E’ in arrivo una recessione? Ecco cosa stai sottovalutando

Il mercato sta scontando una recessione?

 

Negli ultimi giorni si è impennata la volatilità a causa dell’inasprimento della guerra commerciale con l’avvio dei dazi. La situazione di incertezza ha spaventato gli investitori, ma questo calo è soltanto una correzione o può essere il presagio di una nuova recessione?

L’S&P500 dai massimi ha perso oltre il 20%, a seguito del cambiamento del sentiment di mercato, derivante dalla psicologia degli investitori.

Il mercato è guidato dalle aspettative degli operatori circa gli utili societari, l’attività economica, i tassi d’interesse e l’inflazione.

L’avvio dei dazi, addirittura più ingenti di quanto ci si aspettasse, ha alimentato forte incertezza tra gli operatori. Una situazione di instabilità, del resto, non fa certo bene alla crescita dei listini azionari e alla crescita economica stessa.

Ma cos’è successo in passato?

Correzioni e recessioni

 

Quasi ogni grande recessione è stata anticipata dal mercato azionario. Questo, infatti, non è scollegato dall’economia reale, ma ne rappresenta un’anticipazione, essendo guidato dalle attese.
Di conseguenza tende ad anticipare l’economia reale di 6-12 mesi.

Nel 2000, in piena bolla dot.com, il mercato ha iniziato a scendere mesi prima del riconoscimento ufficiale della recessione del 2001.
Stessa cosa nella Grande Crisi del 2008, nella quale i mercati hanno scontato la recessione quasi un anno prima (dicembre 2007).

E il Covid nel 2020 ne è un altro esempio. L’attività economica ha rallentato pesantemente fino addirittura a bloccarsi con il lockdown, ma i mercati hanno scontato il tutto settimane prima.
E con l’avvio del lockdown, pur essendo crollati ulteriormente, hanno scontato le difficoltà di ripresa future da un blocco dell’economia senza precedenti.

Il “problema” è che non tutte le correzioni anticipano una recessione…

Correzioni e rialzi azionari

 

Correzioni superiori al 10% si verificano in media una volta l’anno, facendo crescere le preoccupazioni per un mercato orso.

Osservando i dati storici a partire dal 1980, come puoi vedere qui sotto, il mercato azionario sale il 73% del tempo e manifesta una correzione mediana del 10%; il guadagno mediano, invece, si attesta sul 13%.

Vista la frequenza delle correzioni, è logico dedurre che non tutte le flessioni vadano ad anticipare una recessione: ad esempio…

Guerra dei dazi nel 2018

 

La preoccupazione per la guerra commerciale aveva spinto i listini azionari verso il basso.
L’S&P500 ha chiuso il peggior anno dall’inizio del mercato rialzista nel 2009 registrando una flessione del 6%, ma con una correzione dai massimi del 20%.

Eppure l’indice USA è tornato a salire prepotentemente l’anno seguente registrando un +29%.

Chi avesse deciso di uscire dai mercati nel 2018 prima di una potenziale recessione mai avvenuta, avrebbe commesso un grande errore, e si sarebbe sicuramente mangiato le mani negli anni a venire, vista la corsa incredibile del mercato azionario.

Cosa ci insegna tutto questo?

Ritorno alla media

 

Le quotazioni azionarie possono deviare temporaneamente dalla crescita economica, ma nel medio-lungo termine si riallineano ad essa.
Ma non ogni ritorno ai fondamentali anticipa una recessione.

Il ritorno alla media è un principio cardine sui mercati che si manifesta in associazione all’effetto Momentum.
I mercati tendono a seguire un trend, ma nel lungo periodo, tornano alla loro media, che ne definisce il premio atteso.

Oggi assistiamo ad una situazione di incertezza a causa di:

  • Conseguenze sull’attività economica che porteranno i dazi
  • Inflazione persistente, che seppur in discesa, rimane comunque vischiosa, e riduce le possibilità di manovra delle BC
  • Valutazioni che, per quanto siano scese, rimangono tutt’ora elevate. Servirebbe un calo poderoso per riportarle alla loro media storica

Ma oggi è probabile una recessione?

Cosa dicono gli indicatori?

 

Qualsiasi indicatore tu possa analizzare, sarà in ritardo rispetto al mercato, perchè si basa su dati passati.

Ma lo spread creditizio tra junk bonds e Titoli di Stato risk free, è uno degli indicatori più tempestivi.
Sebbene sia in lieve aumento, ciò è coerente con una correzione, più che con una recessione.

Inoltre, le stime degli analisti vedono attualmente una crescita degli utili del 16% per il 2026.
Fonte: Real Investment Advice, “The Stock Market Warning of a Recession?”.

Ma se le previsioni dovessero peggiorare, un calo più profondo potrebbe essere giustificato.

Allora, più che prevedere la prossima recessione e modificare il nostro portafoglio all’occorrenza, dovremmo concentrarci sulla sua resilienza, contrastando i cali del mercato con la diversificazione.

In particolare puoi utilizzare queste due asset class…

ETF monetari e…

 

La volatilità è il prezzo da pagare per avere mercati aperti tutti i giorni. Ma le valutazioni giornaliere non esprimono il vero valore aziendale.
Il valore intrinseco di un azienda è motivato dai suoi flussi di cassa futuri e dalle aspettative di crescita.

La volatilità porta il prezzo a deviare dal valore intrinseco.
D’altra parte è esattamente il motivo per cui veniamo ripagati sui mercati.
La volatilità esprime il rischio, ed in assenza di rischio non verremmo ripagati nel lungo termine.

Certo è che la volatilità va gestita per evitare impatti eccessivi sul proprio portafoglio.
Per ridurre la volatilità allora, inserisci una quota di cash…senza esagerare, per non incorrere in eccessivi costi opportunità.

Qualora dovesse effettivamente esserci una recessione, poi, osserveresti un Drawdown più basso e sostenibile.

Ma il Cash può solo stabilizzare, senza muoversi in controtendenza…

Governative Long Term Bonds

 

Se arrivasse veramente una recessione, e in particolare se dovesse prolungarsi, le BC taglierebbero i tassi.

I Governative Long Term Bonds, allora, si apprezzerebbero per due motivi:

  • Elevata duration – forte sensibilità alle variazioni dei tassi
  • Flight to Quality – gli investitori si posizionano sui safe assets

Gli LT Bonds sono fondamentali come asset di protezione perchè proteggono dai lunghi periodi a scarso rendimento sull’azionario.
In alcuni casi sono davvero essenziali, ad esempio quando hai TC molto basso oppure se ti trovi già in fase di Retirement.

Un portafoglio che sia privo di questa asset class, in situazioni del genere, soffrirebbe un forte rischio di sequenza, e potrebbe mettere in crisi il raggiungimento del tuo traguardo/obiettivo, o il tuo progetto di rendita.

Tra l’altro, oggi osserviamo anche correlazione positiva e PE Bonds ratio basso.
Una situazione che indica ottimo potere diversificativo per i Bonds.

Ricorda però che, per valutare il potere diversificativo dei Bonds, le correlazioni sono backward looking.

 

 

In conclusione, soffermarsi su quanto sia probabile una recessione al momento attuale, non è utile alla costruzione o alla modifica del tuo portafoglio.

Devi selezionare ed allocare le giuste asset class in funzione dei tuoi obiettivi, non di come si muove il mercato o di quello che si prevede per il futuro.
Anche perchè, tutto ciò che è previsto, è già scontato dal mercato.

Parti sempre dal presupposto che non puoi anticipare il mercato, così eviterai di esser tentato di apportare modifiche inutili ed inefficienti e di operare in modo arbitrario.

Investire sui mercati finanziari richiede forte consapevolezza. E’ questa la chiave di svolta. Non devi essere un abile veggente per avere successo sui mercati, ma devi sicuramente conoscerli a fondo, altrimenti rischi di farti davvero male.

Non puoi controllare il mercato, ma puoi certamente strutturare una strategia efficiente ed efficace nel lungo termine per un futuro migliore per te e la tua famiglia.

Nei nostri percorsi possiamo aiutarti a navigare consapevolmente nell’immenso mare dei mercati finanziari e degli investimenti.

Ti aiutiamo nel tuo percorso di crescita finanziaria, offrendoti quelle conoscenze e competenze necessarie per muoverti in totale autonomia. Sarai sempre affiancato nel tuo percorso, in modo tale che quanto imparerai non rimarrà pura teoria, ma riuscirai a metterlo in pratica costruendo finalmente il tuo portafoglio ideale!

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A presto!

 

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.