) dell’azienda è così crollata, a fine 2020, del 50% rispetto al 2018 e il servizio del debito si è andato progressivamente riducendo, fin tanto che l’azienda stessa ha annunciato di essere in profonda crisi di liquidità.

 

 

 

3. Cosa potrebbe succedere adesso?

La scorsa settimana Evergrande è stata declassata da due agenzie di rating del credito e, lunedì, la Borsa di Shanghai ha sospeso le negoziazioni dell’obbligazione di maggio 2023 di Evergrande dopo che questa era scesa di oltre il 30%.

Il settore immobiliare, come detto, è uno dei principali motori della crescita cinese, responsabile del 29% della produzione economica, e qualsiasi fallimento di una società così importante avrebbe enormi ripercussioni. “Il crollo di Evergrande sarebbe il test più grande che il sistema finanziario cinese ha dovuto affrontare da anni“, ha affermato Mark Williams, capo economista asiatico di Capital Economics.

Al momento, il mercato sembra non prezzare la possibilità che il colosso cinese possa fallire, come detto, ma sicuramente un suo default potrebbe creare un terremoto finanziario sul sistema bancario cinese, fortemente esposto nei confronti di Evegrande. 

Come al solito, staremo a vedere, ma i cicli di crisi, legati all’eccessivo indebitamento, a cui vanno incontro le economie di mercato in fase di sviluppo, teorizzate da Minsky, non mentono mai.

Gabriele Galletta
Gabriele Galletta
investimentocustodito@gmail.com

Risk Manager e Analista Finanziario. Co-fondatore di Investimento Custodito, vi tiene aggiornati con le sue analisi delle borse.