Come utilizzare gli Inflation linked in portafoglio

Inflation linked per proteggersi…

 

Negli ultimi anni hai sentito parlare spesso di titoli indicizzati all’inflazione. Ma sei sicuro di aver compreso bene cosa sono e come funzionano?

Con l’improvviso rialzo dell’inflazione nel 2022, tutti hanno iniziato a parlare di Inflation linked, dopo tanti anni in cui sono stati bistrattati, a causa dell’inflazione molto bassa.

Molti investitori si sono riempiti il portafoglio di questi titoli, ma senza conoscerne profondamente le dinamiche di funzionamento e la risposta alla variazione dell’inflazione.

Il problema di fondo risiede nel fatto che spesso ci si fa coinvolgere dal sentire comune.
Tutti comprano Inflation linked per proteggersi dall’inflazione, perchè non dovrei farlo anche io?

Vediamo oggi di fare chiarezza su questo strumento, molto utile per diversificare il portafoglio, ma che nasconde alcune insidie inaspettate…

Cosa sono gli IL?

 

Gli Inflation linked sono Titoli di Stato agganciati all’inflazione. Essi incorporano l’inflazione inattesa, man mano che questa cresce.

In sostanza quindi, questi bonds si apprezzano con l’aumentare dell’inflazione, proteggendo l’investitore da questo punto di vista.

Inoltre garantiscono una cedola fissa grazie al loro deflation floor, proteggendo l’investitore dall’inflazione negativa.

Ma perchè doverli inserire in portafoglio?

Il fallimento di un Equity/Bonds

 

Il motivo è sostanzialmente dettato dalla correlazione positiva assunta da azioni e bonds a lungo termine in un periodo di iperinflazione o stagflazione.

Le azioni perdono valore a causa della riduzione della domanda. I consumatori, visto l’incremento dei prezzi, tenderanno a tagliare le proprie spese.

Le aziende d’altra parte saranno portate a fare meno investimenti, perchè più costosi, ma anche perchè i tassi di finanziamento diventeranno più alti.

I Long Term Bonds, d’altra parte, vedranno il loro prezzo scendere in funzione della relazione inversa che lega il loro prezzo con i tassi di interesse.

Ecco che allora, asset class a protezione dall’inflazione possono diventare utili a a proteggere il portafoglio, in un momento in cui i bonds a lungo termine non riescono a decorrelare le perdite azionarie.

Ma davvero gli Inflation linked rappresentano una soluzione a questo problema?

Gli IL perdono valore con la fiammata inflativa

 

Dobbiamo necessariamente considerare che gli Inflation linked sono emessi a lunghe duration, quindi nel momento in cui l’inflazione esploderà al rialzo non potranno che soffrirne.

Certo, non perderanno valore come i bonds nominali, grazie al legame all’inflazione, ma di sicuro non attuano quella decorrelazione che ci si aspetterebbe!

Allora quando possono essere utili questi titoli?

Quando vanno bene?

 

Nei momenti di reflazione, con inflazione in crescita, ma che si mantiene moderata, offrono un premio per il rischio davvero interessante!

Basta osservare il loro rendimento nel 2021, dopo anni di inflazione bassissima nonostante gli enormi aiuti da parte delle BC, offerti attraverso una politica monetaria non convenzionale.

La loro performance si è avvicinata al 15%, un rendimento strabiliante per delle obbligazioni statali.

Inoltre gli Inflation linked possono comportarsi bene anche in scenari deflazionistici, per quanto paradossale possa sembrare.

Questo grazie al deflation floor e al fatto che essendo emessi a lunga scadenza beneficiano dei tassi di interesse bassi, volti a stimolare l’economia e l’inflazione stessa.

Allora quando inserire questi titoli in portafoglio?

Focus sulla strategia e sui propri obiettivi

 

Non puoi prevedere l’evoluzione dell’economia, nè tanto meno quella dei mercati.
Quindi è inutile cercare di trovare il momento migliore per entrare su un’asset class per poi scaricarla al momento opportuno.

Come sul mercato azionario, si tratterebbe di Market Timing, che sappiamo non portare benefici nel lungo periodo, ma solo danni.

Quindi se gli Inflation linked rientrano nella tua strategia di protezione, devi tenerli in portafoglio indipendentemente che oggi sia in corso uno scenario di crescita, stagflazione o recessione.

I tuoi obiettivi devono guidare la tua asset allocation, non l’evoluzione dei mercati o le previsioni su di essi.

Impara dunque a costruire il tuo portafoglio per incrementare il tuo capitale ottenendo rendimenti soddisfacenti e proteggendoti al contempo a seconda delle tue esigenze.

 

 

In conclusione, hai capito come sia di assoluta importanza conoscere in modo approfondito le dinamiche dei mercati e delle asset class.
Altrimenti rischi di commettere errori che nel tempo possono portarti a deteriorare le tue performance oltre che esporti a rischi inutili.

In questo caso, in particolare, comprando IL nel 2022 solo perchè tutti ne parlavano, avresti commesso un errore evitabile semplicemente conoscendo il meccanismo di funzionamento di questa asset class.
Perchè l’inflazione in crescita era già stata incorporata nel 2021, e con la fiammata inflativa si sapeva sarebbero entrati in difficoltà.

L’inserimento di un titolo in portafoglio dunque deve essere dettato solo dalla tua personale strategia, indipendentemente dallo scenario in cui ti trovi.

Puoi proteggerti da vari scenari diversificando ulteriormente il portafoglio, ma non devi cambiargli veste perchè cambia il contesto economico.

L’asset allocation è frutto soltanto dei nostri obiettivi, ma per strutturarla al meglio devi saper costruire correttamente il tuo portafoglio e conoscere bene il funzionamento dei mercati.

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A presto!

 

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.