10 Dic 4 metodi per non pagare tasse sulle plusvalenze dei tuoi ETF
4 metodi per evitare le tasse sulle plusvalenze
Gli ETFs sono lo strumento migliore per far crescere il tuo capitale nel tempo. Se li scegli in modo corretto, in base ai tuoi parametri e senza prenderti rischi specifici, puoi creare davvero notevole ricchezza, anche se parti da zero.
La tassazione sulle plusvalenze, però, è davvero una bella batosta e può impattare in modo notevole sul raggiungimento dei tuoi risultati, e in ogni caso ridurre pesantemente il tuo capitale, soprattutto se cospicuo e se hai ottime performance nel tempo. Vediamo come arginare questi effetti…
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Innanzitutto, capiamo meglio quando e quanto dovremo pagare di tasse sulle plusvalenze dei nostri investimenti.
Al momento del realizzo andrà versato il 26% dei tuoi profitti a titolo di imposta nel caso degli ETF, ugualmente ad altri strumenti finanziari, a meno che non siano classificati “a tassazione agevolata” come i Titoli di Stato, dove l’imposta è del 12,5%.
Il tuo capitale, pagando l’imposta dopo tanti anni di investimento, si ridurrà in modo incredibile.
Anche in fase di successione, i tuoi eredi si vedranno abbattere il capitale dall’applicazione della tassa sul Capital Gain.
Come evitare tutto questo rimanendo nella legalità?
Puoi evitare la tassazione con questi metodi…

#1: Mantieni fede alla tua strategia
Definisci un chiaro piano d’azione e portalo avanti nel tempo con pazienza, senza disinvestire i tuoi soldi, ma lasciando lavorare l’interesse composto.
Il vantaggio è duplice perchè:
- non realizzando il guadagno non ti verrà applicata la tassazione sul Capital Gain
- eviti errori dettati dal Market Timing, che, come dimostra questo paper qui sotto di Asness et al., brucia valore nel tempo – le valutazioni sono ottime per stimare i rendimenti attesi, ma pessime per fare Market Timing
Ciò presuppone ovviamente che tu abbia investito correttamente i tuoi soldi con rischi controllati e premiati sui mercati. Ma sotto questa condizione, la cosa migliore che tu possa fare è gestire con costanza e pazienza il tuo portafoglio senza continuare a cambiarlo in funzione dell’evoluzione dei mercati.
Se hai le giuste competenze e consapevolezza, puoi farcela assolutamente.
L’obiezione allora può essere: “Ma così non guadagno mai nulla”.
Sbagliato!
Il guadagno dipende dall’apprezzamento dei tuoi ETFs, non dal fatto che trasferisci o meno la liquidità sul conto corrente. Inoltre, se una volta venduti i tuoi titoli, devi reinvestire i tuoi soldi, la duplice operazione ti avrà solo fatto pagare le tasse…
…e sarai comunque esposto allo stesso rischio.

#2: Disinvestimento parziale
Però se questi soldi non li utilizzo mai, a cosa mi servono?
Il segreto è mantenerli investiti e goderne applicando il tasso sostenibile di prelievo in fase di decumulo, quando veramente ha utilità disinvestirli per sostituire la rendita al tuo precedente reddito.
Applicando cioè dei disinvestimenti parziali…
Prelevando ogni anno solo ciò di cui necessiti per sostenere il tuo tenore di vita, senza mai disinvestire tutto il capitale, riduci l’impatto della tassazione e la sposti in avanti.
Paghi cioè la tassazione solo sulla quota che vai a prelevare, non sull’intero capitale…capisci che l’impatto è ben diverso.
Mantenere il capitale investito anche in fase di Retirement è fondamentale anche per altre ragioni:
- gestione più efficiente del Longevity Risk
- il tuo capitale resta intatto nel tempo, non si esaurisce
- eviti forti costi opportunità
Sembra incredibile, ma puoi fare anche di meglio…
Potresti anche non pagare affatto le tasse sulle plusvalenze se applichi questo metodo avanzato che voglio spiegarti oggi, il quale ti permette inoltre di gestire al meglio il Sequence Risk.
E’ un trucchetto sconosciuto ai più, ma che può davvero avere enormi benefici…

#3: Debito perenne
Utilizzi la leva finanziaria per il tuo sostentamento annuale, senza disinvestire parte del tuo capitale ed aumentando i tuoi rendimenti.
Il debito aumenta nel tempo, è vero, ma affronterai in modo più resiliente le forti e durature crisi che, combinate al continuo prelievo, rischiano di portare il capitale troppo in basso.
Proprio ciò che dicevamo prima, il Sequence Risk viene gestito nel modo migliore.
Ciò cui fare attenzione è la crescita molto forte del rapporto debito/capitale soprattutto nei primi anni.
Come vedi, però, questa segue una curva concava, assestandosi verso il livello del 30%.
Ovviamente è una soluzione molto avanzata che va studiata con cura con una programmazione minuziosa, per non fare danni irreparabili. Qui la gestione ad hoc dei propri investimenti è ancor più decisiva.
Chiaramente devi far sì che il tuo capitale cresca in media più del tasso di interesse che vai a pagare, non puoi permetterti di sbagliare.
E poi, quando trasferisco i soldi ai miei figli cosa succede?

#4: Meccanismo di Step-Up
Qui ti stupirò ancor di più…nemmeno i tuoi eredi dovranno pagare la tassa sul Capital Gain se programmi per tempo la fase successoria, facendo risparmiare loro un sacco di soldi.
Questo metodo sarà veramente un boost alla tua creazione di ricchezza inter-generazionale…
In fase di successione il prezzo di carico su redditi diversi diventa quello alla morte del de-cuius, annullando di fatto la tassazione dovuta.
Il problema sta nel fatto che gli ETFs sono considerati redditi di capitale, quindi, le banche di default applicheranno la tassazione.
Ecco perchè per evitare questo inghippo, serve adottare strategie specifiche come il passaggio a regime dichiarativo e una difesa contro la tassazione all’atto di morte da sottoporre all’agenzia delle entrate, sostenendo che le plusvalenze su ETFs sono reddito da capitale per legge, ma non per sostanza.
Serve sostanzialmente attuare una chiara e precisa pianificazione fiscale, ampliando il perimetro dello Step-Up.
