P – R

P.

PAC: Piani di accumulo di capitale. Rappresentano un servizio previsto dalla maggior parte della società di gestione, che consente l’acquisto di quote di un fondo comune tramite versamenti periodici successivi. Con questa formula si possono versare nel fondo importi fissi o variabili, con cadenza mensile, trimestrale, quadrimestrale e così via, per un arco temporale di cinque, dieci o quindici anni. Ai Pac sono però applicate commissioni di ingresso superiori ai versamenti cosiddetti in un’unica soluzione. Questi ultimi, denominati Pic, sempre più spesso sono infatti esenti da commissioni.

PAESI IN VIA DI SVILUPPO: Comprendono i paesi che hanno un livello economico inferiore a quello dei paesi ricchi, ma che presentano elevate potenzialità e che hanno impostato programmi di sviluppo della propria struttura produttiva. Fanno parte di questa categoria alcuni paesi dell’America latina, dell’Africa e dell’Estremo Oriente. Alcuni di essi hanno fatto registrare, nel corso dell’ultimo decennio, veri e propri “boom”, con tassi di crescita fortemente superiori a quelli dei paesi occidentali. I casi di Corea, Singapore, Malesia e di altri paesi dell’area del Pacifico hanno fatto storia, tanto che questi paesi sono stati denominati, per la loro aggressività economica e finanziaria, le “tigri del Pacifico”. Attualmente stanno attraversando una fase critica, dato che dopo la fase di forte crescita si è generata una crisi che ha portato a svalutazioni a catena ed a drastici cali del prodotto interno lordo.

PAGOBANCOMAT: Iniziativa realizzata dal sistema bancario italiano volta a promuovere l’utilizzo delle carte Bancomat nei pagamenti su POS presso gli esercizi commerciali, attraverso l’applicazione di specifici criteri di tariffazione e l’effettuazione di un’azione promozionale coordinata da un consorzio appositamente costituito presso l’ABI.

PATRIMONIO: Totale delle attività possedute da un fondo comune: titoli (azioni, obbligazioni, titoli di stato) o liquidità.

PASSIVITà CORRENTI: Finanziamenti che contrae una società per la gestione corrente. Ne fanno parte i debiti commerciali, gli scoperti di conto corrente, ecc.

PAY OUT: Percentuale di utili distribuiti.

PERFORMANCE: Andamento di un titolo quotato o anche di un fondo comune in un periodo di tempo predefinito (giorno, settimana, mese, anno, ecc.).

PIANO D’AMMORTAMENTO: Prospetto nel quale sono indicate le modalità e gli importi da versare per giungere al rimborso del finanziamento.

PIP: Piani di integrazione pensionistica – Rappresentano polizze che investono in prodotti unit linked o in gestioni separate assicurative. Spesso al prodotto vengono abbinate altre polizze di copertura rischi.

PLUSVALENZA: Ammontare economico positivo (utile) risultante da una vendita di un’attività ad un prezzo superiore a quello d’acquisto.

POLIZZA ASSICURATIVA: E’ il certificato d’assicurazione più comune. Ovvero un attestato rilasciato dalla compagnia assicurativa all’assicurato che serve a quest’ultimo per dimostrare di avere coperto certi rischi.

POLIZZA DI RENDITA: Contratto di assicurazione che prevede il pagamento di una somma (mensile od annuale) a favore dell’assicurato per tutta la sua vita. La polizza di rendita può essere stipulata sia con la clausola “immediata” (versamento di un capitale consistente a fronte del quale la compagnia provvede a pagare immediatamente la rendita) oppure con la clausola “differita” (è la più diffusa). In questo caso l’assicurato paga per un certo periodo dei premi ed al termine del differimento inizia ad incassare il vitalizio. L’importo della rendita dipende dalla somma complessiva versata e dall’età dell’assicurato al momento dell’inizio del vitalizio.

POLIZZA MISTA: Contratto di assicurazione che prevede la liquidazione da parte della compagnia di un capitale alla scadenza prefissata se l’assicurato è in vita, altrimenti il pagamento di una somma a titolo d’indennizzo se, in qualunque momento prima della scadenza, l’assicurato decede. In ogni caso, quindi, la compagnia a fronte di incassi periodici, sborserà una somma; ovviamente nel caso di sopravvivenza l’assicurato incasserà una cifra inferiore alla somma dei premi versati, in quanto la differenza sarà stata trattenuta dalla compagnia a fronte del rischio “caso morte”.

POLIZZE RIVALUTABILI (Tradizionali): Sono polizze nelle quali le prestazioni si rivalutano annualmente in funzione del rendimento offerto da una gestione separata appositamente costituita. Le gestioni separate delle polizze tradizionali premono un rendimento garantito.

POLIZZA UNIT LINKED: E‘ una polizza vita ad alto contenuto finanziario che consente di diversificare i propri investimenti scegliendo tra varie tipologie di fondi. Unisce i vantaggi della gestione professionale degli investimenti, ai vantaggi delle polizze vita tradizionali (copertura caso morte, benefici fiscali, benefici successori). Consente una gestione dinamica dell’investimento: è possibile scegliere gestori finanziari, valuta, tipologia dell’investimento. Inoltre può essere riscattata in qualsiasi momento così come possono essere effettuati dei trasferimenti tra fondi.

POLIZZA VITA: Contratto di assicurazione che prevede la liquidazione da parte della compagnia di una certa somma condizionata ad un certo evento legato alla vita del sottoscrittore. A seconda dell’evento considerato, le polizze si distinguono in: polizze caso morte, nelle quali il contratto prevede il pagamento di un premio annuo determinato, al momento della stipula della polizza, sulla base della vita media probabile dell’assicurato. La polizza è diversa tra uomini e donne (che vivono più a lungo). Se l’assicurato muore nel periodo contrattuale, la compagnia paga l’indennizzo concordato. Se invece l’assicurato è in vita alla fine del periodo contrattuale, la compagnia non deve liquidare nulla ed i premi restano acquisiti al suo patrimonio. Polizze caso vita, nelle quali il contratto prevede il pagamento di un premio (può essere unico oppure annuo, oppure ancora “unico ricorrente”) ed una scadenza. A tale scadenza la compagnia paga il capitale accumulato (dato dai premi versati maggiorati dal rendimento riconosciuto anno per anno in funzione degli investimenti effettuati), oppure versa una rendita vitalizia. Se l’assicurato muore prima della scadenza, la compagnia versa agli eredi i premi versati maggiorati di una certa percentuale.

POLIZZE VITA INDEX LINKED: Questa nuova generazione di polizze Vita si avvicina alla più ampia categoria delle cosiddette unit linked, il cui rendimento è agganciato alla performance di un’attività sottostante. Quando tale attività è un indice di Borsa, esse sono denominate, appunto, index linked. Sono strumenti più dinamici delle polizze tradizionali e il loro rendimento dipende dunque dalla crescita del mercato azionario di riferimento. Nel caso, però, in cui il risultato sia negativo, è generalmente garantito il capitale investito. In alcuni casi è anche corrisposto un rendimento minimo. POLIZZE VITA UNIT LINKED Le polizze Vita cosiddette Unit Linked differiscono dalle polizze tradizionali in quanto sono strumenti più dinamici e la loro principale caratteristica è quella di offrire un rendimento agganciato a un’attività finanziaria sottostante, tipicamente costituita da quote di fondi comuni di investimento oppure di Sicav. In tal modo, la polizza Vita rende in base alla performance realizzata dal fondo (o alla Sicav) al quale è stata agganciata. É comunque prevista, in generale, la corresponsione di un rendimento minimo oppure la garanzia del capitale.

PORTAFOGLIO: Insieme di attività di finanziarie (titoli, crediti verso clienti, ecc.) detenute da un soggetto economico a una certa data.

PORTAFOGLIO BILANCIATO: Un portafoglio bilanciato ha KILOVAR tra 10 e 19 e può comprendere sia componenti obbligazionarie a medio e lungo termine, sia componenti azionarie ben diversificate. Possono rientrarvi strumenti con effetto leva in misura contenuta.

PORTAFOGLIO CAUTO: Un portafoglio cauto ha KILOVAR tra 0 e 3 e comprende tipicamente titoli di Stato G7 a breve termine, componenti di liquidità (conti corrente, certificati di deposito, pronti contro termine), nessuna componente azionaria.

PORTAFOGLIO DINAMICO: Un portafoglio dinamico ha KILOVAR tra 20 e 45 e può comprendere tipicamente componenti azionarie o obbligazionarie con rischio equiparabile a quello azionario (vale a dire con un rischio emittente significativo). Può comprendere strumenti con effetto leva in misura contenuta.

PORTAFOGLIO PRUDENTE: Un portafoglio prudente ha KILOVAR tra 4 e 9 e comprende prevalentemente componenti obbligazionarie a breve e medio termine con rischio emittente molto contenuto (titoli di Stato, obbligazioni corporate, obbligazioni strutturate ecc.), ma può comprendere anche componenti azionarie e strumenti con effetto leva in misura minoritaria, o, in alternativa, componenti obbligazionarie con un rischio emittente significativo.

PORTAFOGLIO SCONSIGLIATO (Alto Rischio): I portafogli che ricadono nella classe “sconsigliato” sono ad alto rischio. Il loro KILOVAR varia tra 46 e 1000 e sono tipicamente portafogli azionari o obbligazionari non sufficientemente diversificati, oppure portafogli nei quali il peso assegnato a strumenti derivati è significativo. L’investitore deve essere consapevole di trovarsi esposto a perdite significative in conto capitale.

POS (Point of Sale): E’ lo strumento installato presso gli esercizi commerciali e collegato direttamente alla banca che consente di effettuare pagamenti per mezzo di carte di credito e carte Pagobancomat.

PREMIO DI CONVERSIONE: Differenza tra il prezzo a cui viene trattato un titolo convertibile in azioni e il prezzo dell’azione. Nel caso specifico in cui il premio sia elevato, il prezzo dell’obbligazione convertibile avrà un comportamento più vicino a quello di un titolo a reddito fisso, mentre nel caso in cui il premio sia basso sarà più simile all’andamento delle quotazioni dell’azione.

PREMIO (Assicurativo): Importo versato per pagare un’assicurazione. Il premio è fissato dalle compagnie in funzione del rischio che si assumono. Ad esempio per una polizza furto viene considerato non solo il valore dei beni custoditi nell’appartamento, ma anche la sua ubicazione (se è a piano terra il premio è più elevato), le misure di sicurezza esistenti (se non vi sono finestre corazzate e porta blindata il premio è più elevato), il tipo di garanzia offerta (se è su tutti i beni e non solo su quelli preziosi è più elevato). Da notare che, se viene stipulato un contratto assicurativo con durata pluriennale, il premio è dovuto per tutta la durata fissata, in quanto non si può recedere dal contratto; anche per questo motivo in molti casi è preferibile stipulare polizze “a premio unico” che consentono, di anno in anno, di scegliere la compagnia più conveniente o di modificare senza spese aggiuntive le garanzie.

PREZZO A PRONTI: Il prezzo di un titolo per consegna immediata, nel numero di giorni previsti dalle abitudini commerciali.

PREZZO BASE: Il prezzo base che nelle aste dei titoli di Stato, l’autorità pubblica accetta per poter considerare valide le offerte, e che una volta fissato consente di determinare il massimo costo del finanziamento ottenuto mediante l’emissione.

PREZZO DI APERTURA: Indica: a. nel mercato MTA, il prezzo al quale vengono conclusi i contratti nella fase di apertura; nel caso in cui su uno strumento finanziario si svolgano in una seduta di Borsa più di una fase di asta, il prezzo di apertura è il prezzo venutosi a determinare al termine della prima fase d’asta; b. nel mercato MOT, il prezzo al quale vengono conclusi i contratti nella fase di asta definitiva.

PREZZO DI ESERCIZIO: È il prezzo a cui l’acquirente di un contratto di opzione ha il diritto di acquistare (call option) o vendere (put option) lo strumento sottostante.

PREZZO DI MERCATO: Detto anche market price, è il prezzo momentaneo che si determina sul mercato dall’incontro tra domanda e offerta di un dato bene di investimento.

PREZZO DI RIFERIMENTO: Indica, nel mercato MTA, il prezzo medio ponderato relativo all’ultimo 10% delle quantità contrattate nella seduta.

PREZZO UFFICIALE: Indica: a. nel mercato MTA, il prezzo medio ponderato relativo a tutte le quantità contrattate durante la seduta, eccezion fatta per i contratti eseguiti con la funzione di cross-order; b. nel mercato MOT, il prezzo di apertura o, in assenza, il prezzo medio ponderato di sottoscrizione per abbinamento; c. nel mercato IDEM, il prezzo di chiusura giornaliero.

PRIVATE BANKING: Business della consulenza e della gestione dei clienti di fascia alta condotto dalle banche. Per questa gamma di clientela gli istituti, o le filiali specializzate, mettono a disposizione anche servizi di consulenza fiscale, assicurativa e sugli investimenti d’arte.

PROFILO DI RISCHIO (di Investitore): Il profilo di rischio rappresenta sinteticamente l’atteggiamento nei confronti degli investimenti di un individuo, tenendo conto di caratteristiche personali oggettive e di comportamenti soggettivi.

PROMOTORE FINANZIARIO: Persona fisica che, in qualità di dipendente, agente o mandatario, esercita professionalmente l’offerta fuori sede di strumenti finanziari e di servizi d’investimento.

PRONTI CONTRO TERMINE: Operazione di investimento a breve o brevissimo termine effettuata attraverso l’acquisto di titoli obbligazionari per contanti, rivenduti alla scadenza concordata ad un prezzo prefissato. L’interesse deriva dalla differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, con un calcolo identico a quello di un BOT. Il PCT è utilizzato da risparmiatori che non intendono impegnarsi per lunghi periodi di tempo in quanto vogliono mantenere liquido il capitale. Il rendimento effettivo dei PCT è superiore a quello dei BOT ed inferiore a quello dei BTP.

PROPENSIONE AL RISCHIO: La propensione al rischio rappresenta l’attitudine di un individuo ad assumere dei rischi.

PROPOSTA DI NEGOZIAZIONE (o Proposta): Ordine di acquisto o di vendita, per conto terzi o per conto proprio, immesso dagli operatori nei mercati MTA, MOT, MPR o IDEM, contenente i dati e le informazioni necessarie per la sua visualizzazione ed esecuzione.

PROSPETTO INFORMATIVO: É il documento che deve essere obbligatoriamente consegnato al cliente prima che questo aderisca a qualsiasi proposta di sottoscrizione di un fondo comune. É molto importante perché al suo interno contiene tutte le informazioni relative al fondo comune, dalle caratteristiche alla filosofia di investimento, dai costi alle modalità di adesione, dalla banca depositaria ai soggetti incaricati al collocamento. A partire da inizio luglio di quest’anno deve indicare anche il benchmark utilizzato dai singoli prodotti.

PUT: Nel linguaggio di borsa, indica l’opzione di vendita (corrispondente al premio del venditore). Il titolare di un contratto put ha cioè il diritto – ma non l’obbligo – di vendere, entro un periodo di tempo concordato, un determinato quantitativo di titoli, o di divise estere o di metalli preziosi, a un prezzo prefissato. L’opposto è il “call”.

Q.

QUOTA: Parte del patrimonio di un fondo comune d’investimento, emessa a fronte del versamento effettuato dal risparmiatore. La quota può essere “riscattata” (cioè rivenduta al fondo), incassandone il valore. Il prezzo della quota varia ogni giorno in funzione del valore del patrimonio.

QUOTA CAPITALE E QUOTA INTERESSI: Quando stipuliamo un mutuo, in ogni rata restituiamo una parte del denaro preso in prestito e paghiamo gli interessi sul capitale che ci resta da rimborsare. Il totale della rata è quindi la somma della parte di capitale che restituiamo (quota capitale) e degli interessi dovuti (quota interessi). Quando ad esempio paghiamo una rata fissa le due parti che la compongono variano notevolmente, anche se la loro somma è costante. Nelle prime rate la quota interessi è molto alta poiché molto alta è la somma che ci resta da restituire, e la quota capitale (dovendo la rata rimanere costante) è quindi più bassa. Il rapporto si inverte nelle ultime rate: poiché abbiamo già restituito quasi tutto gli interessi saranno ridotti e la rata sarà quasi esclusivamente formata dalla quota capitale.

QUOTAZIONE: Prezzo al quale viene negoziato un titolo durante una riunione ufficiale di Borsa.

QUOTE DI FONDI: Patrimonio costituito da un portafoglio di attività gestito da una società di gestione del risparmio (Sgr) e suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti. I fondi chiusi si differenziano da quelli aperti perchè l’ammontare del fondo è determinato al momento dell’istituzione, la sottoscrizione delle quote avviene in un’unica soluzione e i sottoscrittori non hanno il diritto di richiedere il rimborso delle quote se non alla scadenza del fondo o in casi eccezionali.

R.

RAIDER: É in inglese quello che in italiano viene detto scalatore, che nel vocabolario finanziario denota il soggetto che rastrella sul mercato azioni di società sottovalutate al fine di acquisirne il controllo. Una volta acquisito, un raider normalmente passa allo smembramento della società, onde vendere a prezzo molto elevato i rami d’azienda più redditizi (i cosiddetti gioielli di famiglia) e disfarsi di quelli in perdita o poco profittevoli. Il perfezionamento di tutta l’operazione consente al raider di conseguire ingenti guadagni in conto capitale.

RATA:Pagamento da effettuare periodicamente per estinguere il debito. La cadenza dei pagamenti viene stabilita dal contratto.

RATEO: Quota di interessi o di dividendi di competenza di un titolo a una determinata data. Nella negoziazione delle obbligazioni è separato dal prezzo del relativo titolo, mentre per le azioni è idealmente compreso nel prezzo.

RATING: É l’indicatore che indica il livello di solvibilità di un soggetto debitore quale per esempio uno Stato oppure un’impresa. I più importanti rating sono quelli elaborati dalle società statunitensi Moody’s e Standard & Poor’s. Essi esprimono il merito di credito degli emittenti di prestiti obbligazionari sui mercati internazionali. La tripla A (AAA) indica il massimo dell’affidabilità del debitore: i voti scendono progressivamente su AA, A, BBB, BB, B. La tripla C (CCC) è il rating che si assegna ai debitori assai inaffidabili. L’investimento in titoli emessi da questi ultimi, quindi, implica un margine di rischio molto elevato Generalmente, il giudizio che riguarda le obbligazioni assume, all’interno di uno stesso Paese, il livello più alto, quando il riferimento è ai titoli del Tesoro. Quelli collocati da emittenti alternativi è, mediamente, molto inferiore. Ma qual è l’obiettivo delle case di rating? E’ di garantire che, sulla base delle loro ricerche e delle loro analisi, il debitore sarà in grado di pagare gli interessi e di restituire la somma ottenuta in prestito. A seconda della maggiore o minore capacità di ottemperare a quanto promesso nell’obbligazione, il prestito avrà un giudizio più o meno elevato. Per il risparmiatore, gli effetti sono duplici, perché un livello alto di rating significa migliori garanzie, in fatto di pagamento e di rimborso del prestito, ma, allo stesso tempo, rendimenti inferiori perché l’emittente che gode di credito, può pagare tassi di interesse più bassi.

REAL ESTATE: Generalmente, ogni bene immobile posseduto da un soggetto, come terreni, case, ecc.

RECESSIONE: Situazione economica negativa caratterizzata dalla riduzione della produzione industriale, dal calo dei consumi, dalla diminuzione del reddito delle famiglie. La recessione può nascere da motivi interni (situazione di debolezza del sistema economico di un paese), oppure da motivi internazionali (situazione di crisi diffusa a livello mondiale). L’esempio più noto di recessione mondiale è quello degli anni ’30 quando in tutto il mondo si registrò una grande depressione economica, sviluppatasi dopo il “grande crollo” della borsa di New York (1929).

RENDICONTO FINANZIARIO: Il Rendiconto Finanziario ha lo scopo di mettere in evidenza la posizione finanziaria netta a inizio periodo e a fine periodo.

RENDIMENTO: Reddito complessivo di un investimento, espresso in percentuale del capitale investito. Per le obbligazioni viene solitamente utilizzato il rendimento alla scadenza o alla prima data disdicibile. In questo caso il rendimento si compone del reddito complessivo derivante dagli interessi fissi e dalla variazione di corso fino al rimborso, distribuito sul numero degli anni di vita residua.

RENDIMENTO ANNUALIZZATO: É il dato che più comunemente viene impiegato con l’obiettivo di rappresentare il ritorno composto su base annua di un determinato investimento (annualized return in versione anglosassone). In particolare, nelle analisi di convenienza di un investimento, lo scopo primario è quello di calcolare per il risparmiatore un rendimento annualizzato che sia al netto di imposte e di commissioni. Il rendimento annualizzato dei fondi comuni di investimento pubblicato nelle classifiche sulle performance non tiene conto, in particolare, delle sole commissioni di ingresso.

RENDIMENTO ATTESO: Il rendimento atteso di un titolo è il rendimento che ci si attende da un titolo in un periodo futuro. Essendo un valore atteso e non certo, il rendimento realizzato potrà essere più elevato o più contenuto.

RENDIMENTO EFFETTIVO: Rendimento di un titolo calcolato tenendo conto di tutte le componenti reddituali (incasso di cedole, vendita di diritti d’opzione, utile o perdita sulla vendita, imposte pagate). Il calcolo matematico è abbastanza complesso e richiede (se lo si vuol fare rapidamente) l’utilizzo di un personal computer.

RENDIMENTO DI CASSA: Rendimento mensile generato da un titolo di credito garantito da ipoteca, misurato tramite i flussi di pagamento futuri. Rappresenta il tasso interno di rendimento dell’operazione, nel momento in cui si eguaglia il prezzo del titolo alla somma dei valori attuali dei flussi di cassa generati dal titolo stesso.

RENDIMENTO IMMEDIATO: Rendimento di un investimento in titoli che tiene conto solamente degli utili periodici incassati (interesse o dividendo). Il calcolo del rendimento effettivo è molto semplice: Ri = R/C in cui R indica il reddito e C il costo. Ad esempio il rendimento immediato di un BTP pagato 95 con cedola annua del 5% è pari a: Ri = 5/95 = 5,276%

RENDIMENTO MEDIO: È il valore del rendimento che ci si può logicamente aspettare da un investimento, data una serie di risultati ipotetici con le relative probabilità che si verifichino. Nella teoria degli investimenti, questo termine è utilizzato frequentemente come sinonimo di rendimento atteso, quel rendimento che un soggetto razionale, con tutte le informazioni a disposizione, può attendersi dall’investimento. Il rendimento medio in un portafoglio, invece, si calcola tramite la media ponderata dei rendimenti medi ottenibili dai vari beni presenti, dove i pesi sono la percentuale del controvalore globale investita in ogni singolo titolo.

RENDITA: Sequenza di capitali a ciascuno dei quali corrisponde un’apposita scadenza.

RENDITA VITALIZIA: È la prestazione che prevede il pagamento di una somma periodica, fintantoché l’assicurato sia in vita.

REQUISITI PATRIMONIALI: I requisiti patrimoniali sono le condizioni che il patrimonio delle istituzioni finanziarie deve soddisfare per essere adeguato al grado di rischio assunto.

RESISTENZA: Livello di prezzi in corrispondenza del quale il trend in corso, supposto impostato al rialzo, rallenta la sua salita o inverte la sua direzione trasformandosi in downtrend. Pertanto, operativamente, in prossimità di un livello di resistenza si consiglia la vendita del titolo.

RETENTION RATE: Percentuale di utili trattenuti.

RIALZO: Incremento dei prezzi o dei corsi (specialmente in borsa).

RIBA: Ricevuta Bancaria Elettronica. E’ una procedura interbancaria per la gestione automatica degli incassi commerciali e delle relative ricevute restituite non pagate. Per il pagamento è possibile scegliere modalità diverse dall’addebito in conto, come avviene invece per le procedure RIA e RID.

RIBASSO: Flessione generalizzata dei prezzi e delle quotazioni (soprattutto in borsa).

RIBILANCIAMENTO DEL PORTAFOGLIO: Il ribilanciamento del portafoglio consiste nel modificare la composizione di un portafoglio a livello quantitativo (variando il peso relativo degli strumenti finanziari che lo compongono) e/o qualitativo (inserendo o eliminando uno o più strumenti finanziari).

RICAVO MARGINALE: È l’ammontare di ricavo aggiuntivo, ottenuto aumentando o diminuendo di un’unità il volume della produzione.

RID (Rapporti Interbancari Diretti): Consiste in un’operazione di prelievo automatico (autorizzato dal cliente) di denaro da un conto corrente e nel conseguente accredito della somma su un altro conto corrente. Questo tipo di servizio è comunemente utilizzato per pagamenti periodici e ricorrenti, ad esempio le normali bollette.

RISCHIO: Il rischio che deriva all’investitore dall’oscillazione del corso dei valori mobiliari per fattori attinenti all’andamento dei mercati e alla situazione dell’ente emittente. Il rischio comprende due distinti elementi: – il rischio generico, che si riferisce al rischio di perdite causate da un andamento sfavorevole dei prezzi della generalità degli strumenti finanziari negoziati. – il rischio specifico, che consiste nel rischio di perdite causate da una sfavorevole variazione del prezzo degli strumenti finanziari negoziati dovuta a fattori connessi con la situazione dell’emittente.

RISCHIO AZIONARIO: Il rischio azionario rappresenta il rischio di fluttuazioni dei prezzi dei titoli azionari.

RISCHIO DI CAMBIO: Il rischio di cambio rappresenta il rischio derivante dalla fluttuazione dei tassi di cambio.

RISCHIO DI CREDITO (Rischio Emittente): Il rischio di credito rappresenta il rischio che l’emittente sia insolvente e non rispetti i propri impegni di rimborso del debito.

RISCHIO DI IMPRESA: In parole semplici si tratta di non vedere il capitale proprio remunerato, in altri termini la possibilità di chiudere il bilancio in perdita.

RISCHIO DI LIQUIDITA’: È il rischio di perdita affrontato da una società che necessita della possibilità di liquidare parte dei propri investimenti a medio termine per affrontare esigenze di pagamento a breve termine. Il caso più comune riguarda le banche, che possono trovarsi nella situazione di dover liquidare velocemente investimenti per far fronte a richieste di rimborso di depositi.

RISCHIO DI MERCATO: Il rischio di mercato è il rischio di variazione del prezzo di uno strumento finanziario o di un portafoglio provocato dalla variazione di una o più condizioni di mercato. Comprende ad esempio i rischi di prezzo, di tasso di interesse, di tasso di cambio, etc; non comprende il rischio di credito.

RISCHIO DI TASSO DI INTERESSE: Il rischio di tasso di interesse rappresenta il rischio di variazione della struttura a termine dei tassi di interesse.

RISCHI DI VARIAZIONE DELLA VOLATILITA’: Il rischio di variazione della volatilità rappresenta il rischio di fluttuazioni del livello di volatilità dei mercati.

RISCHIO PAESE: Quantificazione dell’esposizione di un Paese straniero all’inadempimento delle proprie obbligazioni finanziarie, a causa di una particolare instabilità politica o sociale, oppure di una situazione economica negativa.

RISCHIO SISTEMATICO: Rischio connesso al mercato nella sua globalità ed è legato all’andamento di alcune variabili macroeconomiche nazionali ed internazionali.

RISCHIO SPECIFICO: Rischio connesso all’attività svolta dalla società che si sta considerando.

RISK FREE: È il tasso di rendimento di un investimento privo di rischio.

RISPARMIO GESTITO: Termine che indica l’investimento effettuato indirettamente, tramite istituzioni finanziarie (banche, SIM, fondi comuni, compagnie di assicurazione) autorizzate dalla legge. Il risparmio gestito può assumere diverse forme, quali: – la gestione individuale, effettuata da banche o SIM. La gestione può essere obbligazionaria, azionaria, bilanciata, e può essere orientata solo su titoli italiani o solo su internazionali. Si tratta, in pratica, di un prodotto molto specifico che un risparmiatore si sceglie, affidando a professionisti esperti il suo capitale e lasciando loro la più ampia libertà di scelta nell’ambito dell’indirizzo indicato. – la gestione collettiva o “in monte”, effettuata da una compagnia di assicurazione o da un fondo comune d’investimento. Le compagnie di assicurazione usano lo strumento delle polizze “a capitale differito” che consentono di incassare, dopo un certo numero di anni, una certa cifra in funzione dei rendimenti conseguiti (con un minimo garantito); i fondi comuni non garantiscono nulla, ma la loro gestione (fortemente dinamica) offre in genere soddisfacenti risultati nel medio – lungo periodo.

RITENUTA D’ACCONTO: Tipo di imposizione fiscale che prevede, da parte del soggetto che effettua il pagamento di un compenso o di una rendita finanziaria, la trattenuta di una parte del dovuto quale acconto di imposta che verrà versata all’autorità fiscale. Il percipiente potrà quindi, in fase di calcolo della dichiarazione dei redditi, detrarre quanto già trattenuto a titolo di acconto.

ROGITO: Atto ufficiale di compravendita redatto da un notaio e registrato presso l’ufficio del registro.

 

Fonti:
Borsa Italiana
Il Sole 24 Ore

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