Indicatore segreto sui bonds per capire dove andranno i mercati

Un Indicatore sui bonds per investire sui mercati?

 

Gli indicatori possono essere utili strumenti per studiare i mercati e i loro comportamenti nei diversi scenari economici. Purtroppo però, sono sempre in ritardo rispetto al mercato. Perchè?

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Semplicemente perchè derivano dall’evoluzione dello stesso, o da informazioni economiche che questo sconta non appena disponibili.

Tuttavia, c’è un indicatore sul mercato dei bonds che dovresti conoscere perchè si mostra più tempestivo nel “rilevare” una crisi.

Di quale misterioso indicatore parliamo?

Spread creditizio

 

Il credit-spread si riferisce alla differenza di rendimento che esiste tra due bonds a scadenza simile, ma qualità creditizia diversa.

Gli investitori possono valutare il sentiment di mercato osservando lo spread tra corporate bonds e Titoli di Stato risk free.

Questo sarà tanto maggiore quanto più basso sarà il rating delle aziende corporate. Avremo dunque un differenziale molto ampio tra high yield bonds e titoli risk free, mentre sarà più limitato se prendiamo in considerazione i corporate ad alto rating.

In ogni caso, quando l’economia cresce, questo spread rimane contenuto, perchè gli investitori si fidano della redditività delle aziende.

Ma nei momenti di incertezza, gli investitori richiedono rendimenti maggiori per sostenere il rischio del debito societario.

Lo spread sui rendimenti riflette, infatti, 3 importanti modifiche…

Effetti su 3 sfere del rischio

 

L’aumento dello spread creditizio porta ad aggiornare le opinioni e le preoccupazioni degli operatori su 3 aree differenti:

  • Salute finanziaria – Aumentano i default societari, soprattutto se l’economia rallenta e i tassi si alzano
  • Cambiamento del sentiment – Vengono prezzati rischi maggiori
  • Riduzione della liquidità- Lo spostamento dei capitali sui titoli risk free, limita la liquidità sul mercato corporate

I titoli di aziende a rating più basso (high yield) soffriranno maggiormente, vedendo i loro rendimenti impennarsi.

Ma come si evolve il mercato quando lo spread aumenta?

Relazione credit-spread e variazione azionaria

 

Spesso un aumento del credit-spread precede:

  • Crisi di liquidità
  • Riduzione degli utili societari
  • Cali di mercato

Lo spread creditizio, tuttavia, esiste sempre, proprio per premiare chi si assume un maggior rischio rispetto all’investimento nel titolo risk free.

r(bonds) = rf + credit spread + term premium

Ma questo differenziale, non è costante, si muove in relazione al risk-appetite.
Come puoi vedere, i credit-spread aumentano prima che si scatenino turbolenze finanziarie.

Ma ovviamente non anticipano sempre cali ulteriori. E non è detto che un aumento di questo spread porti necessariamente a una nuova recessione.
Altrimenti saremmo in grado di prevedere l’evoluzione del mercato e dovremmo rinnegare l’efficienza dello stesso.

Niente formule magiche

 

Se fossero un preciso anticipatore del mercato, questo verrebbe subito arbitraggiato dagli investitori che troverebbero una possibile inefficienza e la andrebbero immediatamente a sfruttare e coprire.
Dunque dobbiamo concludere che possa ritenersi un buon indicatore di massima, ma sicuramente non “magico”.

Comunque, nel momento in cui lo spread si amplia, il mercato inizia già a scontare un rischio maggiore.
Quindi se tu disinvestissi a seguito dell’aumento del credit spread, il mercato probabilmente avrebbe già scontato.
Questo per dire che parliamo di un indicatore “meno ritardato” rispetto ad altri, più che veramente “tempestivo”.

Il credit-spread non è di certo una formula magica per diventare ricchi.
Ma può aiutarti a capire il cambiamento del sentiment e cosa sta succedendo sui mercati, correggendo di conseguenza le tue allocazioni.

Inoltre vi sono diversi “falsi segnali”, che ti impediscono di utilizzarlo come strategia di Timing.
Storicamente il mercato azionario, infatti, corregge:

  • 5% 3 volte all’anno
  • 10% 1 volta all’anno
  • 20% ogni 3-5 anni

Ma lo spread attuale allora cosa dice? Grida davvero “RECESSIONE” o possiamo stare tranquilli?

Clima di incertezza

 

Chiaramente i dazi vanno a colpire la redditività futura delle società, contribuendo all’aumento del credit-spread.

Gli annunci altalenanti del presidente Trump sui dazi, hanno creato instabilità, che non piace ai mercati.
Perchè l’incertezza sulle politiche tariffarie rende difficoltoso formulare delle aspettative sugli utili futuri, per prezzare le società.

Il Policy Uncertainty Index, indicatore rilevante il grado di incertezza delle politiche commerciali, si è impennato di conseguenza raggiungendo valori che negli ultimi 40 anni si sono visti solo una volta, all’epoca della pandemia.

Il mercato azionario ha reagito con una correzione del 15% circa, che poi, a seguito di nuovi accordi con i partner commerciali e soprattutto con la China, ha recuperato velocemente fino quasi a tornare ai livelli di partenza pre-dazi.

Ma questa discesa potrà riprendere?

Cosa dicono le stime degli analisti?

 

I valori attuali dei credit-spreads in realtà sono più in linea ad una correzione che ad una recessione.
Le stime per il 2026 inoltre vedono una crescita degli utili del 16%.

I mercati azionari al momento stimano che le tariffe abbiano un impatto limitato nel prossimo trimestre.
Secondo S&PGlobal, una forte discesa è prevista invece per il Q3, con un recupero deciso nel Q4.

Il mercato si aspettava che fosse raggiunto un accordo con i partner commerciali e che le tariffe fossero temporanee.
Effettivamente l’accordo è arrivato, anche con la China, sul quale i dazi erano stati imposti a livelli molto elevati.
E’ vero che questi accordi sono temporanei, ma il mercato probabilmente sta scontando che vengano rinnovati una volta passati i 90 giorni.

Di fatto sembra che i dazi siano stati più una mossa strategica di Trump per rinegoziare accordi commerciali più favorevoli per gli USA, che una vera decisione tariffaria a medio termine.

Ma se le cose non dovessero andare così e se gli accordi di sospensione e riduzione non verranno rinnovati, l’aggiornamento delle prospettive sulla crescita potrebbe portare a cali più pesanti.

Quindi…

Non abusare degli indicatori economico-finanziari

 

Il credit-spread non deve guidare le tue scelte di investimento.
L’efficienza dei mercati lo rende inutile a ciò.
Ma ti offre un utile spaccato del mercato attuale con cui puoi correggere la tua allocation in base al contesto di mercato in cui ti trovi.

Analizzare e valutare i mercati è importante per trarre utili informazioni sul tuo E(r), ma la tua asset allocation deve derivare essenzialmente dai tuoi obiettivi.

Prima di guardare il contesto attuale, poni attenzione a questi parametri per la tua asset allocation:

  • TC – Per capire se nel tuo progetto di investimento le valutazioni attuali possono avere rilevanza*
  • Serenity Ratio – Per correggere il TC in considerazione della stabilità di percorso desiderata

*Nota: Se TC<0,7 devi combinare il CAPE Shiller ai rendimenti storici nella tua stima del rendimento atteso

Il vero segreto non sta nell’anticipare il mercato ma nella PIANIFICAZIONE!

 

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In conclusione, come hai potuto capire, il credit-spread è un indicatore utile ad analizzare il contesto di mercato in cui ci si trova.

Ci è servito ad esempio per capire che ci troviamo in una situazione abbastanza tranquilla, con credit-spread non eccessivamente ampi. In effetti, l’incertezza c’è, ma le prospettive degli analisti vedono una buona crescita degli utili nel 2026.

Ovviamente tutto può essere stravolto a seconda delle future politiche commerciali e fiscali e di altre decisioni monetarie o schock esogeni che muterebbero completamente le prospettive.

Per questo, il credit-spread deve servirci a fare delle valutazioni sulla nostra asset allocation, non come parametro per fare Market Timing.

Nessun indicatore potrà indicarci dove andranno i mercati in futuro, altrimenti rinnegheremmo l’efficienza degli stessi, dimostrata da innumerevoli ricerche accademiche.

Il tuo portafoglio deve essere costruito a partire da parametri fondamentali come il TC e il Serenity Ratio.
E deve essere guidato dai tuoi obiettivi ed esigenze di protezione, non dall’evoluzione dei mercati.

Nei nostri percorsi possiamo aiutarti a navigare consapevolmente nell’immenso mare dei mercati finanziari e degli investimenti.

Ti aiutiamo nel tuo percorso di crescita finanziaria, offrendoti quelle conoscenze e competenze necessarie per muoverti in totale autonomia. Sarai sempre affiancato nel tuo percorso, in modo tale che quanto imparerai non rimarrà pura teoria, ma riuscirai a metterlo in pratica costruendo finalmente il tuo portafoglio ideale!

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A presto!

 

Alberto Cricchio
a.cricchio@investimentocustodito.com

Alberto è tutor e Analyst di Investimento Custodito. Laureato cum laude in Mercati Finanziari e Intermediari, è un'analista giovane e dinamico, che fa dell'analisi macro-finanziaria la sua specialità. Aiuta i nostri clienti a divenire investitori autonomi e a gestire in completa autonomia i loro soldi.