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Il Comitato degli Investimenti

Inizia a gestire tu i tuoi soldi. Per i tuoi investimenti, scegli chi può fare solo i tuoi interessi

Come selezioniamo per te i migliori ETF

La selezione dei migliori Etf è una componente fondamentale della Gestione di Investimento Custodito. Il Comitato Investimenti si occupa non solo di individuare l’asset allocation più consona ai profili rischio/rendimento degli investitori, ma anche di scegliere i migliori strumenti attraverso un processo di selezione che segue regole molto rigorose.

Ovviamente questa attività necessita di un’attenzione costante, che si traduce in revisioni periodiche, che vengono condotte almeno trimestralmente sui portafogli dei nostri clienti e sugli ETF che decidiamo di inserire nella nostra WatchList.

Il Comitato Investimenti monitora costantemente il panorama dei fondi al fine di individuare le migliori opportunità e mettere in campo soluzioni volte a ottimizzare l’offerta.

È bene precisare che i costi sono solo una delle voci a cui guardiamo quando selezioniamo gli Etf.

Il Comitato Investimenti si occupa non solo di individuare l’asset allocation più consona ai profili rischio/rendimento degli investitori, ma anche di scegliere i migliori strumenti attraverso un processo di selezione che segue regole molto rigorose.

Il nostro Comitato degli Investimenti

Il Presidente del Comitato

Gabriele Galletta (laureato in Economia degli Intermediari Finanziari all'Università di Messina cum Laude e specializzato in Risk Management alla Sapienza di Roma cum Laude) è presidente del Comitato: coordina e gestisce i lavori che portano alle allocazioni ottimali di capitale e la view di mercato di Investimento Custodito. vigila inoltre sul rispetto del processo di scelta degli strumenti finanziari

Il Comitato

Il Comitato è formato da personalità rilevanti, professori, ricercatori e assegnisti dell'Università "La Sapienza" di Roma, coordinato dal dott. Delle Foglie, Ricercatore e Amministratore di Investimento Custodito. Il Comitato si riunisce periodicamente ogni 90 giorni per adeguare e aggiornare la view di mercato della Società.

Investitori Istituzionali

Il Comitato comunica periodicamente con le case di gestione degli ETF e con altri investitori istituzionali (fondi, banche, intermediari) per attivare un processo di brainstorming e "scambio di opinioni" funzionale a formare la migliore view di mercato della società. Ogni 6 mesi, il Comitato incontra in riunioni aperte gli investitori istituzionali  ri-aggiorna la prorpia view.

I criteri per operare la selezione

Il panorama degli Etf continua a evolversi. Gli emittenti si sono moltiplicati e la competizione ha portato alla creazione di prodotti sempre più performanti e a costi sempre più bassi: è nostro compito far sì che gli strumenti con cui componiamo i portafogli dei clienti riflettano questa tendenza.

Una volta operata la selezione dei fondi, si tratta di capire se si presentano opportunità di sostituire i fondi correntemente in portafoglio con altri fondi ETF.

Questa scelta è il frutto di un’analisi costi/benefici, poichè inserire un nuovo ETF in portafoglio ha infatti un costo, oltre che benefici valutati col cliente.
I costi sono principalmente costi di trading e costi fiscali: i primi comportano peri il cliente un aggravio dei costi complessivi che annualmente sostiene se il portafoglio titoli viene movimentato troppo spesso (pratica comune tra gli intermediari bancari, i quali tendono a "ruotare" spesso i portafogli non per esigenze di mercato, ma solo per far lievitare i costi commissionali); i secondi, un aggravio di imposte se vengono smobilizzati troppo spesso ETF in positivo.

Il nostro processo di selezione è strutturato intorno ad altri criteri fondamentali, con diversi livelli di importanza. Per intenderci, esistono ETF più complessi che ovviamente hanno dei costi leggermente superiori a quelli più semplici: si parla sempre di un 0,2% contro uno 0,1% - variazioni irrisorie contro i costi dei classici fondi comuni bancari - ma che comunque vanno ben ponderati soprattutto in portafogli che raggiungono e superano il mezzo milione di euro.

Alla fine del processo, assegniamo a ogni fondo un punteggio.
La valutazione viene poi confermata dal Comitato Investimenti attraverso un’analisi qualitativa, che prevede per esempio tutta una serie di benefici che provengono da un canale di comunicazione diretto, da una dialettica, con i gestori dei fondi in questione.

In questo senso l’attività di selezione fondi riflette la natura ibrida qualitativa e quantitativa tipica del processo di investimento di Investimento Custodito.

Costi di Gestione

Con l’obiettivo di ridurre i costi il più possibile, fermi e convinti che ridurre i costi dell'1,5-2% annuo per il cliente è già un "plus" di rendimento che noi restituiamo allo stesso rispetto a banche, poste e assicurazioni
 

Costi di Transizione

Ridurre i costi di trading che il cliente sostiene per negoziare gli strumenti finanziari

Strategia di replica

Prediligiamo a parità di altri fattori la replica fisica su quella sintetica. La replica fisica si basa sull'acquisto diretto dei titoli che corrispondono al sottostante degli ETF: ad esempio, un ETF sull'indice azionario globale acquista direttamente i titoli azionari sottostanti all'indice. Per ovvie ragioni, non sempre la replica fisica è operabile e l'indice sottostante si ricostruisce con prodotti derivati (swap)

Qualità del Provider

Restringiamo il campo solamente ad aziende di primissima fascia.

Liquidità

Preferiamo scegliere strumenti con ampie masse in gestione e un ampio numero di negoziazioni giornaliere. In questo modo diventa più semplice operare le attività giornaliere di trading. La liquidità su un ETF la si può visionare e controllare dai "book di negoziazione".
 

Liquidità del sottostante

Tendiamo a scegliere fondi che investono in indici altamente liquidi, per evitare che situazioni di stress in caso di turbolenza di mercato si trasmettono sui prezzi e che sia difficile liquidarli in particolari situazioni di mercato

Liquidità del sottostante

Tendiamo a scegliere fondi che investono in indici altamente liquidi, per evitare che situazioni di stress in caso di turbolenza di mercato si trasmettono sui prezzi e che sia difficile liquidarli in particolari situazioni di mercato

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