16 Ott Diversificare il rischio USA…lo stai facendo in modo errato
Vuoi diversificare il rischio USA? Fai attenzione
“Che performance straordinarie del mercato! Ma non sarà troppo esposto agli USA?” Quante volte hai pensato di ridurre l’esposizione agli USA comprando altre regioni del mondo? Magari le hai tuttora in portafoglio. Facciamo un po’ di chiarezza…
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E’ vero, il mercato globale è trainato in gran parte dagli USA, è indiscutibile.
Il loro peso sull’indice MSCI World è veramente incredibile superando di gran lunga la metà.
La crescita poderosa delle aziende statunitensi negli ultimi decenni ha fatto sì che si creasse questa situazione di sbilanciamento abbattendo di conseguenza il peso di tutti gli altri Paesi.
Ma questo è un bene o un male? Dobbiamo esserne preoccupati?

Chi cresce di più, pesa di più
Di per sè non è nè un bene, nè un male, è la naturale esposizione al mercato.
Se vogliamo esporci globalmente alle azioni dobbiamo accettare che le aziende che crescono di più andranno a pesare maggiormente sull’indice.
Questo è quello che è successo. Le aziende statunitensi hanno un peso rilevante sull’MSCI World per merito. Hanno dato prova di una crescita vigorosa dei loro utili e ricavi, oltre alle grandi aspettative circa il loro business che sono state più volte riviste al rialzo.
L’esposizione per capitalizzazione al mercato globale ha permesso agli investitori di garantirsi le performance dei player vincenti sul mercato.
“Sì, ma ora la loro esposizione è diventata veramente enorme, se dovessero crollare, mi beccherei una grossa perdita! Non è meglio comprare un Equal Weighted?”

Le aziende vincenti
L’importante è sempre avere la sicurezza di avere in portafoglio le aziende che trascineranno il mercato nel futuro con il peso che meritano. Se ti esponi in modo equipesato ai Paesi non puoi garantirti la poderosa cavalcata dei cavalli di razza.
Ricorda che il mercato è sempre stato trainato da pochi titoli. Se la tua esposizione verso gli stessi viene smorzata, i tuoi rendimenti si deprimono.
Guarda l’incredibile differenza tra le performance ottenute dalle “magnifiche sette” e gli altri titoli dell’S&P500 nella prima metà del 2023.
E’ impressionante sì, ma capisci che non puoi permetterti di perdere questi rendimenti?
Considera che gli USA pesavano già più del 50%, prima di questi rialzi…se hai ridotto l’esposizione agli stessi per paura di essere sovraesposto ad un solo Paese e a pochi titoli, ti sei perso gran parte dei rendimenti!

Non scordiamoci le valutazioni attuali
Bisogna dire, comunque, che le valutazioni attuali elevate se hai un orizzonte temporale inferiore ai 20 anni, possono impattare fortemente sui rendimenti attesi e quindi sul raggiungimento del tuo obiettivo.
Dunque un Equal Weighted non è sempre sbagliato. Se acquistato in ottica di medio periodo può avere senso, per ridurre il rischio di acquistare azioni molto care.
Ma cos’è che davvero non ha alcun senso?
Comprare regioni del mondo in modo totalmente casuale per ridurre il peso degli USA , assegnando un peso arbitrario ad ogni Paese…

Un controsenso
Comprare un po’ di Europa, di Giappone, di Australia etc… assegnando loro un peso casuale all’interno del portafoglio ti fa essere soltanto un investitore attivo.
E’ palese la differenza logica con l’acquisto ragionato dell’Equal Weighted.
In questo caso andresti a fare gestione attiva sugli ETF scommettendo in modo arbitrario su un determinato Paese o zona del mondo, sperando che possa crescere di più in futuro.
E c’è di più:
Con l’evoluzione dei mercati, i pesi dei tuoi ETF sui singoli Paesi si modificheranno continuamente, andando a premiare chi cresce di più. Ed ecco che sei tornato all’esposizione per capitalizzazione!
Capisci il controsenso?
Ma ora ti lancio una provocazione sperando che sia sufficientemente potente da farti comprendere l’insensatezza delle tue mosse attive…

Gestione attiva con gli ETF…sul serio?
Se fai gestione attiva sui singoli Paesi scommettendo sulla crescita di uno piuttosto che dell’altro, allora perchè compri ETF?
Fare gestione attiva significa non credere nell’efficienza dei mercati.
Sappiamo che essi non possono essere pienamente efficienti perchè l’informazione è costosa (paradosso di Grossman Stiglitz), ma la ricerca ha confermato che si avvicinano molto alla piena efficienza.
Dunque la tua decisione di mettere mano al portafoglio per proteggerti dal rischio USA è illogica, oltretutto se non motivata da esigenze e valutazioni di breve-medio periodo.
Nel lungo periodo se gli USA rimarranno la prima potenza economico-finanziaria, il mercato continuerà a premiarli, facendo al contempo crescere in modo proporzionato chi crescerà di più a livello aziendale.
Dunque se l’MSCI World in futuro sarà trascinato da una super potenza diversa, il tuo ETF deve essere pronto a beneficiare delle sue performance, pesandola in modo adeguato, riducendo di conseguenza in modo automatico l’esposizione verso gli USA.
Questo significa proteggersi: non solo essere difensivi, diversificando il rischio, ma anche aggressivi avendo la certezza di avere in portafoglio i vincenti di domani con l’esposizione opportuna!

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Come vedi, comprare singoli Paesi o regioni del mondo in modo completamente arbitrario per ridurre il rischio USA è totalmente insensato oltre che un controsenso.
Andresti a fare gestione attiva, rinnegando la maggiore efficienza degli ETF rispetto ai fondi attivi!
Perchè ricordati che gli ETF non sono solo meno costosi dei fondi bancari o delle polizze d’investimento, sono anche molto più efficienti nel lungo periodo, proprio per la strategia che attuano di esposizione passiva al mercato.
E’ chiaro che se tu ti metti a comprare ETF sulla base delle tue previsioni, ti comporti da gestore, per di più senza alcun fondamento analitico che quantomeno può avere chi lo fa di professione.
Dunque le decisioni di investimento devono essere motivate solo dai tuoi obiettivi, non da “quello che potrebbe succedere secondo me”.
Formarsi in modo adeguato per comprendere i mercati diventa fondamentale per seguire un percorso di investimento corretto che ti possa portare al raggiungimento dei tuoi obiettivi.
Un percorso di formazione strutturato e di qualità è necessario per diventare un investitore consapevole e gestire col rispetto che meritano i tuoi risparmi.
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