08 Ago Una rendita da 3.000€ al mese: 8 metodi per ottenerla
Creare una rendita da 3k al mese
Un mio cliente vuole iniziare a vivere di rendita oggi e mi ha chiesto come fare. Ci sono diversi metodi ovviamente, ma solo alcuni sono veramente efficienti e ti permettono di evitare grossi rischi, gestendo al meglio le tue finanze. Ma andiamo per gradi…quanto bisogna avere per vivere di rendita?
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Sicuramente per riuscire a vivere grazie al proprio capitale, bisogna assicurarsi di avere una quantità sufficiente a mantenersi annualmente.
Per far sì che ciò sia possibile è necessario investire i propri risparmi per farli crescere nel tempo.
Devi far lavorare i tuoi soldi. Dapprima affiancheranno il tuo lavoro, fino a sostituirlo completamente o parzialmente quando sarai effettivamente in grado di sostenerti grazie al tuo capitale.
Questo mio cliente 43enne, aveva un capitale di 1 milione di euro, e voleva trarre da oggi una rendita di 3K al mese, avendo investito fino ad ora in questo portafoglio.
Vivere di rendita in questo caso è possibile se si struttura e pianifica al meglio il proprio progetto e le conseguenti scelte finanziarie.
Ma come trarre questa rendita? Che metodi e strumenti utilizzare?
Analizziamo 8 metodi con cui questo cliente potrà crearsi la rendita, e che potrai utilizzare anche tu.

“Faccio Cash Out e vivo con quei soldi”
Disinvestire il capitale prelevando mensilmente 3k è senza dubbio la soluzione più semplice, ma anche la peggiore!
In questo modo si esporrebbe a 3 problemi enormi:
- Distruzione di valore rimanendo investito solo in Cash – il capitale non si ricostituisce nel tempo ed avrà sempre meno soldi
- Esposizione completa al Longevity Risk: dopo circa 27 anni finirebbe i soldi – se vivesse più a lungo cadrebbe in totale povertà, senza alcun risparmio
- Se anche gli bastassero i soldi, comunque non lascerebbe nulla in eredità, avendo “bruciato” il suo capitale
E’ una soluzione semplice, ma altamente rischiosa per il suo futuro e quello della sua famiglia.

Titoli di Stato
Ci sono diversi problemi in questa soluzione.
In primis, espongono a un forte Reinvestment Risk. Non è detto, infatti, che al momento della scadenza il cliente riesca ad investire agli stessi tassi. Potrebbe essere costretto a reinvestire a tassi molto più bassi.
Ed il problema è che tassi molto più bassi magari non gli permetterebbero di ottenere la rendita desiderata.
In secundis, la loro funzione di protezione all’interno di un portafoglio diversificato muta man mano che passa il tempo, perchè si accorcia la duration.
Inoltre, per quanto si possa avere tassi soddisfacenti sui Titoli di Stato in determinate situazioni, in media saranno piuttosto bassi, e quindi il capitale sarebbe in ogni caso insufficiente a sostenere una rendita di 3k, mantenendo un portafoglio diversificato.
E’ dunque una soluzione percorribile solo da chi ha grossi patrimoni e desidera una rendita percentuale molto bassa.
Sono comunque percorribili soluzioni più efficienti.

High Yield Bonds
Hanno una cedola molto elevata, in funzione del loro alto rischio di credito denotato dal loro rating (junk bonds).
Una fetta importante del portafoglio verrebbe investita in bonds “spazzatura”.
Inoltre, hanno una forte correlazione col mercato azionario, pur essendo obbligazioni. Non proteggono certamente negli scenari di crisi.
C’è da aggiungere poi che il rischio reinvestimento è sempre presente e che Sequence e Longevity Risk non vengono ottimizzati al meglio nel tempo.

Comprare casa e metterla in affitto
Mettere in affitto un immobile presuppone l’aver investito una buona parte del capitale in una singola attività.
Ciò va contro il principio di diversificazione.
Se anche riuscisse ad incassare costantemente l’affitto, non è detto che il suo investimento si rivaluti nel tempo.
Ciò dipenderà da vari fattori. Non ha la stessa affidabilità che può avere su un investimento diversificato sui mercati, proprio perchè si tratta di un rischio specifico.
I costi di gestione e manutenzione, poi, sono elevati, così come il tempo richiesto da dedicarci.
Tutto ciò fa sì che il tasso di insuccesso sia molto elevato, considerata la forte variabilità e casualità, connessa agli elevati rischi.

Azioni ad alto dividendo
Anche in questo caso, si tratta di una scelta azzardata.
Si esporrebbe così a rischi specifici enormi. Sarebbe fortemente dipendente dall’andamento di quelle specifiche società.
Anche se investisse tramite ETF diversificati, andando ad acquistare effettivamente un numero abbastanza rilevante di titoli, escluderebbe a priori una fetta importante di mercato.
E sappiamo bene come il mercato sia guidato spesso e volentieri dalle performance di pochi titoli.
I Dividendi non sono un fattore di rischio e creano forte illusione.
Spesso gli investitori vedono il dividendo come un elemento aggiuntivo di rendimento, quando invece viene staccato dal valore dell’azione.
Non basta che le azioni stacchino un dividendo, devono riuscire anche a crescere nel tempo. Ma non essendo un fattore di rischio, non puoi averne affidabilità.

ETF diversificati a distribuzione
Ogni anno pagano un dividendo che rappresenta una parte dei guadagni dei sottostanti (l’altra viene accumulata nell’ETF).
Questa può essere una strategia perseguibile, ma:
- Serve un patrimonio più elevato per garantire una rendita di 36k annui, perchè gli ETF non distribuiscono solitamente una quota importante in dividendo (come puoi vedere in questo ETF riportato in figura)
- Il cliente dovrebbe comunque destrutturare il portafoglio anticipando la tassa sulle plusvalenze per intero, e ciò impatterebbe fortemente sul suo capitale a disposizione
Anche in questo caso, Sequence e Longevity Risk non vengono ottimizzati al meglio, soprattutto a causa del fatto che il capitale viene abbattuto dalla tassazione.
D’altra parte non sarebbe nemmeno utile utilizzare a priori, in fase di accumulazione, questo metodo, perchè sul comparto azionario, avere ETF a distribuzione va a depauperare il rendimento.

Metodo del tasso di prelievo
Prelevando annualmente il capitale necessario per vivere, quello restante rimane investito, continuando a macinare profitti.
In questo modo il cliente riuscirebbe a mantenere il portafoglio diversificato che aveva strutturato, con un E(r) e rischio definibili a priori.
I vantaggi di questo approccio sono molteplici:
- Gestione ottimale del Sequence e Longevity Risk, grazie ad un portafoglio diversificato che permette però una rivalutazione nel tempo. Ciò permette di lasciare intatto a livello nominale o reale il capitale, senza rischiare certamente di “finire i soldi”
- Il capitale si rivaluterà nel tempo, lasciando un’eredità sostanziosa. Tutto ciò che ha accumulato verrà trasferito generando ricchezza intergenerazionale
- Posticipa il pagamento delle imposte grazie ad un prelievo parziale. La gran parte della tassazione viene continuamente posticipata al futuro

Metodo del debito perenne
La rendita viene creata attraverso il prestito della banca, ponendo a garanzia il proprio capitale.
Il capitale si rivaluta molto di più, come puoi vedere nel grafico qui sotto. Tuttavia il debito cresce esponenzialmente e va saputo gestire, per non farsi male.
Aumenterebbe i suoi rendimenti attesi assumendosi più rischi, ma avrebbe una crescita più ampia e veloce, sfruttando tutta la potenzialità del debito come acceleratore della ricchezza.
In questo modo, inoltre, potrebbe non pagare mai le tasse, perchè non venderà mai i suoi titoli, continuando a rimandare il rimborso del debito.
E applicando il meccanismo di Step-Up, potrebbero non pagarle nemmeno i suoi eredi, aggiornando il valore di carico al momento della dipartita del decuius, annullando di fatto la plusvalenza.
Creerebbe così un immenso valore intergenerazionale, trasferendo un capitale molto più ampio agli eredi.
