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Quando e come ribilanciare i propri investimenti

Inizia a gestire tu i tuoi soldi. Per i tuoi investimenti, scegli chi può fare solo i tuoi interessi

Quando e come ribilanciare i propri investimenti

Il tema del ribilanciamento degli investimenti è un tema abbastanza complesso e sviscerato dalla scienza finanziaria in modo abbastanza approfondito, su cui abbiamo anche scritto una serie di paper su studi condotti da altre società di gestione.

Ad esempio, qualche tempo fa Vanguard pubblicò dei dati molto interessanti sulla capacità di rendere molto più efficiente il portafoglio di investimento grazie ai ribilanciamenti periodici.

Sulla base di quei dati avevamo scritto un report sulle tecniche di ribilanciamento che noi stessi applichiamo ai portafogli dei nostri clienti e che stanno alla base del valore aggiunto che la consulenza può apportare ai tuoi investimenti: atteso sempre che la consulenza non deve portare l’investitore a scommettere su “cosa salirà di più” o sul momento più propizio ad investire, il ri-settaggio periodico degli investimenti è uno dei punti essenziali per “BATTERE IL MERCATO” nel lungo periodo e far si che il percorso di investimento sia quanto più dolce possibile.

Se ti sei perso il report “Getting Back on Track“, lo puoi trovare a questo link –>  https://investimentocustodito.com/app/uploads/2019/05/Getting-Back-On-Track.pdf

Ritorniamo su questo argomento anche perchè abbiamo notato come sia uno degli argomenti più ricercati sul nostro sito e come i nostri followers richiedano maggiormente tale report rispetto ad altre risorse gratuite che mettiamo a vostra disposizione.

Quindi, assunto come certo che ribilanciare gli investimenti E’ FONDAMENTALE, quando e come farlo al meglio?

Sul “quando” si può dire che esistano due grandi operazioni di ribilanciamento da attuare durante un percorso di investimento:

  1. Quando qualche asset class che compone il portafoglio è in forte perdita;
  2. Quando è necessario riportare il livello di rischio del portafoglio verso livelli più coerenti col profilo dell’investitore.

Nel caso 1) si può dire di essere orientati a “massimizzare il rendimento di portafoglio“, mentre nel caso 2) a “minimizzare il rischio di portafoglio“.
Se accettiamo che l’efficienza del portafoglio d’investimento è dato dal rapporto tra rendimento ottenuto e rischio sostenuto per ottener quel rendimento (nella formulazione dell’indice di Sharpe S = Rendimento/Volatilità), le operazioni di ribilanciamento tendono SEMPRE ad aumentare nel tempo l’efficienza del portafoglio.

Il primo caso è il caso di cui spesso parliamo soprattutto relativamente alle azioni: ribilanciare il portafoglio significa in questo caso spostare risorse verso le azioni quando queste perdono valore in un’orizzonte di breve periodo per sfruttare la loro tendenza, nel lungo periodo, ad essere “sempre in crescita”.
Ovviamente, se non hai ben diversificato, potresti non avere risorse da spostare verso le azioni nel breve periodo e potresti non beneficiare da questi ribilanciamenti che nel lungo periodo daranno ottimi extra-rendimenti.

(Qua sta il fulcro di ogni investimento)

Il secondo caso si ha quando un asset class nel portafoglio è cresciuta troppo rispetto alle altre ed è necessario riportare il portafoglio ad un livello di rischio coerente: a metà 2019 abbiamo visto come la crescita dell’oro sopra ogni previsione aveva necessitato un ribilanciamento di taluni portafogli, mentre oggi le azioni cominciano ad essere sovra-pesate in talatri portafogli.

In questo caso, si ribilancia per tenere sott’occhio la volatilità.

Sul come, bisogna poi considerare una cosa fondamentale: ribilanciare troppo il portafoglio significa anche far lievitare i costi di transizione.
E noi, assieme a te, sappiamo benissimo che maggiori costi sono sempre minori rendimenti a fine percorso.

Esistono case di gestione (ne avevo parlato tempo addietro) che hanno dei tassi di rotazione del portafoglio assurdamente alti, proprio con l’intento non di ri-bilanciare il portafoglio e renderlo più efficiente, ma solo di far lievitare le commissioni a favore della banca “sorella”.

Quindi, ribilanciare si, ma attenzione al costo opportunità!

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