Non investire oggi se non hai calcolato questi 4 parametri

4 parametri da valutare per investire oggi

 

Vedo troppo spesso investitori improvvisati che comprano ETFs senza una chiara strategia.
Hanno conosciuto uno strumento più efficiente e meno costoso per investire, ma commettono poi errori clamorosi, senza valutare parametri di investimento fondamentali.

Nel nostro processo di costruzione del portafoglio dobbiamo riferirci il più possibile a criteri e parametri oggettivi, riducendo la discrezionalità e aumentando la prevedibilità.

Ci sono alcuni indicatori imprescindibili per definire una chiaro piano d’azione e stabilire in modo rigoroso la propria strategia.
Senza di questi i tuoi investimenti potrebbero portarti completamente fuori strada rispetto ai tuoi obiettivi.

Di quali indicatori stiamo parlando?

#1: Rapporto di costruzione

 

Il tuo rendimento atteso E(r) deve essere in linea al rendimento necessario RMN.
In sostanza il rapporto deve essere = 1.

Bada bene, parliamo di rendimenti attesi perchè trattiamo solo asset class con un premio reale ed attendibile sui mercati, in funzione del progresso umano e tecnologico.

Fatta questa precisazione, abbiamo che:
Se R(c)<1 rischi seriamente di non raggiungere i tuoi obiettivi perchè non hai benzina sufficiente
Se R(c)>1, ti stai assumendo rischi inutili e inefficienti

E’ necessario calcolare bene l’Expected Return, sulla base dei premi attesi sulle asset class.
In particolare è opportuno basarsi non solo su dati storici, ma abbracciare una visione più ampia che metta la statistica in primo piano, simulando diversi scenari possibili, attraverso il metodo Montecarlo.

Ma è importante tenere conto anche delle valutazioni attuali perchè possono avere un grosso impatto sui nostri investimenti a seconda del nostro orizzonte temporale.

#2: Time Decay

 

Misura il rapporto tra il tuo orizzonte temporale e l’arco temporale ideale per investire.

  • Se hai TC<0,7, le valutazioni attuali impattano sulla stima dei rendimenti
  • Se hai invece TC>0,7 o investi in modo perpetuo, potresti anche non preoccuparti dei prezzi attuali; anche se per un percorso di investimento più stabile, è opportuno considerare il TC corretto per il Serenity Ratio, alzando il valore dell’orizzonte temporale ideale (IIH)

Investendo oggi in azioni care ti esponi al rischio di avere molti anni a scarso rendimento sull’azionario.
Ma come facciamo a dire che le azioni oggi sono care?

In realtà non possiamo stabilire a priori se i prezzi siano alti o bassi se non confrontati con quelli futuri. Ma di sicuro il CAPE Shiller può darci una mano in tal senso indicandoci quanto costano gli utili delle aziende, corretti per il tasso d’inflazione.

Oggi assistiamo ad un CAPE Shiller molto elevato storicamente e quindi i rendimenti per i prossimi 10 anni potrebbero essere molto scarsi perchè:
E(r 10 anni) = 1/CAPE Shiller

Quindi…

Riduci l’impatto dei prezzi di entrata

 

Abbiamo dunque che i rendimenti su S&P500 potrebbero essere addirittura più bassi di quelli di un BTP. Questo ci porterebbe quindi ad evitare le azioni?

No, assolutamente. Il CAPE non ci deve servire a fare timing ma solo a farci prendere in considerazione i rischi che corriamo investendo in azioni care nel breve termine.

Se abbiamo un TC molto corto dobbiamo tenerle in considerazione, perchè il momento di ingresso conta!
Possiamo quindi agire su due fronti:

  • Attuando una diversificazione multi-assets
  • Riducendo i prezzi delle azioni, aumentando la sostenibilità del percorso

Vediamo un esempio…

Esempio sul Time Decay

 

Introduciamo asset class a copertura da scenari inflattivi, e azioni meno care:
Value, Small Cap Value, Emergenti ed Equal Weighted sono gli azionari candidati, con CAPE Shiller più bassi

Essi non sono più prudenti o addirittura difensivi come qualcuno crede.

Semplicemente nel caso in cui le azioni più care possano soffrire anni a scarso rendimento, avremo una diversificazione sul comparto azionario che può proteggerci da questo rischio, grazie a prezzi di partenza più bassi.
Aumentando l’affidabilità sul nostro E(r) per medio/brevi periodi.

Ma come scegliamo il peso da assegnare alle asset class?

Come assegniamo le giuste %?

 

Le corrette % derivano dal tuo RMN, ma anche dalle esigenze di protezione e dalla probabilità di accadimento degli scenari.

Definisci la quota di azioni necessaria a raggiungere il tuo obiettivo.

Poi diversifica considerando questi parametri che vedrai in seguito ed in base alle tue esigenze di protezione.

Ma tieni sempre presente il tuo Time Decay.

#3: Cash To Bond Ratio

 

Esprime il rapporto tra liquidità, volta a ridurre la volatilità, e bonds a lungo termine utili a coprire scenari depressivi.

  • In fase di accumulo la componente Cash può essere elevata, coprendo l’inflazione di breve e smorzando volatilità e Drawdown: MAX 1:1
  • In fase di Retirement, invece, diventa indispensabile alzare i LT Bonds per gestire il Sequence Risk: MIN 1:3

In quest’ultimo caso, infatti, devi avere un asset che possa darti rendimento quando osservi un lungo periodo a scarsa performance sulle azioni. Questo logicamente non puoi trovarlo nel cash, ma nei bonds a lungo termine che si apprezzano in fasi depressive.

La questione è delicata perchè tu sei costretto a prelevare ogni anno e quindi porti il capitale ancora più giù rispetto alle perdite che registra il mercato.
Per questo non puoi permetterti quote basse di bonds governativi a lunga duration.

In portafogli più aggressivi la componente di Cash potrebbe anche essere addirittura evitata, in favore dei bonds.

#4: Gold To Equity Ratio

 

L’oro è un asset unico per decorrelazione e funzione, ma rimane improduttivo, quindi è bene non esagerare.

Il GER indica il rapporto tra Gold e azioni, proprio in funzione della sua decorrelazione importante con l’Equity.

Abbiamo che:

  • GER=1 in un Permanent Portfolio
  • GER<10 in portafogli multi-assets per mantenere una certa diversificazione sulle azioni
  • Idealmente 3<GER<6 per avere una certa influenza ma ridurre l’imprevedibilità e i costi opportunità

E’ bene ricordare comunque che l’oro non è un asset essenziale e risulta eliminabile per alcuni investitori.

Gestione e consapevolezza

 

Questi ed altri parametri ti aiutano a costruire un portafoglio:

  • Perfetto per i tuoi obiettivi
  • Performante
  • Resiliente agli scenari macro e alle tue fasi di vita

Ma sarà sempre fragile se non supportato da un’ottima gestione nel tempo e da una forte consapevolezza

Ciò che fa la differenza nel tempo è la formazione e competenza che hai maturato e che ti ha permesso di arrivare al tuo portafoglio e alla sua gestione nel tempo.
Altrimenti alla prima crisi, metterai tutto in discussione, abbandonando il progetto d’investimento e ponendo fine ai tuoi sogni ed obiettivi di vita.

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.