Ti eri sbagliato sui bonds indicizzati all’inflazione…

“L’inflazione è il diavolo dell’economia”

 

Hai in portafoglio Inflation linked in perdita? Fammi indovinare, hai fatto una bella scorpacciata nel 2022 quando è tornata l’inflazione in modo prorompente. Peccato che la tua scelta sia stata dettata sostanzialmente dal panico e dall’ignoranza circa il funzionamento di questo strumento. Leggi attentamente ciò che sto per dirti…

L’inflazione è una componente fondamentale del sistema economico.

Grazie ad essa, famiglie e imprese sono incentivate a consumare ed investire oggi proprio perché domani costerà di più. Ed allo stesso tempo è proprio la domanda che spinge al rialzo i prezzi facendo salire l’inflazione.

Ciò che fa male all’economia non è l’inflazione in sè. Molti la demonizzano scaricandole la colpa di molti problemi. Ma l’inflazione è positiva per l’economia. Se non ci fosse rimanderemmo continuamente molti acquisti e l’economia si deprimerebbe.

Ciò che invece dovrebbe preoccuparci e da cui dobbiamo proteggerci è l’inflazione senza controllo. Quando sale a livelli troppo elevati, infatti, i consumatori tenderanno a tagliare le spese vedendo prezzi in eccessivo rialzo.
Di conseguenza le aziende venderanno meno e saranno costrette a tagliare a loro volta le spese arrivando nei casi più gravi anche ai licenziamenti.

Lo scenario che viene a prospettarsi non è certo roseo per la società, ma non lo è nemmeno per il nostro portafoglio!
Infatti azioni e obbligazioni in questo contesto assumono correlazione positiva. I bond non riescono a proteggere la discesa delle azioni, muovendosi nella stessa direzione e portando i portafogli in profondo rosso.

Ecco allora che nel 2022 sei corso a comprare Inflation linked…
Ma perché hai sbagliato?

Inflation linked: perchè sì?

 

Le Inflation linked sono obbligazioni che incorporano le aspettative di inflazione. Nel momento in cui vi è una variazione inattesa del tasso di inflazione, questi bond si apprezzano proteggendo l’investitore sotto questo punto di vista.

Abbiamo visto come nel 2021, dopo quasi un decennio di inflazione bassissima, e dopo i mastodontici aiuti monetari per far fronte alla crisi scatenata dal Covid, l’inflazione sia tornata a bussare alle porte.

Le Inflation linked si sono comportate molto bene in questo scenario reflattivo, andando ad apprezzarsi in concomitanza alla crescita del mercato azionario.

Ma poi nel 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina e la fiammata inflattiva improvvisa, sono collassate.
Hanno fallito dunque il loro compito di protezione dall’inflazione. Perché?

Inflation linked: perché no?

 

Quando tratti strumenti obbligazionari devi considerare la loro scadenza. Le Inflation linked hanno scadenze medio lunghe, che si avvicinano molto a quelle dei bond a 7-10 anni.

La duration elevata di conseguenza va ad avere un effetto molto negativo sulla crescita di questi titoli.

Finché la crescita si è dimostrata moderata hanno coperto bene il portafoglio, ottenendo un rendimento aggiustato per il rischio addirittura superiore all’azionario.

Ma con l’improvvisa fiammata inflattiva del 2022, l’aspettativa per un rialzo dei tassi da parte delle BC che potesse contrastare questo aumento dei prezzi fuori controllo, ha depresso tutto il comparto obbligazionario a lunga duration.

Le Inflation linked non ne sono state immuni.

Due forze contrapposte

 

Quindi abbiamo due forze concomitanti che agiscono in due diverse direzioni sulle Inflation linked.

Da una parte l’aggancio all’inflazione inattesa in modo tale da poter beneficiare di un’inflazione più alta del previsto.

Dall’altro, abbiamo la duration che essendo elevata amplifica la variazione dovuto allo shift dei tassi di interesse.

Si arriva così al paradosso che le Inflation linked si apprezzano di più in scenari deflazionistici, grazie all’abbassamento dei tassi di interesse, che non in scenari ad alta inflazione.

Come devi proteggerti

 

Tornando a noi, se hai comprato Inflation linked nel 2022 quando hai sentito che tutti ne parlavano elogiandoli come strumento a protezione dall’inflazione dirompente, beh hai fatto un errore non da poco.

Di sicuro dettato dalla scarsa conoscenza circa il funzionamento di questi titoli.

Ma allora come ci si copre dall’inflazione?

Le inflation linked rimangono un ottimo asset per coprire la fase reflattiva, ma soffrono contesti ad inflazione eccessiva.

Dovremmo allora cercare titoli legati all’inflazione ma a minore duration.
I Break Even Inflation Rate costituiscono sicuramente un esempio. Però al contempo soffrono i periodi deflazionistici, al contrario delle Inflation linked.

Potremmo allora comprare commodities, ma ci esporremmo ad asset improduttivi.

Il metallo dorato, d’altro canto, non coprirebbe la fiammata inflattiva, pur presentandosi come un valido alleato contro la svalutazione monetaria.

L’asset allocation è il frutto dei nostri obiettivi

 

Devi capire allora che l’unica soluzione possibile se vuoi coprirti dall’inflazione è quella di costruire un portafoglio che sia resiliente ad ogni scenario economico.

Se vuoi coprire lo scenario inflattivo non devi pensarci solo quando arriva l’inflazione, perché così facendo arrivi tardi, quando essa è già incorporata nei prezzi delle tue asset class.

Se non possiamo fare market timing sul mercato azionario, su quello obbligazionario non è certo più semplice. Parliamo sempre di mercati altamente efficienti!

E se proprio volevi fare market timing, hai scelto il momento sbagliato! Casomai avresti potuto acquistare quando l’inflazione era vicina allo zero. Ma sotto questo punto di vista, non sappiamo quanto possa perdurare lo scenario deflazionistico, come quello inflazionistico. Quindi sarebbe stata comunque una mossa azzardata.

Quindi, Inflation linked o altri titoli legati all’inflazione devi tenerli sempre in portafoglio, anche quando ti sembra siano inutili, perché tutto parte dai nostri obiettivi, non dalla speranza di guadagnare qualcosa scommettendo a casaccio. Continuare a entrare e uscire alla ricerca dell’investimento migliore del periodo ti farà solo perdere soldi, come sempre.

Ecco perchè all’inizio del tuo percorso non conta tanto il rendimento, quanto invece il risparmio: ma c’è dell’altro, che vorrei mostrarti, sul PAC..

 

 

In conclusione, scommettere sui mercati non è mai una buona idea, nè dalla parte azionaria nè su quella obbligazionaria. Il nostro portafoglio non dovrebbe dipendere dalle nostre previsioni, ma solo dai nostri obiettivi!

Investire in modo intelligente e consapevole significa anche riuscire a mantenere la calma e la pazienza senza dover necessariamente mettere mano al portafoglio continuamente per frenesia o necessità di sentirsi più attivi ed attenti alla propria gestione finanziaria.

Pazienza e tempo saranno i tuoi alleati se strutturi un asset allocation come si deve.

Per farlo devi capire come trattare le asset class, quale sia il loro funzionamento all’interno del portafoglio. Di conseguenza è necessaria una formazione che ti permetta finalmente di prendere in mano in modo efficiente la gestione delle tue finanze.

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A presto!

 

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.