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Curva dei rendimenti invertita: quali pericoli e cosa fare

Curva dei rendimenti invertita: quali pericoli e cosa fare

Cosa significa che la “Curva dei Rendimenti” si è invertita e perché questo spaventa gli investitori?

La vigilia di Ferragosto vede materializzarsi uno dei timori più sentiti dagli investitori. 
Curve dei rendimenti invertite negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

La curva dei rendimenti è la curva che, per ogni titolo di stato, indica il rendimento degli stessi ad ogni scadenza.

Solitamente, un titolo a 10 anni dovrebbe rendere di più di un titolo a due anni.
E la curva dei rendimenti dovrebbe quindi avere un andamento crescente.

Tipiche forme di curve dei rendimenti "normali" (crescenti) in verde e rosso e tipica forma di una curva dei rendimenti "invertita": si nota come i tassi a breve termine rendano di più die tassi a lungo termine.

L’inversione si ha quando invece un titolo a breve termine rende più di un titolo a lungo termine.

Si tratta di un fenomeno atipico, in quanto, di norma, il titolo a lungo termine paga un premio maggiore perché l'investitore rischia di più a detenere un'obbligazione per un periodo prolungato, esponendosi a una volatilità superiore. Se invece un titolo a breve termine offre un premio maggiore del decennale, significa che - in virtù della legge della domanda e dell'offerta (tra il prezzo di un titolo il rendimento il rapporto è di solito inverso) l'investitore si sente meno al sicuro nell'acquistarlo.

Parallelamente i rendimenti trentennali sono scesi al minimo storico.

I rendimenti statunitensi a 10 anni sono scesi all’1,60%, mentre quelli sui titoli del Tesoro a due anni sono scesi in maniera meno marcata all’1,61%.

L'inversione sulla curva dei Rendimenti USA

Nel Regno Unito, i rendimenti dei Gilt a 10 anni sono scesi di due punti base allo 0,475%, mentre quelli dei titoli a due anni sono saliti di un punto base allo 0,478% anche se l’inflazione Uk ha superato l’obiettivo del 2% della Bank of England.

Perché l’inversione della curva dei rendimenti è pericolosa e preoccupa gli investitori?

Perché l’inversione della curva dei tassi in genere segnala che una recessione è all’orizzonte.

L’inversione della curva viene considerata un fenomeno che precede, di norma, l’arrivo di una recessione perché gneralmente avviene quando la politica monetaria e le condizioni finanziarie sono ‘troppo strette’ per l’economia in generale.

Dai dati raccolti dalla Federal Reserve di San Francisco emerge che le ultime nove volte che la curva dei rendimenti si è invertita, l’economia americana è piombata in una recessione.

Ora, non sappiamo se anche questa volta il mondo cadrà in una recessione: quel che è certo è che gli investitori hanno molti timori nel breve periodo (Dazi, frenata Germania, frenata Cina) e preferiscono rifugiarsi in titoli di stato a lungo periodo.

O ancora in beni rifugio.

Un altro segnale preoccupante, infatti (non per i nostri investitori, e a breve capiremo perchè) è l'aumento del prezzo dell'oro, bene rifugio tradizionale, il cui rincaro è un altro segnale della sfiducia degli investitori. Ciò spiega il vigore con il quale il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta spronando la Federal Reserve ad allentare la politica monetaria per contrastare un peggioramento del quadro economico.

Ripeto: non stiamo dicendo che anche questa volta arriverà la recessione; stiamo cercando di analizzare la situazione per capire come gestire i nostri investimenti e non farsi male in queste condizioni.

La guerra commerciale sta spingendo il prezzo dell'oro sempre verso l'alto

Come detto, i segnali di pericolo vengono da più parti nel mondo: la produzione industriale cinese ha segnato a luglio il tasso di crescita più basso dal 2002, mentre la Germania ha visto il Pil scivolare in negativo con il concreto rischio di recessione tecnica se anche il trimestre in corso andrà sotto zero.

Il Dax di Francoforte cede oltre il 2% nel giorno in cui l’economia tedesca ha segnato una contrazione congiunturale. 
Peggio fa Piazza Affari con Ftse Mib in calo del 2,3% e che a fatica si mantiene sopra i 20 mila punti.

Tra i settori più penalizzati spicca quello bancario.
Rallenta la crescita dell’intera Ue con Pil dell’area euro a +0,2% t/t.

Come già detto, tutto questo è la spia di un peggioramento del clima di fiducia nel breve termine: gli investitori si attendono un deterioramento delle condizioni economiche. Per questo l'inversione della curva dei rendimenti viene considerata un'avvisaglia di recessione.

Cosa fare quindi in questa circostanza?
Scappare e tenere tutto sotto il materasso?

Ovviamente no.
Se avete seguito le nostre indicazioni a tenere in portafoglio beni rifugi che in questo momento infatti ci staranno facendo dormire sonni tranquilli.

Stiamo parlando in primis del dollaro e dell'oro.

Sulla necessità di diversificare il portafoglio con asset rifugio abbiamo scritto fiumi di parole, compreso il fatto che praticamente dall'anno scorso preconizzavamo e consigliavamo di accumulare posizioni sull'oro per una serie di motivi (prezzi bassi, inflazione, rischio dazi, ecc.)

Chi lo ha fatto già in passato, oggi guarda a questa fase di volatilità normale non con paura, ma addirittura con speranza: l'investitore sa che è in questi momenti che si genera l'opportunità. Specie se sai che hai comunque il 50% del portafoglio messo già a riparo, puoi concentrarti ancora meglio sulla ricerca dell'opportunità.

Ovviamente, queste pratiche di immunizzazione del portafoglio dalla volatilità di breve periodo vanno fatte PRIMA, non oggi: ergo, l'oro lo dovevate comprare quando tutto andava bene e le azioni spingevano.

Oggi arrivate un po' tardi.

Ma non è mai troppo tardi per cambiare modo di investire e abbracciare i dettami del Sistema di Investimento Permanente.

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