Privacy Policy Cookie Policy La nostra filosofia d'investimento | Investimento Custodito

La nostra filosofia d’investimento

Perchè investire con noi è diverso?

La nostra filosofia di investimento si basa su due punti cardine essenziali, che ci rendono diversi da qualsiasi altro consulente o gestore di investimenti in Italia

 

Utilizzo solo di fondi indicizzati

 

Tutte le ricerche in materia hanno confermato che i fondi indicizzati sono la strada migliore da seguire: non per niente siamo considerati la «Vanguard italiana».

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Utilizzo dell'approccio «Permanente»

 

La finanza italiana gestisce i portafogli con le tecniche e secondo le teorie vecchie di cinquant'anni fa, usando solo azioni e obbligazioni.

L'approccio «Permanente», che in America sta spopolando, prevede invece un portafoglio molto più complesso, in grado di rendere in ogni fase di mercato



 

 

 

 

1. IndexFund: una nuova via per gli investitori

Una delle modifiche più importanti alla gestione patrimoniale negli ultimi 30 anni è stata sicuramente la crescita dell’investimento indicizzato.

Le attività indicizzate in gestione tramite fondi indicizzati sono cresciute da quasi zero negli anni '80 a circa il 30% delle attività di fondi registrate a livello mondiale nel 2017. Gli investimenti in indici hanno offerto agli investitori nuove opportunità per portafogli più economici e diversificati.

Tuttavia, nonostante i vantaggi dell'indicizzazione siano ormai chiari a tutti, l’industria del risparmio gestito - a causa del conflitto d’interesse perenne – stenta ancora a porporla agli investitori.

 

 



Le strategie di investimento attraverso i fondi indicizzati sono costruite per “legarsi” in modo passivo e seguire i movimenti e le variazioni di un dato indice di mercato (per questo sono detti “indicizzati”).

Di conseguenza, nella gestione del “fondo” che raccoglie i risparmi di chi vi investe non ci sarà qualcuno che “soggettivamente” dice cosa comprare e cosa vendere, ma ci sarà soltanto un meccanismo automatico di “replica” dell’indice di riferimento.

I fondi indicizzati “passivi” si distinguono dalla gestione di investimento “attiva”, che invece sceglie cosa comprare e cosa vendere: è chiaro che la gestione attiva costi di più dei fondi passivi (devi pagare qualcuno che gestisca attivamente il fondo). Questo è un punto cruciale, perchè si è notato come rapporti di spesa più elevati sono associati a rendimenti in eccesso più bassi.

Questa relazione esiste anche per i fondi indice. Più cresce l’Expense ratio, ossia il costo complessivo del fondo, più si riduce il rendimento in eccesso annualizzato rispetto alla media di mercato. 

Le prove supportano l'idea che la ricerca di fondi a basso costo è uno dei modi migliori per aumentare le possibilità di sovraperformance. (Wallick, Wimmer e Balsamo, 2015). 

 

 

Perchè scegliere fondi indicizzati?

«Dati alla mano, investire attraverso strumenti di gestione attiva – come i fondi bancari italiani o i fondi assicurativi – è una pessima idea. E questa potrebbe essere la ragione per cui i tuoi investimenti non hanno mai reso a sufficienza. I dati confermano che l’investimento in strumenti passivi e indicizzati sia, invece, l’unico investimento sensato ed efficiente. Ecco perché un fondo indicizzato può salvare i tuoi risparmi»

Sono i risultati delle ricerche scientifiche pubblicate dalla casa d'investimento Vanguard sui benefici della scelta di strumenti indicizzati, che abbiamo provato a riassumere in questo paper.

 

Semplici da acquistare

Meno costosi degli altri fondi

Più Performanti e meno rischiosi

 

 

Ma se sono veramente la migliore strada da seguire, perchè in pochi li conoscono?

Con la definizione data, gli investimenti in Fondi passivi indicizzati rappresentano solo una piccola parte del mercato globale. Il patrimonio gestito registrato rappresentava solo il 10% circa del valore dei titoli investibili globali e circa il 15% di Titoli statunitensi investibili al 30 settembre 2017.

Perché, data la maggiore efficienza, non vengono quindi proposti come la soluzione più efficiente per i tuoi investimenti? Per l’enorme conflitto di interessi su cui si basa l’industria finanziaria italiana.

Purtroppo, per come è stata costruita l'industria del risparmio gestito italiana, i consulenti bancari (alias ex promotori finanziari) non potranno mai orientarti verso la soluzione "meno costosa". Proprio perché più ti orienteranno verso la soluzione più costosa, più la parcella si alzerà per loro: la loro fonte di guadagno non è basata su una parcella che intascano dal cliente per il servizio prestato (come accade in qualsiasi altro rapporto professionale, dove il professionista è pagato dal cliente e fa solo i suoi interessi); la loro fonte di guadagno è basata sulle retrocessioni che la banca/assicurazione rilascia per averti venduto quel prodotto.

 



2. Il nuovo approccio «Permanente»

ll mondo della finanza, a fine anni Novanta, è stato sconvolto da una serie di teorie che si contrapponevano al modo classico di costruire portafogli di investimento, «mescolando» solo azioni e obbligazioni sulla base della teoria di Markowitz e dell’investitore pienamente razionale.

Sicuramente anche tu hai potuto notare come i tuoi investimenti sono sempre stati gestiti dalle banche a cui ti sei affidato secondo questa logica, non trovando mai soddisfazione o riuscendo poche volte a raggiungere i tuoi obiettivi.

In quegli anni si cominciò a capire che il mito dell’investitore razionale era fasullo, che le persone reagiscono alle perdite in modo molto diverso che ai guadagni (Loss avversion), che miscelare solo azioni e bond era limitante e che l'investitore predilige approcciarsi ad un investimento «più dolce» e stabile nel tempo.

Si fece quindi avanti il principio del «Portafoglio Permanente» come nuovo approccio agli investimenti (ne abbiamo parlato approfonditamente qui e qui). Che in poco tempo raccolse l'interesse di molti.

 



In Canada è oggi la strategia più utilizzata dai fondi pensione; in USA, l’hedge fund più grande al mondo, Bridgewater Associates LLP, ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia. In Italia ancora nessuna banca o fondo la implementa (siamo rimasti fermi come sempre agli anni ’70), ma l’avvento degli ETF ha reso molto semplice e conveniente la sua implementazione.

Il Portafoglio Permanente si basa sul presupposto che un investitore dovrebbe costruire un portafoglio che resista a quattro possibili futuri stati economici, “prosperità”, “recessione”, “Inflazione” e “deflazione”: per fare ciò, il portafoglio deve essere composto da asset che proliferino alternativamente in questi contesti. Azioni (per la prosperità), oro (per l’inflazione), bond (per la deflazione), cash (per la recessione.

Questa è la base del nostro nuovo approccio agli investimenti. La maggiore efficienza di questa strategia, dati alla mano, l'abbiamo dimostrata in questo paper approfondito.