Rischio cambio: 4 fattori che stai sottovalutando

Come gestire il rischio cambio

 

La copertura dal cambio è un tema spesso trascurato o considerato in modo scorretto. Si pensa di coprirsi quando non si dovrebbe, andando incontro a inefficienze nel lungo periodo.
Ma ci sono casi in cui l’hedge è molto utile e doveroso. Cerchiamo di fare chiarezza…

Il rischio cambio, aumenta la volatilità del tuo portafoglio. Questo perchè sei esposto non solo alla natura dell’asset su cui investi, ma anche alle oscillazioni del rapporto di cambio.

Ci riferiamo principalmente al Dollaro, essendo la valuta prevalente nei portafogli, ma non solo…

Ma come ci copriamo? E soprattutto, quando?

L’Hedging su ETFs

 

L’Hedging è una pratica avanzata di copertura da un determinato rischio.
Essa deriva dall’utilizzo di contratti derivati come opzioni e futures.

Ad esempio viene utilizzata per l’acquisto di materie prime per evitare determinate fluttuazioni di prezzo. In questo modo le aziende possono programmare la loro produzione in modo più agevole, riducendo i rischi.

Ma possiamo usare la pratica di hedging anche sui nostri ETFs.
In particolare può essere molto utile per ancorare la valuta, e liberarci del rischio cambio.

Ma, come detto, non ha sempre senso hedgiarsi!

Vediamo 1 caso in cui è efficiente e altri 3 in cui è dannoso…

#1 Azioni: NO Hedging

 

Sulle aziende che operano a livello internazionale, opera il meccanismo automatico di compensazione dei cambi.

Perchè vendono prodotti e servizi in tutto il mondo e in diverse valute, riuscendo a compensare eventuali svalutazioni. Hanno un business diversificato a livello globale.

Il cambio impatta sui rendimenti, ma le azioni offrono una protezione implicita vendendo prodotti globalmente diversificati

Ad esempio, pensiamo al caso di un investitore europeo che investe in azioni Apple, azienda che vende smartphone e altri prodotti tecnologici in tutto il mondo:

  1. Apple vende i suoi prodotti in Europa, in Euro
  2. Il Dollaro si svaluta rispetto all’Euro
  3. L’azienda riporta un aumento dei ricavi nel bilancio in USD

Ipotizzando la svalutazione strutturale, sulle tue azioni Apple potrebbe esserci un impatto positivo, perchè si registra un entrata più elevata in USD.
Questo può andare a compensare la svalutazione strutturale che farebbe perdere valore alle tue azioni in quanto investitore europeo.

Ma devi considerare anche un aspetto importante…

Non funziona nel breve periodo

 

Chiaramente una forte esposizione ad una valuta condiziona la volatilità e la performance delle tue azioni.
Investimenti globali attualmente molto esposti al Dollaro saranno esposti al rapporto di cambio.

Nel breve termine è normale soffrire l’effetto della svalutazione, come abbiamo visto quest’anno in maniera significativa.

Ma le azioni si inseriscono in portafoglio per il lungo periodo.
E nel lungo l’impatto del cambio è residuale, ma coprendoti avrai sottoperformance dovute all’eliminazione del meccanismo di compensazione automatica.
Per questo non devi hedgiarti!

E sui Bonds invece?

#2 Hedging su Bonds

 

Utilizzare Bond Globali o Americani in valuta estera potrebbe essere un problema:

  • Il cambio può andare a condizionare parecchio i rendimenti (anche perchè molto più bassi rispetto a quelli azionari)
  • Inoltre va ad aumentare la volatilità su un asset deputato alla protezione del portafoglio
  • Ma soprattutto, rischia di annacquare la protezione che richiediamo dai bonds; proprio nel momento in cui esigiamo un apprezzamento del nostro Bonds, potremmo trovarci privi di protezione, a causa di una svalutazione del dollaro

La svalutazione, quindi, impatterebbe molto sul nostro Bond in USD.
Allora ha senso utilizzare l’Hedging in questo caso.

E non essere spaventato dal fatto di perdere rendimento, perchè nel lungo periodo vige una regola importante…

Parità coperta dei tassi

 

Con l’Hedging riportiamo i rendimenti esteri a quelli europei, a parità di rating.

Un Treasury nel lungo periodo renderà quanto un bund tedesco, anche se il suo tasso di interesse è attualmente più elevato.

Questo perchè la differenza dei tassi viene coperta dalle aspettative sul cambio e sul tasso di inflazione atteso nell’area considerata.

“Il costo” dell’Hedging qui sarà positivo o negativo se il rendimento della valuta estera sarà “abbassato” o “alzato”.

Quindi non guadagnerai di più, nè perderai valore.

Semplicemente ti sarai esposto ad altri Titoli di Stato, ma riportando il rendimento a quello dei Paesi Europei.
Il vantaggio sta nell’effettuare una maggiore diversificazione. Per questo i Bonds Globali Hedgiati possono essere una buona alternativa ai Governativi Europei!

Ma fai attenzione, perchè questo concetto non vale su tutti i bonds…

#3 Emerging Bonds: NO Hedging

 

Il rischio maggiore in questo caso è dato dalla ridenominazione del debito.
La svalutazione della moneta è un fattore di rischio importante nel rendimento atteso degli EM Bonds.

Inoltre, non è l’unico fattore e, oggi, non puoi bloccare solo il tasso di cambio per appianare i rendimenti
Con la conseguenza che la parità coperta dei tassi non funziona.

EMB risk = Country Risk + Corporate Risk + Redenomination Risk

Coprirsi dal cambio in questo caso sarebbe inutile perchè andresti ad eliminare gran parte del rischio per cui vieni ripagato. A quel punto verrebbe meno il senso di investire in EM Bonds.

E invece con l’oro, come devi comportarti?

#4 Gold: NO Hedging

 

Gold e Commodities sono quotati sempre in USD.
Vedremo quindi fluttuazioni dovute anche al rapporto di cambio, è inevitabile.

Non esiste in questo caso un meccanismo di compensazione uguale alle azioni.
E non esiste a “pronti” un metodo per bloccare rendimenti certi come nel caso dei bonds.

Ma hedgiarsi nel lungo periodo porta più problemi che benefici. Infatti:

  • Il Dollaro può offrire ulteriore protezione e decorrelazione nei momenti di crisi. Andando ad hedgiarti, vai ad eliminare una componente importante di protezione e decorrelazione che desideri dall’asset
  • L’hedgiatura mostra inefficienze nel lungo periodo

Sull’oro e materie prime, non abbiamo un rendimento “certo”, come sui bonds.
Ed ogni volta che i redimenti sono incerti, l’Hedging non riesce a creare un valore “controllabile”, diventando casuale. Ecco perchè è auspicabile evitare l’hedgiatura sull’oro.

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.