5 ETF azionari su cui puoi investire e 5 da vendere oggi stesso

5 ETF azionari su cui investire e 5 da vendere subito

 

L’industria degli ETFs si è sviluppata in modo notevole, dando ampia diffusione a questi strumenti. Ma non tutti sono utili ed efficienti, anzi. La maggior parte sono strumenti inutili e dannosi, che dovresti vendere subito…

Molti ETFs sono stati creati per scopi di Marketing, per attirare nuovi investitori.

Ma un investitore consapevole e con buone conoscenze e competenze, sa bene che dovrebbe concentrarsi solo sugli ETFs che possono apportare un beneficio alla sua strategia, senza farsi ammaliare da strumenti adibiti alla “scommessa”.

Per costruire il tuo capitale hai bisogno di investire solo in asset class con un premio sul mercato.
I tuoi rischi devono essere ripagati con attendibilità. Solo così puoi pianificare il tuo futuro.

Oggi ti dò allora 5 ETFs su cui puoi investire e 5 che devi vendere al più presto…

#1: ETF settoriali

 

Ogni investimento settoriale è una scommessa su chi guadagnerà di più.
Non hai affidabilità sul tuo rendimento atteso nel tempo. I tuoi rendimenti sono casuali.

Oggi vanno molto di moda ETFs legati all’AI, alla Blockchain, Robotica e Difesa.
Ma queste azioni sono valutate a livelli davvero elevati, in funzione di aspettative rosee.

Devi capire che il tuo eventuale guadagno deriva dall’aumento ulteriore delle aspettative sugli utili futuri.
Se le aspettative semplicemente venissero rispettate non vi sarebbe un grande balzo in avanti sui prezzi.

E se invece fossero disattese, potresti incorrere in pesanti Drawdown anche duraturi.
Ricordiamo a tal proposito l’hype creatosi nel 2021 per i titoli legati all’energia pulita. Nonostante il rally dei mercati del 2023 e 2024, devono ancora riprendersi dalla pesante batosta subita.

Ma ci sono delle eccezioni.

I settori difensivi, infatti, possono essere utili a ridurre la volatilità e i Drawdown in fasi di crisi.
Consumer Staples e Healthcare sono valide soluzioni in tal senso perchè:

  • le aziende di questi settori hanno risultati stabili e prevedibili anche in fasi di crisi, perchè vendono beni e servizi di prima necessità
  • si tratta di colossi con leadership indiscussa sul mercato, e quindi scarsa concorrenza
  • li inserisci in portafoglio non per avere maggiori rendimenti, ma per ridurre la variabilità della tua componente azionaria
  • in ogni caso inserisci un settore con una certa prevedibilità di utili e quindi di rendimento atteso, a differenza degli altri

Sono molto interessanti se hai Equity>55-60% per migliorare il premio per il rischio e ridurre i Drawdown.

#2: ETF su singoli Paesi vs. Fattoriali

 

Non fare diversificazione geografica sulla base delle previsioni di crescita.
Di nuovo, stai scommettendo sul Paese che pensi possa crescere di più.

Ma ovviamente non puoi saperlo. I mercati sono efficienti e tutto ciò che viene atteso, è scontato nei prezzi. Quindi andresti a discostarti dalla visione efficiente del mercato, per immetterne una tua propria, senza reali fondamenta.

Qualsiasi informazione è scontata velocemente nei prezzi in mercati molto efficienti.

I Paesi su cui investi non spiegano le performance.
E comunque non c’è correlazione tra crescita economica e performance azionaria, come abbiamo evidenziato più volte.

Ciò che spiega le performance sono invece i fattori di rischio, perciò dovresti orientarti sugli ETF fattoriali, non settoriali.
I fattori di rischio spiegano i rendimenti sui mercati e ti permettono di personalizzare al meglio la tua strategia azionaria in funzione dei tuoi obiettivi.

Diversificazione fattoriale

 

Un fattore di rischio per essere tale deve presentare alcune caratteristiche fondamentali:

  • Robustezza economica
  • Significatività statistica
  • Superamento tests out of sample
  • Capacità di spiegare extra-performance

Ma una strategia fattoriale non è utilizzata solo per massimizzare i rendimenti

Può essere utilizzata infatti anche per:

  • Diversificare la ciclicità dei premi al rischio
  • Ridurre i periodi a scarso rendimento sulle borse
  • Migliorare l’efficienza del portafoglio

#3: Emerging Markets

 

I Mercati Emergenti senza la China riducono la rischiosità politica del paese.
In questo modo non soffri i tipici problemi delle azioni cinesi.

Ma ci sono due problemi alla base:

  • Eliminare uno Stato è una forma di scommessa
  • Il maggior premio dei mercati emergenti deriva dalla loro Skewness negativa, dal loro rischio più elevato. Se elimini un paese percepito più rischioso, vai contro l’attesa di rendimento superiore, e dunque contro la natura degli Emerging Markets stessi

Se inserisci Paesi Emergenti in portafoglio non fare esclusioni a priori, eliminando Paesi arbitrariamente.
Sarebbe un’altra forma di scommessa.
Anche perchè i problemi delle azioni cinesi sono già scontati nei prezzi. Per questo le valutazioni della China sono molto più basse.

#4: Small Cap

 

Molti pensano di inserire Small Cap per diversificare il portafoglio, ma anche qui bisogna fare attenzione.

La ricerca ha constatato, infatti, che il fattore size manca di persistenza a causa della forte presenza di aziende junk.

Correggendolo per il fattore Value, invece, ritrova consistenza.

Avere Small Cap Value può essere interessante per ridurre i prezzi attuali elevati, se hai un TC<0,5 o vuoi ridurre i periodi a scarso rendimento sulle borse.
Le Small Cap Value, infatti, soffrono forti Drawdown, ma hanno la più veloce capacità di recupero.

Occhio però che non abbiamo ETF passivi globali su questa asset class.
L’unica alternativa al momento è prendersi il rischio calcolato USA.

#5: High Dividend Stocks

 

Altro errore molto diffuso è quello di pensare che il pagamento di elevati dividendi qualifichi azioni migliori di altre. Non è assolutamente detto!

Distribuire alti dividendi non significa soffrire minori Drawdown, nè avere migliori performance.
I dividendi, inoltre, non spiegano niente che non sia già spiegato da altri fattori di rischio, come il Quality.

Il Quality Dividend Growth è un fattoriale riconosciuto in grado di generare extra-performance nel tempo.

Attenzione che compri azioni comunque molto care e puoi avere quindi scarsi rendimenti nel breve periodo. Non usarlo se hai TC<0,7.

Il Quality è un fattore robusto statisticamente e ha superato numerose prove out of sample, ma viene spiegato da un’ anomalia…

Un’anomalia comportamentale

 

Il Quality va contro la teoria del rischio secondo cui aziende più stabili dovrebbero offrire rendimenti minori.
Sembrerebbe mancare la robustezza economica.

In realtà la sua extra-performance consistente potrebbe essere spiegata da un’anomalia nel comportamento degli investitori.

Essi tenderebbero a sottostimare le prospettive di crescita delle aziende a maggiore redditività, con la conseguenza che le aziende in questione continuano a sorprendere e stupire battendo le attese.

Il Quality potrebbe quindi andare oltre il principio “Who is on the other side”.

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.