18 Ago 4 strumenti per compensare le tue minusvalenze
4 metodi per compensare le minusvalenze
Se hai delle minusvalenze pregresse, puoi portarle a compensazione delle tue plusvalenze, ma devi sottostare ad alcune condizioni. Leggi attentamente questo articolo fino alla fine perchè la disciplina fiscale è delicata e la gestione delle plusvalenze potrebbe farti fare degli errori grossolani.
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Le condizioni da verificare perchè la plusvalenza possa andare a compensare la minus sono:
- La plus deve essere registrata successivamente alla minus, ma entro 4 anni
- Deve trattarsi di una plusvalenza da reddito diverso, escludendo i guadagni ottenuti da reddito di capitale
Vediamo allora 4 strumenti che generano redditi diversi e che puoi utilizzare per compensare le tue minus…

Usiamo gli ETFs?
Come disposto dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), le plusvalenze da ETF vengono considerate un reddito di capitale, al pari di cedole e dividendi.
Un reddito da investimenti viene considerato da capitale se ha una certa prevedibilità. Viene considerato quasi “certo”.
Per cedole e dividendi in effetti la classificazione regge, essendo tali redditi determinati precisamente. E’ vero che le società possono determinare se e quanto dividendo distribuire, ma allo stesso tempo, nel momento in cui lo stabiliscono, diventa “certo” a meno di default.
Per quanto riguarda la plusvalenza da ETFs non vi è nulla di certo, essendo quotati sul mercato al pari delle azioni e quindi soggetti ad oscillazioni.
La classificazione come reddito di capitale risulta dunque davvero inopportuna.
Ma dobbiamo attenerci alla legislazione, sperando possa cambiare in futuro.
Gli ETFs che utilizziamo per la costruzione della nostra asset allocation, non possono quindi andare a compensare minusvalenze pregresse. Dobbiamo trovare altri strumenti.

#1: Azioni singole
Sul Capital Gain (non sui dividendi) registrato, puoi portare a compensazione le tue minus pregresse.
Ma nel tentativo di ottenere un beneficio fiscale, ti esponi a rischi specifici importanti e ad investimenti senza reali premi pagati sul mercato.
Rischiando oltretutto di generare ulteriori minusvalenze.
Potresti fare grossi danni nel tentativo di recuperare le minus, entrando in un vortice infinito da cui è difficile uscire.
Non è così che si investe. Ricorda sempre che investi per incrementare il tuo capitale nel tempo e per migliorare il tuo futuro e quello della tua famiglia. Non per avere benefici fiscali.
L’investimento è rivolto al lungo periodo, non al breve.

#2: Bonds
Le cedole non possono essere utilizzate per compensare le minus.
Solo lo scarto tra prezzo di acquisto e di vendita è utile allo scopo.
Chiaramente in questo caso dobbiamo considerare tre aspetti rilevanti:
- Per avere una buona plusvalenza dovresti avere un apprezzamento elevato, scommettendo su un abbassamento dei tassi con l’acquisto di titoli ad alta duration
- D’altro canto, comprando bonds a breve scadenza sotto la pari, otterresti una plusvalenza bassa e solo costi opportunità
- Su Titoli di Stato, volti alla protezione del portafoglio, la tassazione è al 12,5% e quindi anche il recupero dell’eventuale minus risulta ridotto. Ciò ti incentiva a prenderti un rischio specifico su bond corporate ove la tassazione risulta al 26%, permettendo così un recupero maggiore
Per questi motivi, nemmeno i bonds sono buone soluzioni per recuperare le tue minus e ti espongono a rischi inutili e inefficienti.

#3: Certificati
I Certificati sono strumenti derivati che basano il loro valore sull’andamento di un sottostante.
Anche le loro cedole, a differenza di quanto avviene per i bonds, vengono considerate reddito diverso, permettendo la compensazione.
Ma di nuovo ti esponi a rischi specifici su determinate azioni o indici che magari non inseriresti in portafoglio in ottica di investimento di lungo termine.
Inoltre, spesso lo stacco delle cedole è condizionato al prezzo raggiunto dal sottostante in un breve arco temporale. Il che aumenta la natura di scommessa dell’operazione che poco ha a che fare con l’investimento.
Veniamo quindi all’unico metodo efficiente per compensare le tue minus.

#4: ETC o ETN
La plusvalenza da ETC, a differenza degli ETF, genera un reddito diverso e quindi idoneo alla compensazione.
Ad esempio, se un ETC sull’oro rientra nella tua strategia, non fai nessuna scommessa sull’evoluzione del suo prezzo. Non acquisti un asset al di fuori del tuo piano, al solo scopo di compensare le minus.
Puoi beneficiare del vantaggio fiscale anche in fase di ribilanciamento stesso, nel caso in cui l’oro sia cresciuto molto rispetto al target della tua asset allocation.
Nel caso in cui non si veda un apprezzamento dell’oro nei 4 anni successivi, semplicemente non compenserai la minus, ma almeno non l’avrai rincorsa, investendo in funzione della stessa e rischiando di generare ulteriori perdite.

La trappola delle minus
Il beneficio fiscale spesso si rivela una trappola portando all’inseguimento di un guadagno di breve e assumendosi rischi specifici.
Non deviare dalla tua asset allocation, ma persegui la tua strategia di investimento.
Se il tuo piano di investimento prevede l’utilizzo di ETC, utilizza l’eventuale apprezzamento per compensare le minus.
Ma ricorda che la compensazione delle minus è secondaria rispetto alla crescita sostenibile del capitale.
E se segui un’approccio sano e corretto all’investimento non avrai grande bisogno di compensare le tue minus, perchè non le genererai.
