5 strategie fattoriali da evitare sul tuo portafoglio

5 strategie fattoriali che sabotano il tuo portafoglio

 

I fattori di rischio ampliano enormemente l’universo investibile, permettendoci di creare portafogli più decorrelati e personalizzati.
Efficientiamo il portafoglio, rendendolo più evoluto e allineato ai nostri obiettivi sviluppando specifiche strategie ad-hoc.
Ma ci sono fattori di rischio e strategie fattoriali da cui stare alla larga…

Non tutti gli ETF fattoriali hanno un vero premio sui mercati, ed alcune strategie risultano ridondanti ed inefficaci…devi fare attenzione a scegliere con cura i tuoi investimenti azionari, perchè condizioneranno le tue performance, la tua resilienza ed efficienza nel tempo.

Queste strategie ad esempio non sono valide per diversi motivi…

1/5: High Dividend Stocks

 

Si tratta di un “finto” fattore di rischio, in quanto aziende a maggiore dividendo non è detto che rendano di più.

  • Non spiegano nient’altro che non sia già spiegato da altri fattori
  • Non rientrano in alcun modello fattoriale
  • Pagando alti dividendi, riducono il reinvestimento in azienda, segno di arrivo a una fase di maturità

Ma l’investitore è attirato dai dividendi considerandoli come rendimento extra, come riporta questo interessante paper che riporto in basso.
Le case di gestione approfittano di questo bias mentale con ETF studiati appositamente per attirare l’attenzione del pubblico meno informato, riuscendo ad aumentare le masse in gestione.

Solo marketing dunque, nessun fattore di rischio vero e proprio…

2/5: Small Cap

 

Il fattore size non è robusto e persistente a causa della forte presenza di aziende junk.

Messa in discussione:

  • Data Snooping Bias – rischio di trovare relazione casuale con esplorazione dati eccessiva
  • Bias di sopravvivenza – non si tiene conto di aziende fallite

Potrebbe non garantire quindi le sovra-performance che ci si potrebbe aspettare data la maggiore rischiosità.

Ma può essere “salvato”, se…

Correggiamo il fattore size

 

Le Small Cap recuperano consistenza se le correggiamo per il valore o per la qualità.

In questo caso si dimostrano un fattore che introduce forte decorrelazione in una strategia fattoriale e che riduce fortemente il tempo necessario a recuperare le perdite.

Le Small Cap Value eliminano la presenza di aziende growth a prezzi elevati, principali responsabili dell’inconsistenza del fattore size.
Le Small Cap Quality, d’altro canto, estirpano il problema alla radice, eliminando le aziende “spazzatura”, in funzione del criterio con cui vengono selezionate, la qualità per l’appunto.

L’unico limite è l’offerta di ETF, inesistente per una diversificazione globale.
Dobbiamo accontentarci in questo caso di assumerci il rischio calcolato USA.

3/5: Value

 

L’utilizzo di una strategia azionaria solo Value è inefficiente perchè può portare ampi costi opportunità nel lungo periodo.

Il problema fondamentale è relativo alla Value Trap. Rischiamo infatti di incorrere in aziende in declino, sottoprezzate perchè di scarsa qualità, e non semplicemente “penalizzate dal mercato”.

Correggendo per la qualità riduciamo il problema, ma non lo eliminiamo.

In alcuni recenti studi, non viene nemmeno considerato un reale fattore, ma una manifestazione secondaria dei prezzi, utile ad agire come correttore dei prezzi.

Per TC<0,7, infatti, può correggere strategie caratterizzate da elevati prezzi di acquisto, riducendo l’impatto delle valutazioni attuali su E(r).

Inoltre, permette di ridurre la ciclicità dei premi e offrire una decorrelazione importante rispetto a fattori come Quality e Momentum. Per elevate quote di Equity il suo utilizzo può diventare cruciale.

Non è sbagliato dunque all’interno di alcune strategie specifiche, ma da solo va evitato.

4/5: Quality + Momentum

 

Hanno origini e spiegazioni differenti:

  • Q-Factor Model non contempla MOM
  • Six Factor Model non contempla QMJ

Abbiamo in questo caso due fattori caratterizzati da:

  • ridondanza
  • alta correlazione
  • azioni a prezzi molto elevati

Sono due fattori robusti, ma solitamente non ha senso intraprendere entrambe le strade, perchè vanno nella stessa direzione, seppur in modalità diverse.

Il Momentum infatti risponde alla teoria del rischio, mentre il Quality si basa su un’anomalia di mercato.

Ma una delle spiegazioni dell’extra-performance del QMJ potrebbe essere proprio l’esposizione implicita al MOM, motivo per cui diventano ridondanti.

5/5: Value + Min. Volatility

 

I due fattori vanno a diversificare la tua componente azionaria riducendo la volatilità e limitando i prezzi.
Ma insieme, rischiano di ostacolarsi, facendoti perdere tutti i momenti di forte crescita sui mercati.

Oltre a mancare i forti rally azionari, potresti avere una forte sotto-performance per lunghi periodi, come avvenuto per entrambi i fattori negli ultimi 10-15 anni.

Per quanto riguarda l’impatto dei prezzi d’acquisto su E(r), il problema sta nel fatto che vanno nella stessa direzione, riducendolo grazie a:

  • prezzi bassi, per il fattore Value
  • ridotta dispersione dei rendimenti, per il Minimum Volatility

Può essere valido quindi solo per orizzonti molto limitati.
Altrimenti meglio optare per uno solo dei due. A seconda del tuo Time Decay, prediligi Value per orizzonti brevi e Min.Volatilty per periodi lunghi.

L’evoluzione del tuo portafoglio implica evoluzione delle tue competenze

 

I fattori di rischio costituiscono un terreno avanzato della finanza che va tastato con cognizione di causa, comprendendone le logiche sottostanti.

Addentarsi “al buio” significa semplicemente seguire la moda ed esporsi al rischio di non sostenere nel tempo la strategia sviluppata.

I fattori evolvono a un livello superiore il tuo PTF solo se segui principi specifici dettati da una profonda conoscenza della materia.

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.