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Come costruire un capitale rilevante investendo mensilmente (lasciando perdere i fondi pensione)

Inizia a gestire tu i tuoi soldi. Per i tuoi investimenti, scegli chi può fare solo i tuoi interessi

Come costruire un capitale rilevante investendo mensilmente (lasciando perdere i fondi pensione)

I meno attenti crederanno che l’articolo che stai per leggere sia destinato solo a chi non ha un capitale da parte e ha necessità di costruirlo nel tempo, con accantonamenti periodici.

In realtà, l’articolo è dedicato anche a chi il proprio capitale lo vuole incrementare; o anche a chi vuole investire sul mercato azionario in modo ancora più efficiente (come vedremo).

In generale, tutti noi dovremmo periodicamente accantonare risorse per progetti futuri: l’università dei figli, il proprio matrimonio, l’acquisto della tua prima casa o più semplicemente l’acquisto della macchina.

O, ancora più semplicemente, per la volontà di vedere accrescere il proprio patrimonio.

È una questione basilare e innata, avere a disposizione “soldi” da parte per poter affrontare le intemperie della vita.

In questo articolo, vedremo come fare ad accantonare periodicamente quote capitali mensili e come investirle (atteso che “lasciarle sotto il materasso” non sia la soluzione migliore); vedremo anche che questa strategia avrà risultati sorprendenti per un costruire un capitale rilevante.

Iniziamo dalla fine.

Nel nostro recente passato, i nostri avi ci hanno da sempre convinto come il modo più sicuro di accantonare risorse finanziarie fosse un bel buono fruttifero postale o, meglio ancora, un’interessantissima polizza vita.

I più evoluti, invece, si orientavano verso qualche fondo pensione proposto dall’impiegato postale o bancario di turno, convinto dai benefici fiscali che prometteva lo strumento (o altre menate varie).

Quali erano i problemi di questi strumenti?

a) Nel lungo periodo, polizze vita e/o buoni fruttiferi postali non sono efficienti semplicemente perché non restituiscono rendimento o, se lo restituiscono, copre a malapena l’inflazione.

Il costo opportunità di investire in questi strumenti, nel lungo periodo, è mostruoso (lo vedremo a breve).

b) qualcuno, credendosi più evoluto e ben consigliato dal suo consulente in conflitto d’interesse, potrebbe obiettare di aver, invece, scelto un fondo pensione “aggressivo” e di aver fatto la scelta giusta, nel lungo periodo: bravo, peccato che i dati dicano altro.

La pagina Frontiera Efficiente, su Facebook, scriveva questo un po’ di giorni fa:

“L’ignoranza è tollerata, la pervicacia della stupidità no…

Sbandierare la (propria) presunta professionalità in campo finanziario è sempre pericoloso. Sulla vicenda dei fondi pensione il tema diventa quasi ridicolo. Difendere l’indifendibile anche davanti all’esposizione di numeri incontrovertibili è patetico. E tutto per difendere il portare a casa le commissioni?

Il prodotto fondo pensione in Italia si è dimostrato in questi primi 2 decenni di utilizzo INEFFICIENTE. Lo affermiamo con i numeri

Tutta la parte psicologica e comportamentale su cosa abbia significato per aiutare a risparmiare non è in gioco. C’è in gioco il puro calcolo di convenienza. COSTI E DEFICIENZA PROFESSIONALE DEI GESTORI. Questo è il punto. Su 395 fondi pensione valutati oggi su Morningstar NON UNO ha battuto il benchmark azionario del 13,50% medio annuo composto.

Il migliore dei fondi pensione ha “mangiato” quasi 4 punti percentuali ad un semplice investimento in ETF vanificando “qualsiasi” calcolo di convenienza fiscale proiettando il trend sui lunghi periodi per cui sono progettati i fondi pensione.

Non ci sono SE o MA. Chi vuole sottoscrivere fondi pensione è libero di farlo. Si è rivelato sin qui inefficiente. PUNTO!

Con buona pace dei venditori di commissioni.

Esercitare la Professione di Consulente Finanziario significa ALMENO avere consapevolezza di questo per logica di minima competenza. Ma minima”

I fondi pensione sono quindi inefficienti a causa dei COSTI assurdamente alti. Il che fa si che questo prodotto sia completamente inefficiente nel lungo periodo.

Quindi, che strumento usare?

Semplice: da quello che ci siamo detti sopra e per i motivi che i NUMERI ci dicono, lo strumento da utilizzare è unico. Gli ETF.

(Credo e spero di non dover ancora spiegare cosa siano gli ETFs e quali siano i loro vantaggi).

E, in particolare, in che tipo di ETF? Azionario, obbligazionario, materie prime o altro?

Se hai intenzione di costruire un capitale rilevante nel tempo e, al contempo, sai bene che investire è l’unica possibilità da perseguire nel lungo periodo, la soluzione è unica: azioni.

Proviamo a fare questa semplicissima simulazione: ipotizziamo di aver iniziato un piano di investimento il 23 novembre 2009 e di averlo terminato a marzo 2019 (un mese fa).

Ipotizziamo di aver investito mille euro al mese, ogni mese, su ETF semplice e poco costoso, come l’ETF iShares Core MSCI World UCITS ETF USD. La somma totale dei versamenti è pari a 113.000,00 €.

Il capitale a scadenza è invece pari a 214.527 €, con un rendimento del 90% circa.

La strategia più semplice in assoluto ha dato questi risultati.

La cosa interessante – il che fa si che questa strategia sia ideale per investire in azioni – è che investire periodicamente sul mercato azionario senza soluzione di continuità riduce moltissimo la volatilità tipica del mercato azionario, grazie alla famosa “mediazione” dei prezzi: come si nota dal grafico, la volatilità, quel terribile Sali e scendi delle borse, è stata praticamente abbattuta.

Ecco perché – questa – è una delle due strategie ottimali per investire in azioni riducendo al minimo il rischio (l’altra, lo sapete, è il Permanent Portfolio).

Ad esempio, a dicembre 2018, nel pieno della crisi di volaitlità che le borse hanno sofferto l’anno scorso scrivevamo ai nostri clienti che “Al momento, è necessario continuare col piano di accumulo sull’azionario europeo, sfruttando questo momento in cui prezzi sono molto bassi. L’accumulo periodico resta il migliore dei modi per limitare la volatilità sui mercati e per sfruttare questi storni di prezzo”.

E, ovviamente, i risultati ci hanno dato ragione.

Quindi, per costruire un capitale rilevante nel tempo, riducendo ogni forma di rischio e non dilapidando miriadi di soldi in costi occulti, queste le sono strategie ideali.

P.s. Piccola chicca: per ottimizzare ancora di più il tuo patrimonio, è bene diversificarlo e “de-correlarlo” con altre asset class; ad esempio, quando il mercato azionario è salito troppo, sposta un po’ di liquidità sull’oro o sull’obbligazionario a breve scadenza, riproponendo i benefici del Permanent Portfolio. Il patrimonio sarà più equilibrato e avrai da parte risorse per sfruttare ancora meglio gli storni del mercato azionario.

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2 risposte

  1. Davide Rugiero ha detto:

    In linea di massima condivido questo articolo ma avrei apprezzato si parlasse anche di come, man mano che il capitale cresce, l’apporto dei nuovi versamenti è meno efficace nel ridurre la volatilità e del rischio di subire un forte ribasso in prossimità della fine del piano di accumulo.

    • Andrea Gabriele ha detto:

      Ciao Davide. Hai perfettamente ragione: man mano che il capitale cresce, ridurre la volatilità è sempre più difficile e il rischio di subire un ribasso nella parte finale del progetto d’investimento è alto: allungare ancora l’orizzonte temporale, dopo anni e anni di accumulo, può non essere la soluzione ideale. Ma se hai letto fino in fondo l’articolo, avrai notato che la parte finale dello stesso è proprio dedicata a questo problema: accumulare asset difensivi come l’oro (a beta negativo) quando il mercato azionario è salito molto, per ri-equilibrare il portafoglio, serve proprio a questo. Con questo asset in mano – ricreando, come è scritto nell’articolo, le basi del Permanent Portfolio – la volatilità di mercato viene ridotta e il patrimonio stabilizzato.

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