fbpx Cookie Policy Privacy Policy
88, Piazzale Del Verano, 00185 - Roma
+06 5654 9002
info@investimentocustodito.com

L’impatto sui mercati della nuova onda verde ecologista

Inizia a gestire tu i tuoi soldi. Per i tuoi investimenti, scegli chi può fare solo i tuoi interessi

L’impatto sui mercati della nuova onda verde ecologista

Il surriscaldamento del globo è dovuto sostanzialmente all’innalzamento dei livelli di anidride carbonica che formano quello che ormai è noto essere a tutti l’effetto serra.
E non c’è nessun dubbio che questo innalzamento dei livelli di anidride carbonica sia dovuto principalmente all’attività umana.

Ma basta guardare un po’ più indietro nel tempo per scoprire che per questa correlazione (alta anidride carbonica / alta temperatura) sono più i periodi in cui non ha funzionato (o addirittura è stata negativa) di quelli in cui ha funzionato.

Limitando l’analisi all’ultimo mezzo miliardo di anni della Terra – prendo questi dati da altri articoli che potete consultare online, non sono un climatologo – vediamo ad esempio che nel Permiano (300-250 milioni di anni fa), il periodo in cui si è formato lo shale oil che stiamo estraendo oggi, la temperatura è aumentata moltissimo, ma la CO2 è rimasta costante a 900 parti per milione.

Oggi climatologi ed ecologisti seguono le rilevazioni giornaliere di CO2 con la stessa trepidazione con cui noi guardiamo le chiusure di New York.
Oggi siamo a 414 unità per milione. Era di 315 nel 1900 e da allora sale in modo molto regolare di circa 0.80 unità all’anno.

Mantenendo questo ritmo salirà a quasi 480 unità alla fine del secolo.
Nel Cretaceo, periodo in cui fiorirono i dinosauri e arrivammo noi mammiferi (mammiferi, non uomini), la CO2 raggiunse alla fine le 2000 unità per milione, ma la temperatura continuò a diminuire

A riguardo, ragionando in uno scenario post mortem, come vuole il premio nobel Richard Thaler, ed ipotizzando, invece che un surriscaldamento globale esteso, una glaciazione, arriviamo a conclusioni fantastiche: se due gradi in più evocano scenari apocalittici, cosa succederebbe se avessimo una terra ricoperta da ghiacci, con 10 miliardi di persone a cui dare da mangiare?

Se il riscaldamento globale ha qualche merito, quello di ritardare e mitigare la prossima glaciazione è il maggiore.

Il passaggio dal predominio della CO2 a quello dell’ossigeno ha richiesto cento milioni di anni. Cento anni di industrializzazione più otto (gli anni che ci rimarrebbero secondo i radical-green) riuscirebbero a farci fare il percorso inverso, dall’ossigeno all’anidride carbonica?

Certo, per evitare effetti non controllabili pare essere necessario un controllo delle emissioni, ma questo non significa automaticamente che grandi disastri siano alle porte.

Le emissioni di anidride carbonica sono state guidate negli ultimi venti anni ne da Europa e ne da USA: se infatti nel vecchio continente abbiamo aumentato le emissioni, in America grazie alla conversione al gas naturale le hanno fortemente ridotte.
L’aumento di emissione di gas serra è imputabile a Cina e India, che molto probabilmente contribuiranno ad un ulteriore aumento negli anni a venire. Avete fatto i vostri comodi per un secolo e mezzo, rispondono a chi le sollecita a ridurle, ora non pretendete troppo da noi.

Il Green Deal europeo si pone come obiettivo quello di una conversione al verde massiva per l’Europa, con forti tratti di protezionismo: l’istituzione di una carbon border tax, che imporrebbe tasse in funzione della CO2 incorporata nei vari prodotti provenienti dall’esterno dell’Unione, sembra un vero e proprio dazio trumpiano.

Nel suo complesso, il Green Deal è comunque importante perché aprirà la strada a interventi di politica fiscale espansiva a livello europeo. Nell’anima tedesca, l’ambiente è l’unica religione civile universale che può prevalere sul culto di stato fondato su concorrenza e pareggio di bilancio.

Il vero grande cambiamento di cui gli investitori dovranno tenere conto sarà però su un altro livello, quello delle banche centrali.

Nella proposta della loro stanza di compensazione, la Banca dei Regolamenti Internazionali in nome dei cambiamenti climatici le banche centrali diventeranno dal 2021 (dopo le elezioni americane, non a caso) una sorta di agenzia globale che inizierà a influenzare, oltre alla politica monetaria, anche quella industriale

Questo nuovo “potere” concesso alle banche centrali le permetterà non solo di ampliare lo spettro di azione della loro politica monetaria – in nome di una stabilità finanziaria messa in pericolo dai cambiamenti climatici – ma permetterà anche una grossa re-distribuzione di ricchezza tra settori differenti.

[…] “le banche centrali imporranno alle imprese, in nome della stabilità finanziaria messa in pericolo dai cambiamenti climatici, di aggiustare i criteri di risk management e di distinguere a bilancio i green asset dai brown asset“. Nuove normative che una volta entrate in vigore potrebbero destabilizzare i settori fossili – così come le vecchie normative hanno mandato in cancrena il settore del carbone.

Chi investe dovrà prendere molto sul serio l’onda verde, che in Europa sta trovando anche una strada politica, visto e considerato che in Germania i Verdi sono oggi il secondo partito e i Verdi stessi stanno diventando partito di sistema in tutta Europa – meno che in Italia. In Germania i Verdi stanno drenando i voti in uscita dal SPD ormai finito e la nuova coalizione Cdu-Grünen è la coalizione che si profila in Germania per il prossimo decennio. 

In America l’onda verde è cavalcata da tutta la finanza vicina ai democratici e sarà un fattore decisivo anche con una eventuale seconda amministrazione Trump.

L’ecologismo di destra e l’onda verde di matrice trumpiana – venuta fuori anche da Davos – si basa sull’idea di una piantumazione globale a opera di droni efficienti di alberi di varo tipo, che permetterebbero di continuare a produrre CO2 e forse anche aumentarla. È un’idea suggestiva, ma come investitori suggeriamo di considerare soprattutto la prima onda, perché gli alberi (sempre che li si pianti davvero) richiederanno comunque qualche anno per crescere, mentre le normative o sono già in vigore o vi entreranno presto.

Tags: , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *