Non investire mai in questi ETF fattoriali con rischi non premiati

ETF fattoriali da evitare

 

Iniziando a conoscere i fattori di rischio, molti di voi pensano subito a quale sia il migliore ETF da comprare.
In realtà non esistono ETFs in assoluto migliori di altri. La scelta dipende dalla tua personale strategia…

I fattori di rischio ti permettono di essere più aderente ai tuoi obiettivi e alle tue specifiche esigenze.
Il loro utilizzo può farti fare davvero un enorme passo avanti nei tuoi investimenti.

Ma devi conoscerli in modo approfondito, perchè si nascondono delle insidie che possono costarti caro…appunto dipende sempre dalla tua strategia.

E poi esistono sicuramente ETFs fattoriali che dovresti scartare, perchè hanno diversi problemi…

Guardiamo solo al rendimento?

 

Se guardiamo solo i rendimenti, facciamo un’analisi semplicistica e banale.
L’extra-rendimento è una parte importante del fattore di rischio proprio in quanto elemento che riesce a spiegare le sovra-performance rispetto al Beta di mercato. Ma non è l’unico aspetto rilevante. Ce ne sono molti altri.

La massimizzazione del rendimento, del resto, è solo una delle strategie fattoriali applicabili.
Ad esempio potresti adottare strategie fattoriali anche per ridurre la ciclicità dei premi sulle borse, o per migliorare l’efficienza del tuo portafoglio.

Ciò che rileva innanzitutto, non è l’extra-rendimento, quanto invece la robustezza economico-statistica del fattore e in quali contesti si riscontra il premio.

Il premio al rischio deve essere persistente, caratteristica che non riscontriamo in alcuni fattori…

Small Cap

 

Potresti pensare di comprare Small Cap per diversificare il rischio in mercati “cari”, ma:

  • La forte presenza di aziende junk fa perdere robustezza al fattore
  • Ritrova persistenza solo se viene corretto per la redditività o per le valutazioni

Le soluzioni esistono e permettono anche di ridurre l’Ulcer Index, grazie alla loro marcata velocità di recupero delle perdite.
Anche se dei veri ETF passivi su World Small Cap Value o Quality non sono ancora stati creati.

E’ necessario in questo caso ripiegare sulle Small Cap Value o Quality americane, assumendosi però il “rischio calcolato USA”.

High Dividend Yield

 

Pagare buoni dividendi non classifica aziende migliori di altre, come ci spiegano i più recenti modelli fattoriali.
I dividendi, infatti, non spiegano niente più di quanto venga già spiegato da altri fattori.

Ecco perchè non sono un vero fattore di rischio, ma più che altro trovate commerciali delle case di gestione che ingannano gli investitori, conoscendo i loro Bias.

Oltretutto, esponendoti ad aziende selezionate solo sulla base dei dividendi, potresti incorrere in aziende con un tasso di crescita basso. Probabilmente hanno già raggiunto la loro maturità e quindi ritengono più saggio distribuire gli utili piuttosto che reinvestirli in azienda, dato il tasso di ritorno atteso non elevato.

Evitando le altre tipologie di aziende in forte espansione, quindi, alla fine, potresti anche ottenere rendimenti più scarsi.

Azioni Value

 

L’inserimento del solo fattore Value può portare a costi opportunità importanti nel lungo periodo a causa del rischio Value Trap.

In sostanza il rischio è quello di comprare aziende sottovalutate a ragione dal mercato perchè di scarsa qualità.

Recenti studi fattoriali specificano come il Value possa non essere nemmeno un reale fattore, ma una manifestazione secondaria dei prezzi.
Tanto che in alcuni modelli fattoriali non viene previsto.

Ma in alcune strategie può trovare spazio, soprattutto se corretto per la redditività. In questo caso infatti, il fattore “resuscita”…

Come utilizzare il Value

 

Il Value corretto per la qualità, riduce (non elimina) il rischio Value Trap ed offre forte decorrelazione, riducendo la ciclicità dei premi.

Con ridotti orizzonti temporali può aiutare a ridurre le valutazioni elevate su altre azioni, che potrebbero portarti a rendimenti molto bassi nel breve periodo.

Inoltre, può sostituire i bonds in strategie ad elevata quota azionaria per ridurre il rischio decennio perduto, senza sacrificare fortemente il rendimento atteso.
Riduci quindi il rischio di incorrere in lunghi anni a scarso rendimento sulle azioni.

Multifactor

 

Costituisce un modo semplice per approcciarsi ai fattori di rischio, ma ha due grosse problematiche:

  • Forte esposizione inefficiente al fattore size
  • Aggrega strategie fattoriali troppo diverse fra loro, mancando di personalizzazione in relazione agli obiettivi di ognuno

Per questo non può rappresentare una soluzione ideale, per chi veramente vuole gestire al meglio i propri investimenti adottando una strategia fattoriale.

Ma se depurassimo il fattore dalle Small Cap?

US QVM

 

Questo ETF si espone a Momentum, Quality e Value, escludendo le Small Cap.

Miglioriamo la strategia, evitando la mancanza di persistenza del fattore size, anche se allo stesso tempo ci esponiamo al “rischio calcolato” USA.

Consapevole di questo limite geografico, puoi utilizzarlo in portafogli ad elevata quota azionaria, alzando l’indice di Sharpe nei diversi scenari.

Ma puoi adottare soluzioni più ottimali e avanzate per la tua situazione specifica.

I fattori di rischio ti danno una grande possibilità ed ampliano le possibilità di investimento, ma serve una conoscenza approfondita della materia per costruire e perseguire la tua strategia ottimale.

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.