10 Gen Strategia dinamica durante la stagflazione. Cosa comprare?
Strategia passiva, ma dinamica
Quali asset dobbiamo comprare in un contesto stagflattivo?
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Come abbiamo sempre detto, il portafoglio va costruito sulla base dei propri obiettivi e propensione al rischio.
Di conseguenza non dobbiamo comprare un’asset class solo perchè ci troviamo in un determinato scenario economico per poi scaricarla successivamente.
Compiendo queste operazioni andremmo a fare gestione attiva vanificando di fatto l’efficienza stessa degli ETF.
Ma una volta costruita la parte core del portafoglio, che deve rimanere invariata indipendentemente da come si muovono l’economia ed i mercati, cambiando solo in funzione dei nostri obiettivi, un approccio più dinamico può essere strutturato in piccole percentuali nel portafoglio satellite.
In particolare, in piccola percentuale, possiamo esporci a determinate asset class in funzione dello specifico contesto economico che stiamo vivendo.
Oggi vediamo quello stagflattivo e valutiamo cosa possa avere senso inserire…

Le Commodities come asset secondario
In un contesto di inflazione molto elevata sappiamo bene come possano soffrire le azioni ed i bond nominali.
Asset class alternative aiutano a vivere più serenamente questa fase, che, non dimentichiamoci, può rivelarsi molto più lunga di quanto si possa pensare.
Ma avendo un approccio più dinamico cercando di efficientare il portafoglio senza andarlo a snaturare, cosa possiamo fare?
Sicuramente le Commodities possono essere inserite in portafogli core che non le prevedano come asset primario, per andare a sfruttare quel potenziale rendimento che ottengono proprio grazie all’inflazione elevata.
Attenzione: parlando di asset secondari facciamo riferimento all’inserimento di asset class che possono performare meglio in un determinato scenario economico.
La necessità di protezione non entra in gioco in questo caso, o comunque a livello marginale.
Se avessimo davvero necessità di protezione dalla fiammata inflazionistica, le Commodities dovrebbero andare a costituire parte del nostro portafoglio core.
E i titoli energetici invece?

I titoli energetici
Le aziende impegnate nel settore energetico sicuramente beneficiano dell’incremento dei prezzi delle materie prime, in particolare dei combustili.
Infatti vendendo proprio prodotti legati all’energia aumentano i ricavi grazie all’aumento dei prezzi.
Si è visto come nell’ultimo periodo stagflattivo le aziende petrolifere abbiano reagito molto bene alla crisi da inflazione.
Ma vediamo cosa succede se la domanda si fiacca…

Difficoltà delle aziende energetiche
L’aumento dei prezzi delle materie prime innalza il prezzo dei prodotti derivati aiutando il comparto energetico.
Tuttavia è normale che la domanda dei consumatori possa ridursi proprio in funzione dei prezzi troppo elevati che devono sostenere sull’energia.
Chiaramente non sempre è possibile, essendo un bene fondamentale per la vita quotidiana, ma cercheranno di risparmiare maggiormente anche su di essa. O comunque, alcune aziende trovandosi in difficoltà ridurranno la produzione ed il consumo.
La domanda di energia si ridurrà di conseguenza.
Quindi i titoli energetici vanno bene sì o no?

Quando sovraperformano?
Sicuramente possono aiutare la componente azionaria ad avere maggiore stabilità bilanciando il poderoso calo di altri settori.
Una performance aggiuntiva è ragionevole aspettarsela, quindi possono essere un asset secondario utile da inserire in portafoglio.
Dal momento in cui l’inflazione inizia a crescere con un’economia ancora forte queste aziende possono sovraperformare il mercato, e tutto il settore energetico può continuare a spingere anche se il PIL inizia a calare.
Ma se si affronta un’iperinflazione importante, le aziende energetiche potrebbero comunque iniziare a limitare la crescita a causa della domanda in calo e della prospettiva di innalzamento dei tassi…

Il ruolo delle aspettative
Ricordiamoci che si tratta sempre di aziende, dunque per esse è importante riuscire a vendere non solo ad alti prezzi, ma anche in quantità elevate. Inoltre, indebitarsi per fare nuovi investimenti costerà sempre di più.
D’altra parte però non avremmo in portafoglio asset improduttivi e legati all’effetto Contango come le Commodities.
In linea di massima, dunque, i titoli energetici possono andare bene come asset secondari in fasi stagflattive per cercare di ottenere un’extra-performance sul comparto azionario, migliorandone l’efficienza.
Ma possono risentire delle prospettive future di riduzione della domanda e aumento dei tassi dovute all’iperinflazione.
In fasi di inflazione crescente i titoli energetici possono fare anche meglio delle materie prime ottenendo maggior rendimento. A livelli troppo alti di inflazione, l’asset migliore rimangono comunque le Commodities.

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In conclusione, gestire in modo dinamico un portafoglio può essere utile ad ottenere un minimo di rendimento in più.
Ma non è assolutamente ciò su cui ti devi concentrare per la realizzazione dei tuoi obiettivi.
Il portafoglio core mira al raggiungimento degli stessi in funzione della tua propensione al rischio.
Poi, ognuno di noi può decidere se adottare un approccio totalmente passivo o se avere una strategia dinamica movimentando piccole percentuali del portafoglio in funzione del cambiamento di scenario macro.
In ogni caso le conoscenze e competenze in materia fanno la vera differenza!
Se vuoi realizzare i tuoi sogni devi formarti ed essere consapevole del progetto di investimento che porti avanti costruendo il portafoglio migliore per te.
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