fbpx Cookie Policy Privacy Policy
88, Piazzale Del Verano, 00185 - Roma
+06 5654 9002
info@investimentocustodito.com

Fai questo errore nella gestione dei tuoi investimenti?

Inizia a gestire tu i tuoi soldi. Per i tuoi investimenti, scegli chi può fare solo i tuoi interessi

Fai questo errore nella gestione dei tuoi investimenti?

Salire su un aereo senza paracadute, per i cacciabombardieri, può essere un errore che può costare non solo una missione, ma un’intera vita.

Partire senza scialuppe di salvataggio, ancorché molto poco probabile che queste possano essere effettivamente utilizzate, può diventare una sciagura per una nave da crociera se, poi, l’irreparabile dovesse verificarsi.

Il rischio che una nave, per qualsiasi motivo, affondi nel mediterraneo in pieno luglio (quindi non paragonabile al Titanic in inverno nei mari del nord) è clamorosamente basso, ma non per questo le navi da crociera partono senza scialuppe di salvataggio. La statistica classica – quella che ancora molti consulenti e banche applicano cocciutamente ai propri clienti – ci dice che se la probabilità di un evento è bassa, nel lungo periodo non dovrebbe neanche preoccuparci: anche se “il cigno nero” dovesse verificarsi, nel lungo periodo i suoi effetti saranno completamente ammortizzati.

Se applichiamo quindi questo principio all’esempio delle navi da crociera, non varrebbe la pena per ogni viaggio portarsi dietro le scialuppe di salvataggio, perché anche se “l’evento improbabile e distruttivo” dovesse verificarsi, nel lungo periodo i suoi effetti verrebbero ammortizzati da altre migliaia di osservazioni “positive” (cioè viaggi senza incidenti) che farebbero “dimenticare” il viaggio andato male.

Allora, se ciò è vero, perché le navi da crociera si portano dietro le scialuppe di salvataggio?

Perché, come amava dire Keynes, nel lungo periodo saremo tutti morti.

E perché la vita, così come la gestione degli investimenti, non funziona come vorrebbe la statistica descrittiva classica.

Le navi da crociera partono COMUNQUE con le scialuppe di salvataggio perché se il cigno nero dovesse verificarsi, ciò avrebbe degli effetti distruttivi che non sarebbero – purtroppo – “ammortizzati” da altre migliaia di osservazioni e viaggi andati bene.

Ciò che accade nel breve periodo influenza il lungo periodo e lo modifica, anche perché il lungo periodo altro non è che una sommatoria continua e infinitesimale di brevi periodi.

Passiamo e trasliamo questo approccio invece agli investimenti.

La statistica descrittiva classica e le banche/consulenti vecchio stampo ci hanno sempre detto che, se vuoi investire per dieci anni, benché la probabilità che l’evento disastroso si verifichi sia bassa (per evento disastroso intendiamo crolli della borsa nell’ordine del 35-40%), se investi per molto tempo, quel singolo episodio molto negativo verrebbe compensato da altri migliaia di “osservazioni” positive: ergo, se inizi ad investire oggi e tra due anni arriva l’Armageddon, non ti devi preoccupare, perché tanto in dieci anni “i mercati recuperano” e “nel lungo periodo” la statistica ci darà ragione.

Ma purtroppo la vita – e gli investimenti – non vanno affatto così e non si può pensare che il risparmiatore si possa comportare come un computer che investe oggi, chiude tutto per i prossimi dieci anni senza preoccuparsi di nulla e trae le conclusioni a fine percorso (anche se in teoria dovrebbe andare così, IN TEORIA).

Ergo, quello che succede nel breve periodo può destabilizzare eccome i tuoi obiettivi di lungo periodo (come ci insegna la finanza comportamentale, non la finanza classica): nell’esempio di prima, se arriva l’Armageddon due anni dopo l’inizio del progetto d’investimento, 8 persone su 10, per paura di perdere tutto, abbandonano la nave e disinvestono il loro portafoglio 60/40 azioni/obbligazioni.

Ecco anche perché LA MEDIA degli investitori ottiene sempre dei rendimenti inferiori al mercato (altrimenti non si spiega tutto ciò): prima di tutto per l’effetto cumulato dei costi sui loro patrimonio; in secundis perché i loro consulenti non considerano l’aspetto piscologico degli investimenti, cioeè che una perdita ha un effetto distorsivo ed emotivo maggiore di un guadagno.

La conclusione è semplice: a tutti lo stesso portafoglio.

60/40 azioni -obbligazioni se investi per 7-10 anni.
40/60 azioni – obbligazioni se investi per 5 anni o giù di li.
Fondi bilanciati prudenti.
Fondi bilanciati aggressivi.

La solfa non cambiava.

Ed infatti, il 99% dei portafogli degli investitori che abbiamo analizzato – e che poi sono diventati nostri clienti – era composto proprio così, sulla base di concetti vecchi ed obsoleti.

E invece, cosa bisognerebbe fare?

Come le navi da crociera di cui sopra: anche se poco probabile, bisogna portarsi dietro la scialuppa: ergo, strumenti d’investimento che in periodi negativi PROLIFERANO.

Oro, Metalli Preziosi, dollari, obbligazioni ibridi.

Strumenti completamente assenti nei portafogli degli italiani.

Le nostre strategie di investimento (dal Sistema di Investimento Permanente per i più prudenti, al Sistema a crescita Custodita per i più avvezzi al rischio) hanno tutte al loro interno questi strumenti, perché sappiamo che la gestione ex-ante della tua psicologia negli investimenti è fondamentale.

Ecco cosa ci differenzia – oltre all’aver destrutturato il processo di investimento classico e aver ridotto del 50% i costi classici – rispetto agli altri.

Le nostre strategie costruite per te.

Tags: , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *