16 Lug Guida definitiva: come stimare i rendimenti del tuo portafoglio
Come stimare i rendimenti dei tuoi investimenti
Per investire in modo consapevole seguendo una chiara strategia, devi avere ben chiaro il rendimento atteso dei tuoi investimenti, altrimenti stai lasciando il tuo futuro finanziario al caso.
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Se non sai quanto sia l’E(r) del tuo portafoglio, c’è un problema.
Non stai governando il tuo progetto di investimento, ma stai investendo solamente sperando di guadagnare qualcosa, senza un vero fine.
In realtà il tuo portafoglio dovrebbe essere il riflesso dei tuoi obiettivi finanziari.
La crescita del capitale è funzionale a raggiungere obiettivi di vita, per questo è così importante l’investimento!
Devi padroneggiare i tuoi investimenti quindi, ma puoi farlo solo se i tuoi ETFs hanno un reale premio per il rischio.
E non tutti gli investimenti hanno un premio…

Elimina il rischio specifico
Secondo il CAPM abbiamo due forme di rischio:
- Rischio specifico – relativo alla specifica azienda – diversificabile
- Rischio sistematico – relativo al mercato stesso – ineliminabile
Diversificando a livello globale, possiamo assottigliare il rischio specifico fino ad eliminarlo, esponendoci solo al rischio di mercato (Beta).
Il rischio sistematico ci da un rendimento atteso affidabile e consistente nel tempo, dato dall’Equity Risk Premium.
Prendendoti rischi specifici, invece, non saprai mai quanto attenderti, perchè fai una scommessa.
Stai prevedendo, senza fondamenta, che un settore, Paese o azienda sovraperformi il mercato, ma questo non lo puoi sapere.
Investendo così, continui a seguire le mode, entrando in ritardo e prendendoti mazzate che non sei in grado di gestire, come quella vissuta da chi si era esposto agli ETFs sull’energia rinnovabile nel 2021 a prezzi molto elevati. Nonostante la crescita dei mercati azionari, questi ETFs hanno continuato a perdere e non si sono più ripresi.
Un tipico esempio di rischio specifico che ha fatto parecchi danni.
Ma oggi ovviamente ci sono altre mode, come IA, Blockchain, Robotica.
E tanti altri investitori che purtroppo si prendono rischi importanti non ripagati sul mercato, pagando oltretutto carissime le loro azioni, senza valutarne il rischio.

Come calcoliamo il rendimento atteso?
Secondo il CAPM, l’unico portafoglio efficiente è il portafoglio di tangenza M, che si trova sulla frontiera efficiente.
L’Equity Risk Premium può essere conseguentemente considerato pari a:
- ERP = Rm-Rf
Il premio di mercato storico è quindi il primo elemento per stimare il rendimento atteso.
Quali sono gli altri due?

Beta e Cape Shiller
Ci sono altri due indicatori che vanno presi in considerazione quando si ha TC corretto < 0,7.
L’esposizione al Beta in particolare è importante perchè alcuni indici deviano dal movimento di mercato, ampliando o smorzando il rischio.
Questi hanno un Beta più elevato (basso) e quindi volatilità maggiore (minore).
E(r) dipende però anche dal livello delle valutazioni, espresso dal CAPE Shiller.
Questo indicatore ci indica il rapporto P/E aggiustato per l’inflazione, dicendoci quanto sono care le azioni al momento attuale.
Attraverso il CAPE possiamo trovare i rendimenti attesi nei prossimi 10 anni:
- E(CAPE) = 1/CAPE
A seconda del livello del CAPE, avremo E(r a 10 anni) inferiori o superiori alla media storica.
Applica comunque un margine di tolleranza ottenendo Worst Case Scenario e Best Case Scenario.
Ora che abbiamo i tre elementi fondamentali che influenzano il rendimento atteso, possiamo procedere al suo calcolo…ma c’è un altro fattore da considerare…

3+1 determinanti di E(r) sulle tue azioni
La finanza è andata oltre il CAPM, scoprendo l’esistenza di altri fattori oltre il Beta che spiegano la creazione di rendimento.
Il rendimento atteso sulle tue azioni, di conseguenza, può essere la risultante di una media sulla quale ha un peso anche la Factor Exposure:
- E(r) = (r(s) + r(β) + r(CAPE)) /3
L’E(r) sulle tue azioni è dato quindi da:
- Rendimento storico r(s)
- Esposizione al rischio sistematico r(β)
- Rendimento dato dal CAPE Shiller
- Esposizione a fattori di rischio diversi dal Beta (inglobato nell’r(s))
E sulla componente non azionaria come funziona?

Asset class produttive
Dobbiamo necessariamente distinguere da asset class produttive e non.
Le obbligazioni hanno flussi di cassa attesi nel futuro, perciò la stima del loro E(r) sarà affidabile, come per le azioni.
Per calcolare E(r) dei Bonds consideriamo 3 diverse componenti:
- Risk Free – Tasso di inflazione nel lungo periodo
- Term Premium – Allungando la duration ci prendiamo un rischio aggiuntivo che sarà premiato
- Credit Risk – Bonds a più basso rating sono più esposti al rischio default, e quindi avranno E(r) più alto
Partiamo dai Bonds risk free a breve duration (Cash) per poi aggiungere rischio duration e di credito
- E(r) = 2% + r(duration) +r(credito)
L’Yield to Maturity, comunque, costituisce una buona proxy del rendimento atteso sui bonds.
Su assets improduttivi, invece, le stime sono più aleatorie perchè non vi è un flusso di cassa atteso…

Asset class non produttive
Non esiste un vero premio per il rischio, perchè non producono nulla di utile alla società.
Parliamo di assets che hanno un valore solo perchè siamo noi ad attribuirglielo. Questo vale ia per metalli che per materie prime.
Possono coprire l’inflazione di lungo periodo (2%), ma anche fare molto di più, come il caso dell’oro negli ultimi decenni.
Ma non puoi attenderti la stessa crescita anche per il futuro. Sarebbe ottimistico e privo di rigore scientifico.
Dobbiamo essere prudenti senza eccedere nella sua stima del rendimento.
Sicuramente coprirà la svalutazione monetaria essendone il contraltare per eccellenza.
Sappiamo inoltre che è un’asset percepito dagli investitori come riserva sicura di valore, ma ciò non giustifica il fatto che possa rendere di più.
Quindi, non va inserito in portafoglio per il suo rendimento, ma solamente a scopo protettivo, grazie alla sua capacità di diversificare e decorrelare in specifici scenari.
In particolare negli scenari inflattivi in cui si mostra correlazione positiva tra Equity e Bonds.
Ora che hai le idee più chiare, per stimare l’E(r) del tuo portafoglio, ruba il mio processo…

Segui questi 3 step fondamentali
- Calcola E(r) delle asset class produttive nel Worst e Best Case Scenario
- Valuta l’inserimento in portafoglio di Gold e Commodities con E(r) stimato prudenzialmente al 2%
- Fai una media ponderata dei E(r) delle asset class per ottenere E(r) del tuo portafoglio
In questo modo saprai esattamente quanto attenderti dal tuo portafoglio, e che capitale puoi raggiungere grazie ad esso, smettendo di investire a caso, ma seguendo invece un approccio oggettivo e scientifico.
Per una stima ancora più corretta simula diversi scenari in modo tale da non essere viziato dai soli rendimenti storici.
Se il tuo E(r) simulato è in linea al tuo RMN, avrai un’affidabilità ancora più forte sul tuo progetto di investimento e potrai dire di aver davvero pianificato al meglio, senza lasciare nulla al caso.
