21 Lug PAC in ETFs o Fondo Pensione: 4 simulazioni con dati concreti
PAC in ETFs o Fondo Pensione
Molti investitori vogliono assicurarsi una rendita integrativa per la propria pensione tramite un PAC.
Una decisione lungimirante, ma che spesso viene enormemente danneggiata dalla scelta di strumenti inefficienti. Spesso ci si fa allettare da vantaggi di breve dimenticando che l’obiettivo è di lungo periodo.
Cerchiamo di fare chiarezza…
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Per costruirsi la propria pensione, spesso si fa riferimento al fondo pensione o al PAC in ETFs.
Sappiamo che ognuno di essi ha pro e contro in questo senso, ma cerchiamo di capire oggi quale dei due può essere più consono al tuo pensionamento.
Vediamo cosa può cambiare tra PAC in ETFs e Fondo Pensione con un risparmio medio di 500 € / mese in 30 anni.
Simuliamo 4 diverse situazioni…

4 Simulazioni a confronto
Considerando una linea bilanciata, con una quota di Equity < 50%, abbiamo 4 possibilità:
- Fondo Pensione senza alcun reinvestimento del beneficio fiscale
- PAC in ETFs
- Fondo Pensione con Reinvestimento nel Fondo Pensione stesso
- Fondo Pensione con Reinvestimento in ETFs
Quale conviene di più? Attenzione perchè ci sono diversi aspetti da considerare e vanno sviscerati a dovere per dare una risposta chiara e definitiva…

#1: Fondo Pensione puro
Investendo nel Fondo Pensione abbiamo una deducibilità fiscale immediata fino a €5.164,57 di capitale versato (consideriamo un risparmio fiscale medio di €2.000 annui).
Per essere davvero conveniente devi avere un’aliquota fiscale piuttosto elevata.
Inoltre, la plusvalenza viene tassata al 20%, anichè al 26%, ma attenzione…
Perchè la tassazione avverrà ogni anno e non al momento della realizzazione.
Questo, anche se viene posto come un vantaggio dall’emittente, forte del beneficio fiscale, è uno svantaggio enorme!
Perdi infatti l’intero effetto compounding!
Gli svantaggi però non finiscono qui.
Riportiamo sicuramente:
- Rendimento medio storico molto basso (2,6% netto negli ultimi 10 anni)
- Il montante finale viene ritassato sui versamenti dedotti (tra il 9% e il 15%)
- Il godimento del tuo capitale è vincolato alla pensione statale (scarsa flessibilità)
Facciamo attenzione in particolare a quest’ultimo punto, perchè se desideri ritirarti anticipatamente dal mondo del lavoro, o anche solo avere la possibilità di scegliere se continuare o meno a lavorare indipendentemente dalla necessità, la soluzione Fondo Pensione non va bene!
Perchè non riceverai l’intero capitale prima della pensione statale, essendo legato ad essa.

#2: PAC in ETFs
Tra gli svantaggi troviamo l’assenza di benefici fiscali immediati, ma i benefici nel lungo periodo sono enormi:
- Abbiamo rendimenti decisamente più elevati, grazie a strategie passive più efficienti e a costi di gestione minori (possiamo considerare un 6% di rendimento lordo su un portafoglio bilanciato)
- Inoltre sei molto flessibile sulle modalità di ritiro del capitale e l’età in cui iniziare il tuo Retirement o la riduzione dell’orario lavorativo passando magari ad un Part Time
- Vieni tassato solo una volta, alla fine, beneficiando a pieno dell’effetto compounding
Nella simulazione abbiamo considerato un cash out finale pagando il 26% di imposte, ma è un ipotesi pessimistica e irreale, perchè in realtà se sfrutterai il tuo capitale per vivere di rendita o per la rendita integrativa, applicherai il metodo dei disinvestimenti parziali, ottimizzando il pagamento delle imposte e favorendo ulteriormente l’effetto compounding.
Vi è quindi un ulteriore differimento delle imposte.

#3: FP + reinvestimento nel FP
Reinvestendo il beneficio fiscale di €2.000 nel Fondo Pensione, aumenta la crescita del capitale rispetto alla strategia #1, ma restano i problemi descritti in precedenza:
- Il rendimento resta comunque basso
- Vincoli sul ritiro del capitale
- Problemi dell’effetto compounding limitato e della doppia imposizione
Inoltre, non possiamo esimerci dal considerare che reinvestire il beneficio fiscale risulta complesso; spesso lo si considera un semplice risparmio di tassazione, e difficilmente quindi lo si va ad accumulare sui mercati.
Ma reinvestendo il beneficio fiscale in ETFs le cose migliorano…

#4: Strategia ibrida: FP + ETFs
Trattiamo la seguente strategia ibrida:
- Investi 500 € / mese nel Fondo Pensione e ogni anno reinvesti il beneficio fiscale di €2.000 in ETFs
Il capitale finale in questo caso si avvicina ai livelli del puro PAC in ETFs, grazie alla componente a rendimento più elevato e alla presenza dei benefici fiscali.
In ogni caso la soluzione del PAC in ETFs raggiunge livelli più elevati, soprattutto considerando che non verrà fatto un cash out finale!
Emergono in ogni caso gli svantaggi già citati relativi al fondo pensione e alla difficoltà di reinvestire il beneficio fiscale.
Soprattutto resta il problema relativo ad un possibile Eraly Retirement.
Semplicemente rimane un obiettivo impossibile in questo modo, perchè gran parte del tuo capitale resta investito nel Fondo Pensione, legato all’età pensionabile.
Mettiamo quindi a confronto le 4 strategie…

Curve di crescita
Nel lungo periodo i mancati rendimenti del Fondo Pensione portano a crescite più limitate, nonostante i benefici fiscali.
Il problema è sempre quello di essere attratti dai vantaggi di breve periodo, senza considerare i danni nel lungo termine.
Il PAC in ETFs vince nel lungo periodo, specie se si hanno davanti almeno 20 anni di accumuli, anche considerando la situazione pessimistica della tassazione “one-shot” alla fine (situazione che in realtà non si verificherà se gestiamo in modo efficiente il capitale in fase di Retirement)
Questi sono, allora, i vantaggi di puntare sugli ETFs..

I 4 vantaggi chiave degli ETFs
- Costi contenuti
- Strategia passiva (più efficiente nel lungo periodo)
- Flessibilità sul momento e sulle modalità di ritiro del capitale
- Indipendenza da leggi statali che prevedono benefici fiscali – nel tempo le leggi potrebbero modificarsi e il beneficio fiscale ridursi
- Sei tassato solo una volta e alla fine, sfruttando a pieno l’interesse composto
Inoltre abbiamo un ulteriore vantaggio, finora non specificato e spesso sottovalutato, relativo al trasferimento agli eredi.
Infatti, nel momento in cui inizi a beneficiare della pensione integrativa del Fondo Pensione tramite rendita, se dovessi vivere meno dell’età media, i tuoi eredi non riceveranno nulla.
Con gli ETFs invece, semplicemente il tuo capitale passa in successione e viene trasferito agli eredi.
Se programmi il Meccanismo di Step-Up per tempo, potrebbero ricevere il capitale intatto senza nemmeno dover pagare la tassazione sul Capital Gain.
In termini di ricchezza intergenerazionale, non c’è paragone quindi.
Ma in alcuni casi il Fondo Pensione può convenire…

Quando ha senso il Fondo Pensione?
In alcune situazione può essere comunque utilizzato, ovviamente reinvestendo il beneficio fiscale in ETFs:
- Hai un’aliquota IRPEF elevata e ciò ti consente di sfruttare maggiormente i benefici fiscali
- Hai superato i 45-50 anni e non prevedi un Retirement anticipato – i mancati rendimenti sul Fondo Pensione rispetto agli ETFs, in questo caso, potrebbero essere coperti dai benefici fiscali, perchè il periodo di investimento non è troppo lungo e quindi l’effetto compounding sprigiona meno valore
- Sei disposto ad accettare maggiori vincoli e minore flessibilità
- Non hai una buona formazione finanziaria e pensi di non riuscire a gestire adeguatamente i tuoi soldi
Non esiste una soluzione univoca quindi e la simulazione deve essere affinata caso per caso
…ma devi conoscere i numeri, prima di agire.
