S – Z

S.

SALDO: 1) Differenza tra il totale del dare e il totale dell’avere di un conto. 2) Residuo spettante o dovuto su una fattura o su un estratto conto.

SALDO TECNICO: E’ il principale risultato della gestione assicurativa ed è dato dalla differenza tra i premi e i sinistri (comprese le spese di gestione).

SBARRAMENTO: Lo sbarramento consiste in due linee parallele apposte trasversalmente sull’assegno ed impone alla banca di pagare solo ad un proprio cliente oppure ad un’altra banca.

SCADENZA: Data alla quale un titolo obbligazionario o una polizza “a capitale differito” vengono rimborsati. E l’ultimo giorno in cui il diritto del warrant può essere esercitato. Dopo la scadenza il warrant perde ogni valore.

SCALPING: Strategia di negoziazione mirata a realizzare ogni opportunità di guadagno nel brevissimo periodo, particolarmente utilizzata in contesti di mercato volatile.

SCONTO: Onere gravante su chi intende godere anticipatamente di una somma disponibile solo in un momento differito. Da un punto di vista algebrico, corrisponde alla differenza tra il capitale collocato naturalmente in un momento futuro ed il suo valore attuale.

SCONTO COMMERCIALE: Vendita di titoli di credito commerciale, o trasmissione degli stessi come garanzia a chi eroga il prestito, per ottenere denaro contante. Utilizzata come forma di finanziamento aziendale a breve termine. La vendita diretta di titoli di credito commerciale viene chiamata Factoring.

SENTIMENT: Condizione emotiva degli investitori che influenza l’andamento dei prezzi e dei volumi delle contrattazioni

SGR: Questa sigla indica le società di gestione del risparmio, l’evoluzione delle società di gestione dei fondi comuni d’investimento. La principale caratteristica delle Sgr è quella di introdurre la figura del gestore unico poiché a esse fanno capo sia le gestioni collettive (fondi comuni di investimento) sia quelle individuali (Gestioni patrimoniali tradizionali e Gestioni in quote di fondi). Le Sgr consentono ai gestori di raggiungere dimensioni sempre maggiori in termini di patrimonio e soprattutto di ridurre i costi attraverso economie di scala.

SICAV: Le Società di investimento a capitale variabile funzionano sostanzialmente come un fondo comune di investimento: raccolgono capitali tra i risparmiatori e li investono nei mercati finanziari per farli fruttare al meglio. Ogni Sicav può essere divisa in più comparti, ciascuno specializzato in un tipo di investimento (azionario od obbligazionario, settoriale oppure per area geografica). La differenza più importante che c’è tra una Sicav e un fondo comune è nella natura dei certificati che il risparmiatore acquista all’atto della sottoscrizione: per il fondo si tratta di quote di partecipazione, per le Sicav di vere e proprie azioni che danno il diritto di voto in assemblea. Sono tendenzialmente di diritto estero (prevalentemente lussemburghese o irlandese) e sono molto utilizzate dai gestori anche nelle gestioni patrimoniali.

SIM: Società d’Investimento Mobiliare. Sono istituzioni create con la legge del 1991, la prima che ha riformato il mercato finanziario italiano. Le SIM possono avere un ampio campo operativo: possono infatti effettuare attività di negoziazione di titoli per conto della clientela (comprandoli o vendendoli sulla base degli ordini ricevuti), ma possono anche operare per proprio conto, possono gestire patrimoni di risparmiatori, possono sollecitare il pubblico risparmio (offrendo ad esempio fondi comuni d’investimento, SICAV, prestiti, mutui), avvicinandosi, in pratica, a quanto fanno le banche. Sono soggette a controlli da parte della Consob e della Banca d’Italia, che hanno il compito di tutelare il pubblico e di garantire l’efficienza del mercato finanziario.

SMALL CAP: Con questo termine si identificano le società aventi una piccola capitalizzazione di borsa.

SOCIETA’ DI GESTIONE: Società incaricata di amministrare attivamente il patrimonio del fondo. In pratica, sceglie i momenti per effettuare le operazioni di compera e di vendita, seleziona i titoli da comprare o vendere, amministra la liquidità, decide la composizione del portafoglio e la ripartizione tra attività più rischiose e meno rischiose. Per la sua attività percepisce le commissioni di gestione.

SOPRA LA PARI: Definizione data alla quotazione di un titolo quando il prezzo di mercato è superiore al valore nominale.

SOTTOSTANTE: L’attività finanziaria cui fa riferimento il warrant e che può essere un’azione, un indice di Borsa, una valuta, un titolo di Stato, un future o un qualsiasi altro strumento finanziario per cui sia possibile rilevare prezzi ufficiali.

SOTTO LA PARI: Si definisce così un titolo il cui prezzo di mercato è sotto il suo valore nominale.

SOVRAPPREZZO AZIONI: Somma richiesta, in aggiunta al valore nominale, per le azioni di nuova emissione.

SPALLA-TESTA-SPALLA: Una delle più importanti formazioni grafiche di inversione di tendenza, in grado di individuare con buona probabilità la fine e il cambiamento del trend: questa formazione inizia a configurarsi in prossimità di minimi o massimi della linea dei prezzi.

SPIN-OFF: Spin-off, analogamente a split, è termine del vocabolario finanziario inglese, che denota l’operazione societaria che in italiano prende nome di scissione. Con questa operazione, il patrimonio di una società viene diviso in due o più parti, ciascuna delle quali viene attribuita a una o più società diverse, già costituite o di nuova costituzione, concedendo proporzionalmente agli azionisti della società smembrata titoli delle nuove società. Di norma, questa operazione viene posta in essere con il fine di donare autonomia gestionale e finanziaria a un ramo d’azienda della società.

SPREAD: Lo spread è una delle due componenti del tasso di interesse di un mutuo; è un valore stabilito contrattualmente che rimane fisso nel tempo e che comprende il margine di guadagno della banca e le varie spese di gestione. Sommata ad uno specifico tasso di riferimento preso sul mercato, determina il tasso di interesse applicato al mutuo. Lo spread applicato dalle banche non è un valore fisso, ma varia a seconda del tipo di mutuo, del cliente, della durata e delle condizioni di mercato. Ad esempio: il tasso di interesse applicato ad un mutuo può essere pari a Euribor + 1%: la prima componente (Euribor) varia nel tempo con il variare dei tassi di mercato, la seconda (Spread) rimane fissa.

SPACULAZIONE: Operazione di breve termine che mira a conseguire un guadagno in base alla differenza fra i prezzi attuali di titoli quotati e i prezzi attesi.

SPESE D’ISTRUTTORIA: Importo addebitato ai clienti della banca che chiedono un fido. Si tratta di spese connesse all’impostazione della pratica, allo studio dei documenti, alla ricerca di informazioni sul conto del richiedente e così via.

STACCO DI CEDOLE: Operazione che conferisce ai possessori di titoli il diritto di riscuotere gli interessi o il dividendo maturati.

STANDARD & POOR 500: Indicatore dell’andamento di tutto il mercato azionario statunitense. E’ composto dalle 500 società a più grande capitalizzazione della Borsa di New York.

STANZA DI COMPENSAZIONE: Il luogo dove i soggetti con opposte posizioni creditorie e debitorie provvedono alla chiusura delle stesse. Per estensione, viene definito stanza di compensazione anche l’organismo, presente nelle Borse valori, preposto alla chiusura delle posizioni aperte in strumenti derivati tramite la consegna fisica o la compensazione con posizioni opposte.

STAR: Segmento Titoli con Alti Requisiti. È il segmento del Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa dedicato alle aziende di capitalizzazione medio – piccola, operanti con successo nei settori tradizionali dell’economia, che rispondono ad una serie di specifici requisiti in materia di trasparenza informativa, liquidità, corporate governance.

START-UP: É il termine con cui viene chiamata in inglese ogni nuova iniziativa imprenditoriale. Nella fase di startup, l’impresa è come un infante: non è autosufficiente; in particolare, dal punto di vista finanziario. Nei primi anni di vita, infatti, non riesce a coprire i costi con i ricavi generati dalla gestione caratteristica, cosicché ha bisogno per svilupparsi di capitali esterni.

STATO PATRIMONIALE: Lo Stato Patrimoniale mette in evidenza il capitale esistente alla fine del periodo amministrativo, determinato in funzione del reddito.

STILE DI INVESTIMENTO GROWTH: Lo stile di gestione cosiddetto growth value (basato cioè sulla crescita) tende a privilegiare le società ad alto potenziale di sviluppo ritenute in grado di offrire tecnologie innovative. È una strategia di investimento che seleziona le azioni che presentano un elevato potenziale di incremento di valore e che si basa quindi, per lo più, sulle attese di redditività dei prodotti o servizi offerti e quindi sul valore di una società a prescindere, talvolta, dai tradizionali parametri di analisi.

STILE DI INVESTIMENTO VALUE: Lo stile di gestione cosiddetto value (basato cioè sul valore effettivo) tende a privilegiare una scelta degli investimenti impostata sull’analisi dei fondamentali delle società. È una strategia di investimento che seleziona le azioni di società che risultano sottovalutate dal mercato, i cui prezzi sono cioè bassi rispetto al livello dei dividendi, degli utili e del valore contabile dell’azienda.

STOCK-PICKING: Attività consistente nella selezione di alcuni titoli rispetto ad altri nell’ambito della costruzione di un portafoglio investito in un certo mercato. Lo stock picking può essere effettuato utilizzando modelli di analisi tecnica e fondamentale.

STRIKE PRICE: Prezzo d’esercizio a scadenza, in genere più alto di quello corrente per i call warrant e più basso per i put warrant.

STRUMENTI DERIVATI: Strumenti finanziari il cui valore deriva da un’attività sottostante reale (merce) o finanziaria (titoli, valute, tassi di interesse, indici di mercato). Vengono così definiti i futures e le opzioni in quanto il loro valore deriva dalle attività sottostanti.

STRUMENTI FINANZIARI: Gli strumenti finanziari sono tutti gli strumenti di investimento finanziario: azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, covered warrant, gestioni patrimoniali, polizze index e unit linked, etc.

SUPPORTO: Livello di prezzi del titolo in corrispondenza del quale il trend in corso, supposto al ribasso, rallenta la sua discesa o addirittura inverte la sua direzione trasformandosi in rialzo. Tecnicamente vi è quindi la convenienza ad acquistare un titolo.

SVALUTAZIONE: Fenomeno che diminuisce il valore ufficiale di una moneta nei confronti di un’altra moneta. La svalutazione non va confusa con l’inflazione che, come già illustrato, rappresenta una perdita di potere d’acquisto della moneta all’interno del paese, non nei confronti dell’estero.

SWAP: Contratto con cui due controparti si impegnano a scambiarsi flussi monetari in entrata e in uscita e a compiere l’operazione inversa ad una data prevista alle stesse condizioni del primo scambio.

SWITCH: Passaggio da un fondo all’altro, per esempio da uno azionario a uno obbligazionario, gestiti dalla stessa società di gestione.

SWITCHING: Termine del linguaggio di borsa, è usato con il significato di spostamento, cambiamento. Si abbandona una posizione a favore di un’altra come, ad esempio, quando si vendono titoli dall’andamento deludente per investire il ricavato in valori più promettenti.

T.

TAEG: Tasso effettivo globale sui prestiti erogati da banche e finanziarie. Il tasso è calcolato tenendo conto, oltre che degli interessi, anche di tutti gli altri oneri accessori che gravano sul prestito (spese d’istruttoria, spese ipotecarie, diritti fissi, spese d’incasso, ecc.) che aumentano l’onere effettivo assunto dal debitore. Per legge il TAEG deve essere evidenziato nei contratti e nei documenti pubblicitari per dare la massima trasparenza alle operazioni (il cui costo non può essere percepito dal solo tasso d’interesse).

TAN: Tasso nominale sui prestiti erogati da banche e finanziarie. Il tasso è calcolato semplicemente rapportando l’ammontare degli interessi rateali dovuti al capitale prestato, senza tener conto del costo complessivo del finanziamento.

TARGET PRICE: Prezzo-obiettivo, ossia il prezzo che si spera raggiunga una determinata attività finanziaria. Gli analisti a conclusione dei propri rapporti spesso formulano un target price per dare un’indicazione alla propria clientela.

TASSO DI CAMBIO: Rapporto di valore tra una moneta ed un’altra. Il tasso di cambio esprime quanto il mercato apprezza una certa moneta in confronto alle altre, e sintetizza la situazione economica e finanziaria di un paese. Un rialzo del cambio rispetto alle valute estere è indice di benessere e di forza economica. Un ribasso del cambio, invece, è indice di debolezza dovuto, ad esempio, a una forte inflazione interna, a rapporti sociali tesi od instabili che provocano fughe di capitali verso l’estero.

TASSO DI CRESCITA: Il tasso di crescita (g) della società dipende dalla percentuale di utili trattenuti dall’azienda (non distribuiti). Viene calcolato come prodotto tra Retention Rate e ROE.

TASSO D’INTERESSE: E’ la misura della rimunerazione del capitale. Viene espresso in percentuale, attraverso il rapporto tra interessi pagati ed importo sul quale sono pagati; in formula: I i = — C in cui I indica gli interessi e C il capitale. Ad esempio, se si incassa una cedola di 193 EUR su un Buono del Tesoro di 5.164 EUR, il tasso d’interesse è pari a: 375.000 i = —————— = 0,375 = 3,75% 10.000.000

TASSO D’INTERESSE PERIODALE: E’ l’interesse prodotto da un capitale unitario impiegato per una frazione di anno normalmente indicato con ik.

TASSO DI PREMIO: Nelle assicurazioni sulla vita il tasso di premio è quel coefficiente che applicato al capitale assicurato determina il premio da pagare. Il tasso di premio è calcolato sulla base di vari fattori (ad esempio il sesso, l’età, il tasso di attualizzazione).

TASSO DI RENDIMENTO: Il tasso di rendimento è dato dalla somma dell’investimento privo di rischio (Risk free) e del premio per il rischio.

TASSO DI SCONTO: È il tasso d’interesse applicato alle operazioni di finanziamento al sistema bancario da parte della Banca centrale. Generalmente, è il tasso d’interesse che viene utilizzato per stabilire il valore attuale di un pagamento futuro.

TASSO DI SCONTO BANCARIO: Tasso d’interesse impiegato dagli istituti bancari per quotare il prezzo di strumenti di mercato monetario a breve scadenza. Per esempio, nel caso una banca venda un titolo di Stato o della carta commerciale a breve scadenza, sottrae dal valore nominale del titolo un quantitativo, chiamato Discount, ricavato dal tasso di sconto applicato.

TIR (Tasso Interno di Rendimento): Tasso in grado di eguagliare il valore attuale dei flussi di cassa positivi al valore attuale dei flussi negativi connessi ad un progetto di investimento /finanziamento con l’effetto di esprimere in modo sintetico la redditività / onerosità intrinseca di una operazione.

TASSO VARIABILE: Meccanismo di pagamento degli interessi basato sulla variabilità del tasso in funzione di un parametro di riferimento. Un’obbligazione a tasso variabile può pagare, ad esempio, una cedola annuale del 4% nel 2001, una del 5,75% nel 2002, una del 3,5% nel 2003 e così via. I parametri più usati per determinare il tasso applicato sono il rendimento dei BOT (è il meccanismo con il quale sono pagate le cedole dei CCT), il rendimento medio delle obbligazioni o il tasso ufficiale di sconto.

TIER 1: Il capitale versato, le riserve e il fondo per rischi bancari generali costituiscono i principali elementi patrimoniali di qualità primaria. Il totale di questi elementi, previa deduzione delle azioni proprie possedute, dell’avviamento, delle immobilizzazioni immateriali, delle perdite registrate in esercizi precedenti e in quello in corso, costituisce il patrimonio di base o tier 1.

TIMING DI MERCATO: È l’abilità nel scegliere i momenti più idonei per effettuare un investimento o un disinvestimento. Questo termine si può riferire a un unico mercato (acquisto di azioni a prezzo basso e vendita a prezzo alto) o a più mercati: in questo caso ci si riferisce alla rotazione nel tempo delle varie opportunità d’investimento, come il passare da un investimento in un fondo comune azionario a uno bilanciato, ecc.

TITOLO DI STATO: E’ un titolo obbligazionario emesso dal governo di un paese per coprire il suo fabbisogno finanziario. Essendo garantito dallo Stato, è considerato l’investimento con la più bassa probabilità di mancato pagamento.

TITOLO SPAZZATURA: È un’obbligazione a rendimento elevato, ma con un rating internazionale inferiore a BAA della Moody’s Investor Service e a BBB della Standard & Poor’s Corp., perciò a più alto rischio.

TFR: Trattamento di fine rapporto – Somma percepita dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

TITOLI A REDDITO FISSO: Titoli di Stato e obbligazioni i cui tassi di interesse sono fissati al momento dell’emissione e non variano per l’intera vita dei titoli stessi.

TITOLI DI STATO: Obbligazioni emesse dallo Stato per provvedere alla copertura del proprio fabbisogno. Titoli di Stato sono i buoni ordinari del Tesoro (BoT), i certificati del Tesoro zero coupon (CTz), i buoni del Tesoro poliennali (BTp), i certificati di credito del Tesoro (CcT).

TLX: Sistema di contrattazioni impostato dal Gruppo Unicredito Italiano, parallelo a quello della Borsa, in cui sono negoziati anche titoli non quotati sul mercato ufficiale, anche al di fuori degli orari previsti dalla Borsa.

TORO: Fase di mercato in cui l’andamento è al rialzo.

TRADER: Soggetto che effettua operazioni di compravendita di titoli sia per proprio conto sia per conto terzi.

TRACKING ERROR VOLATILITY (TEV): La Tracking Error Volatility descrive la volatilità dei rendimenti differenziali di un fondo rispetto ad un indice di riferimento. Nel caso di un fondo a gestione passiva, il cui obiettivo è replicare l´andamento del proprio bechmark, la TEV consente di valutare con quanta fedeltà il gestore ha replicato tale andamento. Di conseguenza, quanto più elevato è il valore assunto dalla TEV, tanto più indipendenti sono state le scelte del gestore rispetto all´andamento dell´indice scelto come riferimento.

TRENDLINE: Detta in italiano linea di tendenza, o semplicemente tendenza, è una retta ottenuta dagli analisti tecnici congiungendo i minimi o i massimi successivi di prezzo di un titolo al fine di poterne individuare i futuri andamenti. La trendline può essere inclinata positivamente, suggerendo così che il prezzo del titolo dovrebbe muoversi al rialzo anche in futuro, o negativamente, nel qual caso le aspettative sono per un ulteriore calo delle quotazioni.

TRADING ON LINE: Espressione che indica le contrattazioni effettuate dagli investitori direttamente sul mercato (passando attraverso un intermediario specializzato) dal proprio computer. Il sistema consente la massima rapidità di esecuzione degli ordini ed è particolarmente adatto a chi opera frequentemente in azioni con acquisti e vendite ripetute nel corso di una stessa giornata.

TRATTA BANCARIA: Titolo di credito emesso da un istituto bancario a valere su fondi che lo stesso ha in deposito presso un altro istituto bancario. Nel caso di banche logisticamente distanti questo strumento permette di effettuare più rapidamente il pagamento di fondi rispetto alla trasmissione di un assegno da parte di un cliente.

TRATTA, BUONO: Nel settore titoli di credito, è l’ordine dato da un soggetto a un altro di pagare una somma a favore di un terzo soggetto alla scadenza di una data stabilita. Nei trasporti, il certificato emesso dal vettore che rappresenta le merci viaggianti. Fra i titoli di Stato statunitensi, i Treasury bills sono titoli con scadenza inferiore all’anno, analoghi ai Buoni Ordinari del Tesoro presenti in Italia. Il Due Bill, nelle contrattazioni dei titoli, è il documento per mezzo del quale l’acquirente indica le somme che vanno versate al venditore, e che riguardano gli obblighi della vendita e gli eventuali diritti accessori, (per esempio il pagamento di dividendi maturati prima della vendita).

TREND: Tendenza di fondo dell’andamento di un titolo in un periodo di tempo predefinito.

TRENDLINE: La linea che identifica in un grafico la tendenza del prezzo di un titolo. Questa linea può essere ascendente o discendente a seconda dell’andamento del titolo.

TRIBUTO: Prestazione in denaro dovuta obbligatoriamente dal contribuente allo stato o ad altro ente pubblico dotato di potere d’imposizione fiscale.

TRUST: Il significato per lo più assegnato in campo economico è quello di “cartello di imprese”, intendendo con tale espressione una associazione volontaria di due o più imprese che coordinano le loro politiche di produzione e/o di vendita al fine di aumentare la loro forza contrattuale nei confronti delle altre imprese o dei consumatori. In un’altra accezione, di origine anglosassone, il trust è un accordo legale, in base al quale le azioni con diritto di voto di diverse società vengono raggruppate sotto la direzione di un consiglio di amministratori fiduciari, i quali dirigono un gruppo di società in modo unitario, creando un singolo cartello delle imprese concorrenti. Nell’ambito del risparmio gestito il trust identifica una società che gestisce denaro altrui per investirlo professionalmente e secondo criteri di diversificazione.

U.

UMBRELLA FUND: Fondo comune d’investimento che investe le somme versate dai propri sottoscrittori nei diversi comparti in cui è strutturato o in quote parti di altri fondi comuni ( sub-funds), specializzato in uno specifico settore o in attività denominate in una determinata valuta. I sottoscrittori hanno l’importante vantaggio di poter trasferire il proprio investimento da un comparto all’altro o da un fondo all’altro senza pagare commissioni di sottoscrizioni o pagandole in misura minima.

UNIT LINKED: Sono polizze nelle quali le prestazioni sono collegate (“linked”) al valore unitario delle quote (“unit”) di fondi assicurativi appositamente creati.

USUFRUTTO: E’ il diritto di usare un bene di qualcun altro (continuando però a utilizzarlo per gli scopi cui era destinato).

UTILE NETTO: Nei dati ufficiali nel bilancio di un’azienda, indica quanto una società ha incassato in un anno, dopo aver sottratto i costi e le tasse.

UTILI PER AZIONE: Frazione degli utili societari che spetta al possessore di un’azione ordinaria. Si calcola dividendo l’ammontare degli utili al netto delle imposte, dei pagamenti d’interesse per i possessori di obbligazioni e dei dividendi corrisposti ai possessori di titoli azionari di risparmio o privilegiati, per il numero dei titoli esistenti. Solitamente sono compresi nel conteggio del numero dei titoli anche quelli che possono derivare dalla conversione di titoli convertibili.

V.

VALORE ATTUALE: E’ il valore di un capitale ad una data anteriore a quella in corrispondenza della quale si colloca.

VALORE INTRINSECO (Embedded Value): Il suo significato varia a seconda del contesto: – nella valutazione di aziende: indica il valore reale (o venale) del capitale circolante e del capitale immobilizzato. Per contro, il valore di rendimento si ottiene capitalizzando il reddito lordo o netto dell’investimento. In tedesco anche: innerer Wert; – in riferimento alle opzioni: differenza positiva tra il prezzo di base e il corso corrente dello strumento al quale l’opzione si riferisce; – per gli immobili: valore del terreno o dell’immobile.

VALORE NOMINALE: Importo convenzionale corrispondente al rapporto fra il capitale sociale e il numero delle azioni in cui esso risulta suddiviso.

VALUTA: Moneta, carta moneta. Nel linguaggio bancario, il giorno a partire dal quale incominciano a decorrere gli interessi su una certa somma.

VARIABILITA’ DEI PREZZI (Volatilità): La variabilità di un prezzo, detta anche volatilità, è la misura in cui ci si può attendere che il prezzo oscillerà al rialzo o al ribasso.

VENDITA ALLO SCOPERTO: È la vendita di titoli in previsione di quotazioni in ribasso effettuata senza avere il possesso dei titoli stessi, per poi riacquistarli quando le quotazioni saranno inferiori.

VENTURE CAPITAL: Forma di finanziamento in qualità di capitale di rischio che può essere erogato dalle banche di investimento a imprese giovani o di nuova costituzione. Il finanziamento può venire concesso a imprese che operano in settori con elevati rendimenti sul capitale o dove sono attuabili innovazioni di rilievo nei sistemi produttivi.

VOLATILITA’: Misurazione statistica delle fluttuazioni dell’attività sottostante il warrant. Solitamente viene espressa in percentuale su base annua. É l’indicatore che serve per valutare il grado di rischiosità di un investimento. Essa si misura calcolando la deviazione standard dei prezzi intorno alle loro medie. Più è elevato il suo valore, maggiore è il grado di rischio dell’investimento e quindi tanto maggiori possono essere i guadagni, ma anche le perdite. La deviazione standard è formalmente rappresentata dalla lettera greca sigma. In sostanza, quanto più uno strumento finanziario è volatile tanto maggiore è l’aspettativa di guadagni elevati, ma anche il rischio di perdite. La deviazione standard è l’indicatore di volatilità più frequentemente integrato nell’informativa sulla redditività dei fondi comuni. Essa permette di misurare quanto un determinato fondo abbia probabilità di allontanarsi dal suo andamento medio. L’informazione sulla variabilità dei rendimenti è indispensabile per valutare le performance dei fondi.

VOLATILITY TRADING: Strategie operative basate sull’aspettativa che la volatilità del sottostante sarà diversa da quella implicita nel prezzo delle opzioni. Il modo più comune di acquistare/vendere volatilità è l’acquisto/vendita di opzioni, coprendo il rischio direzionale con il sottostante.

W.

WALL STREET: E’ il nome della strada di New York nella quale si trova la più grande Borsa del mondo, quella americana; per estensione, indica la Borsa stessa. L’andamento della borsa americana condiziona quello di tutte le borse mondiali e l’indice Dow Jones (il più vecchio ed il più noto del mondo) viene letto con attenzione da tutti gli operatori ed i risparmiatori per capire come sta evolvendo l’economia americana.

WARRANT: Per poter separare i due diversi aspetti rappresentati da diritto di conversione e obbligazione, le emissioni collegate ai titoli azionari hanno incorporato, da qualche anno a questa parte, il diritto alla conversione in un vero e proprio buono che circola a parte e viene denominato warrant. Il warrant rappresenta un buono per l’acquisto di titoli azionari, al prezzo stabilito all’atto dell’emissione. Al momento dell’emissione viene inoltre indicata la data ( o le date) in cui tale diritto può essere esercitato. Da quando viene esercitato, l’obbligazione assume la denominazione di ex warrant, circola come un titolo obbligazionario ed è valutata sulla base della cedola offerta ai possessori.

Y.

YANKEE BOND: Titolo obbligazionario emesso in dollari negli Stati Uniti da una società o istituzioni finanziarie non residenti. Sono titoli a cedola fissa o variabile generalmente pagabile semestralmente.

YIELD: La percentuale della somma investita, quale risultato reddituale di un investimento finanziario. Nei titoli a reddito fisso il rendimento effettivo è quel tasso d’interesse che rende equivalente il prezzo del titolo alla somma dei valori attuali formati dai flussi di cassa che il titolo andrà a generare in futuro. Il rendimento di un titolo azionario è invece calcolato come rapporto tra il dividendo annuale del titolo e il prezzo di mercato dell’azione.

Z.

ZERO COUPON BOND: Titolo obbligazionario il cui rendimento viene dato esclusivamente dalla graduale crescita del valore del titolo fino alla scadenza, non prevedendo quindi il pagamento di cedole periodiche e riconoscendo l’interesse maturato in un’unica soluzione al momento del rimborso.

ZERO COUPON CONVERTIBLE BOND: Titolo obbligazionario il cui rendimento viene dato esclusivamente dalla graduale crescita del valore del titolo fino alla scadenza, non prevedendo quindi il pagamento di cedole periodiche e riconoscendo l’interesse maturato in un’unica soluzione al momento del rimborso.

 

Fonti:
Borsa Italiana
Il Sole 24 Ore

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